#danzAbari - DON QUIJOTE
Teatro
NUOVO TEATRO ABELIANO – ESPLORARE
giovedì 25 febbraio
Cie Twain/Compagnia Petrillo Danza
Loris Petrillo
DON QUIJOTE
consulenza musicale Pino Basile
musiche Pino Basile, aa vv
consulenza drammaturgica Massimiliano Burini
con Nicola Simone Cisternino, Yoris Petrillo, Giacomo Severini
disegno luci Loris Petrillo
coreografia e regia LORIS PETRILLO
Produzione AcT_Cie Twain physical dance theatre 2015
Con il contributo OFFicinaTwaIN_Centro Promozione Culturale_Regione Lazio
in collaborazione con TSI La Fabbrica dell'Attore/Teatro Vascello_Roma
“Questo mio padrone ho visto da mille prove che è un matto da legare, e anche io, del resto, non gli rimango punto indietro, perché, se è vero il proverbio che dice «dimmi con chi vai e ti dirò chi sei» e l'altro «non donde nasci, ma donde pasci», sono più matto di lui perché lo seguo e lo servo”.
Quella di Don Quijote è una follia sana. Spinta da un impulso interiore che ne deforma la realtà, tanta è la voglia di cambiarla. Il "folle" cavaliere ci mostra il problema di fondo dell'esistenza, cioè la delusione che l'uomo subisce di fronte alla realtà, la quale annulla l'immaginazione, la fantasia, le proprie aspettative, la realizzazione di un progetto di esistenza con cui l'uomo si identifica. Non è quindi difficile immaginarci come lui, oggi. Eterni cavalieri che combattono quotidianamente con i mulini a vento di una società decadente. Il Coraggio di Don Quijote, si divide e si abbatte nell'opera di Cervantes che presenta nella prima parte un uomo che cerca di trasformare la realtà secondo i suoi sogni, mentre nella seconda si sente obbligato ad accettarla. Se nella prima parte Don Quijote si ingannava, nella seconda viene ingannato. Ciò rende più complesso il rapporto fra realtà e follia e invenzione in un gioco di specchi continuo.
L'uomo oggi, che sogna un mondo e una vita diversa dal coro, si veste di abiti e di una maschera per combattere il quotidiano, cercando di rendere migliore il mondo che lo circonda quantomeno mettendosi in lotta per denunciarne il declino. Ma è un uomo solo, folle per molti, che viene tenuto in disparte, emarginato. Il Don Quijote contemporaneo è un uomo che viene illuso, deluso, ingannato e si trasforma da sognatore ironico e spensierato in un personaggio tragico, che prima di dichiararsi risanato e pentito, e dunque vinto, sul letto di morte, esclama, come un mistico: “io sono nato per vivere morendo".
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Bari
Nuovo Teatro Abeliano
Via Padre Massimiliano Kolbe 3
ore 21:00
ingresso a pagamento
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