PETALI Puccini e le donne
PETALI
Puccini e le donne
a cura di Carmela Apollonio e Matteo Summa
poesie di Matteo Summa
scelta dei dipinti di Filomena Di Renzo
voce recitante Gino Cesaria
musiche di Giacomo Puccini
Classe di Canto della Prof.ssa Carmela Apollonio
Ilaria Calò, Gabriella Sammarco, Grazia D’Aversa soprani
Al pianoforte il M° Francesco Aliberti
Assistente tecnico Maurizio Pellegrini
Foto PUCCINI
Pochi compositori hanno dipinto nella loro musica la donna come Puccini. Verrebbe da chiederci da che cosa deriva quest’atteggiamento. Da spunti letterari? Da dettagli autobiografici? Probabilmente da entrambe le cose. Nel suo arco temporale la vita s’inarca lambendo zone d’interiorità che il teatro afferra e la musica sublima. L’arte procrea così come la donna. Puccini ne è convinto. Senza le donne non avremmo la sua musica. Una musica che coniuga attese umane da un osservatorio privilegiato in cui la donna è allo stesso tempo trionfatrice e vittima. Ma chi sono le sue eroine? Sono personaggi di un mondo in fermento. Un mondo che ci apre gli occhi ma che vuole continuare a sognare, in cui l’ideale diventa poesia e la poesia esigenza dell’animo. L’opera lirica è protagonista di questo mondo e Parigi è una capitale che affascina. Qui non è difficile trovare nella finzione come nella realtà giovani artisti e filosofi che vivono la vita tra il freddo di una soffitta e le calde atmosfere del Quartiere Latino. Rodolfo, un pittore, e Mimì, una giovane sarta, s’innamorano complice il buio, un lume e una chiave scivolata dalle mani della donna. A Mimì piace tutto ciò che parla d’amore. Ricama la tela e la seta, ma i fiori che lei cuce non hanno odore. Il suo amore si spegne col grido di Rodolfo. Dalla Parigi del XIX secolo si passa a un monastero della fine del Seicento. Qui è richiusa Suor Angelica, costretta a vestire l’abito come punizione per una relazione illecita da cui è nato un figlio. Un bimbo morto senza conoscere la sua mamma. Il pianto di Suor Angelica commuove trasfigurandosi in mistica ascesi. Spesso nella vita i desideri si tramutano in sogni: è il caso di Magda, che trascorre i suoi giorni nella cornice mondana della Parigi del Secondo Impero. La donna racconta di un suo amore giovanile con uno studente, rimpiangendo l’innocenza di quei tempi. Il poeta Prunier le dice che, come una rondine, volerà verso il mare per poi ritornare indietro. Il sogno s’infrange. Perché Puccini si accanisce così contro le donne? Perché la sua musica, dopo essersi aperta alla speranza, trova la valvola di sfogo, sia pure geniale, nel pessimismo? Pensiamo a Manon. L’ora è vaga e bella. Il giorno ride. Scende il sereno sul miracolo d’amore. Un miracolo il cui epilogo è in una landa deserta delle Americhe. Manon morente rivive in un incubo l’amore per Des Grieux. E c’è poi Anna, la quale vorrebbe esser piccola come un fiore per stare sempre vicina al suo amore e dirgli: “Non ti scordar di me”. Morta di dolore per essere stata abbandonata da Roberto, è accolta dalle Villi, spiriti che attendono nei boschi gli amanti infedeli per consumare la loro vendetta. In questo vortice, da vero uomo di teatro quel era, Puccini scandaglia un mondo di palpiti ed emozioni: dalla leggenda delle Villi alla fiaba cinese Turandot. Risponde al suo animo Liù, la giovane schiava innamorata del principe Calaf, mentre resta enigmatica la figura della spietata principessa Turandot. La dignità nascosta di Liù è cosa ben diversa dalla passionalità ardente di Tosca, che non può salvare il suo Mario dalle macchinazioni del barone Scarpia negli anni della sospirata Repubblica Romana. Da Castel Sant’Angelo si lancia nel vuoto. Tosca, Liù e Butterfly hanno dunque un unico destino: combattono l’ingiustizia al prezzo della loro vita. Butterfly ci tocca in modo particolare. È l’opera dello scandalo e del riscatto. Il soggetto s’ispira a un fatto realmente accaduto in Giappone. L’esotismo si colora di tinte decadenti. Pinkerton, tenente della marina americana, sposa una bambina, Cio-Cio-San, cioè Butterfly, che sospira al filo di fumo sul confine del mare, quando la nave bianca entra nel porto e il suo uomo si avvia sulla collina. Dalla gioia alla disillusione il passo è breve. Pinkerton ritorna per riprendersi il figlio avuto con lei. Per Butterfly morire con onore significa trafiggersi con la spada del padre in una casa addobbata di petali d’ogni fior.
Matteo Summa
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Monopoli (Bari)
Conservatorio di Monopoli Nino Rota
Piazza Sant'Antonio, 27
ore 20:00
ingresso libero
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