CINEMA SO.C.R.A.TE ore 21
INGRESSO euro 3
Segue piccolo buffet
BRUTTI, SPORCHI E CATTIVI
è un film del 1976 di Ettore Scola (vincitore del premio per la miglior regia al 29° Festival di Cannes). La macchina da presa di uno dei maggiori registi del cinema italiano va a incocciare con violenza contro una realtà misera, lorda e allucinante che stordisce lo spettatore quanto uno schiaffo in pieno volto. Eccezionale commento sonoro di Armando Trovajoli. Disagio 100% made in Italy, con uno straordinario Nino Manfredi.
TRAMA
Periferia di Roma, metà anni settanta: la vita quotidiana di una famiglia di circa venticinque persone si svolge nella povertà di una baraccopoli. A capo di tutti c'è il vecchio Giacinto Mazzatella: di origine pugliese (di cui conserva il dialetto), guercio e dispotico, che tratta i suoi familiari come bestie.
Lentamente si sveglia la famiglia per andare, come ogni giorno, a guadagnare qualche soldo, ma solo pochi di loro in attività oneste. Festa grande per tutta la famiglia è il giorno della pensione della nonna: come una tribù vanno tutti insieme a ritirarla. Una volta che però il denaro è nelle loro mani viene diviso e ognuno si avvia per la propria strada, lasciando l'anziana sola con i bambini che hanno il compito di riportarla a casa.
Giacinto possiede un milione di lire, risarcimento dell'assicurazione per aver perso un occhio a causa di un getto di calce viva. L'uomo conserva gelosamente questo denaro ed è ossessionato dal fatto che i parenti glielo possano rubare, per cui lo nasconde continuamente in luoghi diversi. Una notte, in preda ad un incubo in cui vede i suoi parenti spendere il suo denaro, si sveglia di soprassalto e va a controllare il nascondiglio dei soldi, però non trovandoli. Inferocito sveglia tutta la famiglia e inizia a cercare il milione sotto i materassi, quando non lo trova afferra la doppietta che tiene sempre carica e minaccia di morte tutti i presenti se non gli restituiranno subito il denaro. Uno dei figli non dà peso alle minacce e si volta per andarsene, ma il vecchio Giacinto gli spara senza esitare, ferendolo ad una spalla. Portato in questura si ricorda all'improvviso che il denaro non lo aveva trovato perché si trovava in un altro nascondiglio segreto.
Un giorno Giacinto s'innamora ricambiato di una grassa prostituta napoletana, Iside, con la quale inizia a dilapidare i soldi, e che si porta in casa attirandosi le ire della moglie. Questa, per lavare l'affronto organizza l'assassinio di Giacinto con tutti i parenti, sua madre compresa. Il piano è semplice, viene organizzata la festa di battesimo di uno dei suoi nipoti, con Giacinto e la prostituta come ospiti d'onore ma nel piatto dell'uomo è stato messo del veleno per topi. Giacinto mangia una enorme porzione di pasta avvelenata ma improvvisamente si rende conto della cosa e scappa dal banchetto, riesce a vomitare subito e quindi si salva.
Tornato in forma, per acquistare una vecchia cabriolet vende per 800 000 lire la baracca a un altro sfollato, che si presenta con la propria numerosa famiglia per prendere possesso dell'abitazione. Mentre scoppia una rissa tra le due famiglie Giacinto arriva con l'auto e distrugge accidentalmente la baracca.
Alla fine le due famiglie restano riunite nella baracca rimessa a posto, e Giacinto minaccia tutti di cacciarli via dopo aver recuperato i soldi, che mette al sicuro facendoseli ingessare al braccio.
Web:
www.cinemateatrosocrate.com