da venerdì 4 a sabato 5 marzo 2016
Antropolaroid
Teatro
Antropolaroid di e con Tindaro Granata_venerdì e sabato h 21.00 c/o Abeliano
Scannasurice di Enzo Moscato con Imma Villa_sabato 5 marzo h 21.00 c/o Teatro Kismet
Due straordinari interpreti saranno i protagonisti degli spettacoli in programma questa settimana nei Teatri di Bari , due attori che daranno voce e corpo a storie corali e ricche di personaggi, seppur affidate a una sola figura in scena.
L’attrice Imma Villa, sabato 5 marzo alle h 21.00 al Kismet, accompagnerà gli spettatori nei “bassi” napoletani, subito dopo il terremoto del 1980 con “Scannasurice”, il titolo dello spettacolo scritto da Enzo Moscato per la regia di Carlo Cerciello.
“Antropolaroid” invece, venerdì 4 e sabato 5 marzo all’Abeliano alle 21.00, è la fotografia di una famiglia siciliana, una polaroid umana che si snoda attraverso l’interpretazione di Tindaro Granata. Le storie tramandate inconsapevolmente dai nonni di Tindaro, diventano lo spunto originalissimo e poetico per un racconto popolare in cui la famiglia, insieme alla storia di un paese, sono i protagonisti.
Inoltre sabato 5, il Kismet ospiterà il progetto “Libro che spettacolo” promosso dall’Agis nazionale con Telecom Italia: lo scrittore e magistrato Francesco Caringella, di origini baresi, presenterà nel foyer del Kismet il suo ultimo romanzo “Dieci minuti per uccidere” (Newton Compton Editori), con letture di Teresa Ludovic. L’iniziativa “Libro: che Spettacolo!” è nata per promuovere lo spettacolo dal vivo insieme alla lettura e per favorire l’interazione fra il teatro e la letteratura.
Venendo al programma teatrale della settimana, “Antropolaroid” è un racconto che partendo dalla storia familiare dell’autore e protagonista Tindaro Granata, parla di un intero paese e di un lungo secolo di cambiamenti. Annota l’autore: “Francesco Granata nel settembre del 1925 si impicca perché scopre di avere un tumore incurabile. La moglie , incinta, sola, si reca spesso al cimitero per “bestemmiare” sulla tomba del marito. Il figlio Tindaro Granata nel 1948 viene implicato in un omicidio di mafia, ordinato da un noto mafioso di Patti. Maria casella, nel ’44, si innamora di Tindaro che incontra ad una serata di ballo organizzata da suo padre per presentargli il suo futuro sposo, un ufficiale tedesco. La giovane si oppone al matrimonio, scappa con Tindaro, facendo la “fuitina”. Teodoro Granata nasce l’anno dopo. Diventato adulto, Teodoro emigra in Svizzera. Tornato in Sicilia sposa Antonietta Lembo e con l’aiuto del signor Badalamenti apre una falegnameria. Tindaro Granata nasce nel settembre del 1978. Adulto, parte per il servizio militare, si imbarca per due anni su nave Spica e qui incontra il nipote del boss del suo paese di origine, Patti.
Il giovane Tino (nipote del boss) , dopo che il padre viene indagato per delitti di mafia, si confida con Tindaro. Ma questo è il giorno in cui Tindaro parte per Roma, vuole diventare un attore. Tino si suicida, impiccandosi.
Tindaro Granata passa attraverso i decenni in molteplici ruoli, ad ogni età, maschio o femmina, tra giochi, balli, lavoro, relazioni familiari, paure, brevi passaggi ogni volta a comporre dialoghi, legami, situazioni, lui solo e tanti .
“Scannasurice” è una sorta di discesa agli “inferi”, post terremoto ’80, di un personaggio dalla identità androgina, nell’ipogeo napoletano dove abita, una stamberga in cui le fanno compagnia i topi (i “surici”), metafora dei napoletani stessi, e i fantasmi delle leggende metropolitane partenopee, dalla Bella ‘Mbriana al Munaciello. Un viaggio alla ricerca di un’identità smarrita dentro le macerie della storia e di una quotidianità terremotata, fisicamente e metafisicamente. Il personaggio fa la vita, “batte”. E’, originariamente, un “femminiello” dei Quartieri Spagnoli di Napoli. Ma i femminielli di Enzo Moscato sono creature senza identità, quasi mitologiche. Oltre l’identità sessuale, sono quasi magiche. E’ per questo che ho deciso di farlo interpretare a un’attrice, naturalmente, oltre l’identità sessuale, rendendone evidenti l’ambiguità e l’eccesso. Una volta smontata la sua appariscente identità, resterà in sottoveste e pantofole, indossando, cioè, la solitudine e la fatiscenza stessa del tugurio dove vive.
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da venerdì 4 a sabato 5 marzo 2016
Bari
Nuovo Teatro Abeliano
Via Padre Massimiliano Kolbe 3
ore 21:00
ingresso a pagamento
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