Un'affabulazione del quotidiano, adattata attorno ai quattro personaggi principali; un racconto noir che mantiene tutta la potenza della tragedia greca.
La compagnia francese Nostos porta in scena lo spettacolo “Hedda Gabler” di Henrik Ibsen, rientrante nel progetto di residenza internazionale “Convocazioni”, a cura del Teatro delle Forche (nell’ambito dell’intervento “Internazionalizzazione della ricerca teatrale e coreutica 2016“, FSC 2007-13-APQ rafforzato Beni e attività culturali, che la Regione Puglia ha affidato al Teatro Pubblico Pugliese).
Regia di Paolo Taccardo. Adattamento di Paolo Bellomo. Con Chiara Zerlini, Louis Sebastien, Laura Mélinand e Clément Marchand. Luci André Diot.
“I personaggi di Hedda Gabler sono figure mostruose: la loro sola ragione di vivere è quella di dominare la vita degli altri e di acquisire così diritto di esistere. Hedda è sposata con Tesman, giovane professore di storia medievale. Un vecchio amante di Hedda e nemico di Tesman, lo scrittore Lövborg, torna in città, accompagnato dalla sua nuova amica, Thea Elvested, vecchia fiamma di Tesman. Il passato ritorna, il gioco al massacro è iniziato. La rivalità tra Tesman e Lövborg esplode; Hedda incinta, si ritrova intrappolata.
Hedda Gabler si rivela essere più vicina a una tragedia euripidea che a un dramma borghese. Il testo veicola la stessa forza di Medea, o delle Baccanti. Il mistero, il rito, la maledizione permeano il tessuto quotidiano di una città del nord Europa. Un quotidiano solo apparente, in cui assistiamo alla lotta per evitare di soccombere al destino, e in cui le azioni dei personaggi ci rivelano la noia che li governa. Noia che si alterna alla volontà di sottomissione e distruzione reciproche. Nessuno viene risparmiato.
Rifiuto dell'eredità, apoteosi del destino individuale dei sopravvissuti, desiderio di possesso egoista del tempo. Questi temi, che Ibsen solleva e che abbiamo sviluppato nel nostro adattamento, ci sono sembrati incontrare il nostro tempo, la profonda crisi che il nostro contesto culturale attraversa, un faccia a faccia con i suoi idoli e dei suoi parossismi. Sono queste le promesse quasi grottesche di una umanità che spera di salvarsi da simulacri spaventosi. Hedda Gabler è un giallo, un luogo perduto e crudele, in cui il grande assente è il presente. Dov'è in questa tensione malsana, spaventosa e ambigua tra il passato e il futuro? Ibsen è molto ironico, ci narra questo intervallo attraverso la vivisezione del linguaggio dei personaggi e quello dei fantasmi incastrati in una realtà di cui ignorano la natura”.
Lo spettacolo andrà in scena in lingua originale con sovratitoli in italiano.
Web:
www.teatrodelleforche.com