Aiutiamoli a casa loro? Ecorifugiati e migranti economici: oltre la banalità e la disinformazione.
Cittadinanza attiva
Incontri culturali
ATTRAVERSO l’idea e la costruzione di questa iniziativa, ci siamo incontrati: associazioni e gruppi di diversa ispirazione, attivi nel campo della proposta culturale, sociale, ambientale per proporre momenti diversi, intensi, interessanti, di incontro.
Per sapere di più, ATTRAVERSO la riflessione, la pratica del fare e del porsi domande, ATTRAVERSO la discussione su un tema drammaticamente attuale com’è quello delle migrazioni.
Abbiamo voluto sottrarre questo tema scottante alle banalizzazioni e alle strumentalizzazioni ATTRAVERSO un percorso di conoscenza.
Per capire chi sono quelle persone, donne e uomini, giovani, vecchi e bambini, che passano ATTRAVERSO barriere di mari e deserti, muri e fili spinati, lingue e culture diverse.
“Oggi una persona ogni sette nel mondo è un migrante. Con più di 200 milioni di persone in transito nel pianeta, l’epoca contemporanea conosce una mobilità umana mai vista prima nella storia. A migrare sono – nella stragrande maggioranza dei casi – uomini e donne che con il loro spostamento cercano di dare una risposta, individuale o famigliare, al processo di impoverimento socio-economico che interessa intere aree geografiche del globo”
(Antonio Ciniero, “Economia flessibile e vite precarie. Lavoro e migrazioni nel racconto dei cittadini stranieri”, Liguori 2013).
Questa è la realtà con cui siamo costretti a fare i conti.
E davanti a tutto questo, davanti al dramma dei migranti che arrivano alle porte della “fortezza Europa”, ci sono due cose che sentiamo ripetere tante, troppe volte.
La prima è : “aiutiamoli a casa loro!”, frase molto cara a politici in camicia verde (ma non solo a loro), che rimbalza negli orrendi talk show televisivi a base di urla e di slogan, sulle colonne di certi quotidiani, negli infuocati commenti dei social network. E’ la frase di chi pensa di poter respingere tutti in blocco, erigendo muri, seminando filo spinato, sparando cannonate.
La seconda è: “accogliamo i rifugiati, rispediamo indietro i migranti economici”. E’ la distinzione che i politicanti e gli opinionisti desiderosi di apparire più “sensibili” fanno tra chi è in fuga dai conflitti armati, richiedenti asilo - che forse avrebbero diritto all’accoglienza - e tutti gli altri, i “migranti economici” e gli “ecorifiugiati”, chi fugge dalla miseria, dalla fame e da luoghi desertificati, alluvionati, terremotati, dagli effetti del cambiamento climatico, del “landgrabbing” (accaparramento di terre e risorse da parte di Paesi occidentali e multinazionali).
In base a questo distinguo, tutti costoro “non avrebbero diritto” e sarebbero da respingere senza troppi complimenti.
Il punto interrogativo del nostro titolo è un invito a “sparare” meno frasi a effetto, ad andare oltre gli slogan e le banalità.
Vogliamo porci delle domande e provare a capire insieme a voi se davvero le frasi che sentiamo dire così spesso hanno un senso o, piuttosto, sono espedienti per non affrontare problemi che ci interpellano tutti quanti e che chiamano in causa profondamente tanto le responsabilità e le scelte di governi e istituzioni quanto la coscienza di tutti noi, cittadini del mondo ed esseri umani.
Per farlo abbiamo invitato due autorevoli studiosi come Antonio Ciniero e Nicola Coniglio (leggete i loro curriculum pubblicati come post nell’evento) che al tema delle migrazioni hanno dedicato e dedicano una parte molto importante del loro lavoro di ricerca.
Non sarà una conferenza, desideriamo piuttosto dar vita a una conversazione, arricchita da immagini, letture, filmati, testimonianze dirette di persone arrivate in Italia attraversando il canale di Sicilia.
Una conversazione nella quale sarete anche voi protagonisti, tutti invitati a esprimere le vostre domande e i vostri dubbi, le vostre contrarietà e le vostre paure rispetto a un tema così scottante.
Tra gli altri, saranno con noi la fotografa Ela Francone, autrice di reportage sulla condizione dei migranti e Federico Cuscito, di Rivoltiamo la Precarietà, gruppo di attivisti particolarmente impegnati nelle pratiche di integrazione e nella difesa dei diritti civili, politici, sociali dei migranti (e non solo).
L’incontro è aperto a tutta la cittadinanza e, data la rilevanza dei contenuti e dei contributi, auspichiamo la partecipazione delle organizzazioni politiche e sindacali, civili e religiose, dei rappresentanti del mondo della scuola e dell’amministrazione cittadina.
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Monopoli (Bari)
Auditorium Chiesa Sant'Antonio
Piazza Sant'Antonio
ore 19:00
ingresso libero
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