Forè a Terre d'Ascolto - Fabulanova
Concerti
Sono sempre le terre che parlano, musicano, raccontano, i musicisti diventano il mezzo per comunicare!
Nasce la rassegna musicale "Terre d'Ascolto" ideata da Fabulanova!
Nel secondo incontro ospiteremo i "FORE'" con
Pierpaolo Martino, Adolfo la Volpe e Massimiliano Morabito.
Influenze:
Tradizionale Pugliese,Minimalismo, Jazz contemporaneo, Pop,Tango.
Contributo associativo di 8 euro
Per le prenotazioni contattare
Vincenzo de Pinto 3807090700
Mina Morrelli 340 9668112
Vi presentiamo Forè
Come scrive il filosofo francese Jean-Luc Nancy “l’ascolto si rivolge a qualcosa in cui il suono e il senso si mescolano e risuonano l’uno nell’altro o uno attraverso l’altro … il che significa che se un po’ di senso è cercato nel suono, di rimando un po’ di suono, di risonanza, è parimenti cercato nel senso”
Ascoltare la musica dei Forè significa far risuonare i cinque sensi, significa accedere ad uno spazio altro, incerto, in cui fuggire l’identità; in cui partecipare ad un concerto di sensazioni, varcando le soglie, le porte delle percezione, per riprendere le parole del poeta inglese William Blake.
La porta, diventa cosi’ metafora perfetta, immagine che riassume e raffigura il senso della nostra musica. Del resto la porta è luogo di attraversamento, tramite che collega, che traduce voci, corpi, sapori, immagini, profumi e dunque vissuti. È membrana che separa eppure unisce, è superficie mobile, dinamica, sfuggente.
Ma ogni porta è anche una soglia, uno spazio da abitare, in cui soffermarsi e mettere insieme, ossia confondere, storie e suoni diversi senza mai identificarsi con qualcosa in particolare.
In francese il termine Forè significa forato, perforato e in questo senso dice bene il concetto di soglia, di spazio permeabile che traduce e tradisce ogni superficie certa e identificabile: la porta come metafora di spostamento imprevisto e imprevedibile.
Il nome Forè deriva inoltre da un’originale variazione del termine dialettale forë, che in dialetto pugliese significa campagna, ma anche fuori, "di fuori", folle, fuori dagli schemi. Di qui il carattere sperimentale delle soluzioni sonore e timbriche qui proposte, in cui pop, folk e jazz moderno si intrecciano cercando di comporre un linguaggio comune, una koinè musicale dove composizioni originali e musiche tradizionali pugliesi (e non) si fondono con l’improvvisazione moderna, al fine di tradurre la melodia in pura follia, il passato in eterno presente.
La musica dei Forè, in quanto musica dell’attraversamento e della con-fusione, traduce e accompagna una molteplicità esperienze sensoriali:
è suono, che seduce e si fa sedurre e che accoglie più di quanto può contenere;
in questo senso, è esperienza che parla al corpo, in un processo in cui è la musica, in concerto, a seguire i movimenti del corpo e ad interpretare il corpo danzante. È musica che si trasforma di continuo attraverso l’improvvisazione, e che dunque segue, accompagna, interpreta, racconta lo spazio sociale circostante. È suono che diventa tatto, terra, e dunque danza;
è immagine sempre cangiante, come quella dei musicisti che mettono in scena la loro musica, dei ballerini la cui danza essa interpreta e delle immagini – una tra tutte quella delle porte degli antichi borghi pugliesi – che al meglio la traducono;
è musica che risuona ovvero profuma del legno degli strumenti e della lavanda delle antiche massaie pugliesi, lavanda che accompagna e impreziosisce ogni nostra esibizione.
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Molfetta (Bari)
Vicolo I Catecombe, 70056, Molfetta
ore 20:30
ingresso a pagamento
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