#danzAbari - SENTieri, e-ink, UPPER - EAST SIDE
Teatro
NUOVO TEATRO ABELIANO – ESPLORARE
Mercoledì 2 marzo
Aterballetto - Fondazione Nazionale Della Danza
SENTieri
Musiche Frédéric Chopin, Alessandro Grisendi, Greg Haines, Dmitri Yanov-Yanovsky
Luci Carlo Cerri
Coreografia PHILIPPE KRATZ
SENTieri (unione di “sentire” e “ieri”) è strettamente collegato al suo protagonista maschile e al racconto delle sue emozioni passate. Ma i ricordi che gli tornano in mente non sono sempre chiari, si mostrano annebbiati; si susseguono con fluidità e si intrecciano in modo giocoso. In questo senso li rivive come un mero flusso di coscienza: le situazioni sono effimere, niente può essere afferrato. È come se stesse sognando ad occhi aperti. Qualunque sentimento stia provando adesso, gli restituisce un ricordo dal passato e lo riporta a un momento in cui ha già vissuto quell’emozione. Inconsciamente fa i conti con l’amore, la perdita, la disperazione e alla fine con la speranza.
SENTieri (nel senso di 'percorsi') è una danza astratta per otto individui. Sebbene ciascuno di loro si trovi solo, tutti saranno connessi come un’improbabile famiglia. Alcuni continueranno sulla loro strada insieme, altri prenderanno direzioni differenti e si separeranno.
È un racconto intimo sul diventare adulti in cui passato, presente e un possibile futuro si mescolano e diventano un immediato, sfocato scivolare nei ricordi. Ma i partecipanti non raccontano azioni, loro raccontano emozioni.
a seguire
e-ink (1999-2015)
uno spettacolo di mk riallestito per progetto RIC.CI
da Aterballetto/direzione Cristina Bozzolini
coreografia, luci e costumi Michele Di Stefano
con Damiano Artale, Philippe Kratz
musica Paolo Sinigaglia
realizzazione costumi Sartoria Aterballetto/Francesca Messori
Produzione 2015 mk, Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto, Fabbrica Europa
Riallestimento 2015 a cura di Biagio Caravano e Michele Di Stefano
nell'ambito del progetto RIC.CI / Reconstruction Italian Contemporary Choreography Anni Ottanta-Novanta, ideazione e direzione artistica Marinella Guatterini
produzione 1999 mk/Festival Teatri 90/Ref.
Questo lavoro nasce dalla curiosità per le modalità di trasmissione dei messaggi oracolari e divinatori che, pur essendo formalmente precisi, sono il prodotto di una destabilizzazione. Esatta ed ambigua ad un tempo, la loro comunicazione è organizzata sul momentaneo addomesticamento di ciò che per sua natura desidera essere continuamente riscritto, reinventato. E frainteso.
Forse nel cambiamento costante degli stati corporei, nel loro rimescolio non consequenziale, è possibile avvicinarsi a questo punto di vista non ordinario, alle potenzialità compositive di una scrittura mutante come gli inchiostri elettronici del futuro prossimo, ma che può essere letta solo come presentimento.
Michele Di Stefano 1999
E-ink è un duetto interamente scritto, fin nel minimo dettaglio, a tal punto da risultare parossistico e maniacale nella sua abbondanza di segni, ognuno dei quali risponde ad una logica ritmica differente. Mentre ricostruivamo il lavoro per Aterballetto, a distanza di più di 15 anni, è stato soprattutto il corpo a ritrovare l’esattezza di quella scrittura, a rimettere in connessione tutti i particolari scollegati tra di loro per farli ridiventare organici nella loro misteriosa iconografia.
Quel che abbiamo chiesto ai due nuovi interpreti è stato soprattutto una fiducia incondizionata nei confronti di questo sistema irriconoscibile, per produrre fisicamente un ritmo non necessariamente identico a quello originario ma capace di ricreare la stessa assoluta arbitraria autorevolezza di cui il lavoro è fatto. E la generosa arrendevolezza di questi nuovi corpi ha permesso il riaffiorare di una dinamica coreografica basata proprio sul contrasto tra precisione e spaesamento, basata cioè sullo stesso principio per il quale l’oracolo di Delfi si faceva tramite di una potenza indicibile e lo faceva producendo versi perfettamente cesellati. La danza è evidentemente anche una questione di linguaggio.
In questo senso il progetto RIC.CI, che ha dato il via alla riapparizione della coreografia, offre la possibilità di rintracciare proprio nell’origine scritturale di un atto creativo uno dei presupposti fondamentali della sua intraducibilità.
Michele Di Stefano 2015
a seguire
UPPER - EAST SIDE
Musica Lorenzo Bianchi Hoesch
Luci Carlo Cerri
coreografia MICHELE DI STEFANO
La matematica della “frase” coreografica, la sua collocazione all’interno di un sistema, la sua riproducibilità nel tempo e le conseguenze che essa produce sono il punto di partenza di questo lavoro. Dalla grammatica alla geografia, l’informazione viaggia per creare un impatto linguistico nello spazio, in un continuo desiderio di scambio, per far vivere la danza come una condizione ambientale, esplorativa. Che cosa rende abitabile un luogo? L’architettura che lo contiene o la dinamica dei suoi attraversamenti? Un corpo che danza lo fa veramente quando permette ad un’altra danza di esistergli accanto. Così costruiamo un paesaggio, così traslochiamo nei quartieri alti.
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Bari
Nuovo Teatro Abeliano
Via Padre Massimiliano Kolbe 3
ore 21:00
ingresso a pagamento
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