liberincipit, Presidio del Libro di Barletta, presenta:
"Canzoni del Tempo" di Fulvio Frezza (ed. Florestano)
L'incontro con l'autore, a cura del giornalista Costantino Foschini, è in programma, con ingresso libero, domenica 12 Giugno alle ore 19.30 nella libreria Cialuna in via Nazareth 34 a Barletta.
Interventi musicali di Domenico Mezzina, voce e chitarra
“Canzoni del tempo” (ed. Florestano) è il terzo libro di racconti di Fulvio Frezza. Già dal titolo si comprende come la musica sia una componente essenziale della sua scrittura, le storie infatti cominciano o comunque si intersecano con tante canzoni e musiche che hanno attraversato la sua vita, che hanno attraversato le nostre vite. Così la scrittrice Carla Vistarini, autrice dei testi di alcune memorabili canzoni italiane (La nevicata del 56, La voglia di sognare e tante altre), scrive nella prefazione:
“Che si preparino, i lettori dunque, a immergersi in mari aperti dove le correnti del tempo cantato e narrato in questi racconti di canzoni, un po' metafora del mistero del vivere, un po' album dei ricordi inzeppato di foto, bigliettini, annotazioni e post it della memoria, portano frammenti e tracce di altre storie, altri scritti, altri mondi, altri uomini, altre musiche, altri sogni. I nostri, anche. E qui sta il bello di questa lettura. Il ritrovarsi e il naufragare in questo mare così diverso dal nostro e così uguale.”
Il tempo, insieme alla musica e all’amore per le piccole cose che danno senso alla nostra esistenza, è al centro della narrazione, il “tempo sognato che “bisognava sognare”, come canta Fossati, a cui assai spesso pensiamo quando non ne abbiamo più.
“Niente è per sempre e quando lo sai è già tardi. Quando ti accorgi che non c’è più tempo hai dimenticato, e se torni sui tuoi passi, se ripercorri lo stesso fiume, scopri dolorosamente che niente ha più quel sapore, quel profumo, la stessa immagine è mutata irreparabilmente. Vorresti imparare ad amare senza avere paura di perdere. C’è tempo, c’è tempo, c’è tempo. Poi un giorno ti fermerai e ti diranno che il tempo è finito, e allora chiederai ancora un minuto, soltanto un minuto per far ritornare ogni cosa al posto giusto, nella sua casella, dove potresti ritrovarla, ma non hai più nemmeno un secondo, che in fondo servirebbe solo per il rimorso.
Perchè c’è tempo ...”
Fulvio Frezza vive, ancora, non da solo in una non piccola casa di una non grande città non del norditalia. Suona il pianoforte tanto spesso e tanto male che ha dovuto scegliersi una casa parecchio grande e isolata per non incorrerete nelle ire dei vicini. Coltiva anche altre passioni, non tutte divulgabili. Dopo essersi classificato soltanto secondo al prestigioso Premio Teramo 2004 per racconti inediti e aver pubblicato la sua prima raccolta, “Tutto quello che è stato” per le edizioni “liberodiscrivere”, ha contratto l’insana abitudine di tenere per sé quello che scrive. Unica eccezione, fino ad oggi, i dodici racconti su canzoni di Domenico Modugno, pubblicati col titolo di “Meraviglioso”, sempre per i tipi della “Florestano”. Un suo racconto è stato scelto per l’annuario letterario 2015 della rivista di Legambiente dedicato al tema del cibo, argomento di cui racconta spesso. Intanto continua imperterrito a maltrattare il pianoforte, ma per farsi perdonare organizza concerti Jazz con musicisti veri, e bravi.
“Canzoni del Tempo” (ed. Florestano) è il suo terzo libro edito, quindi la regola del non c’è due senza tre è stata rispettata.
Web:
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