"Il Punk_Gli inni, le verità e gli equivoci di un genere rivoluzionario!"
Incontri culturali
MARTEDI' 21 GIUGNO 2016
- Alle 21.00 presso presso il Circolo ARCI "Resilienza" - Viale Giovanni XXIII n°201\203 Bitonto
E a distanza di un mese, finalmente riproponiamo il terzo appuntamento con l'associazione culturale ENERGHEIA, che ci proporrà altri spunti e riflessioni con il loro bellissimo progetto: “Onde Lunghe, la musica raccontata“ terzo di un ciclo di incontri, che avranno luogo nella cornice del circolo Resilienza.
Cos'è Onde lunghe, raccontare la musica???
Dare un’opportunità all’essere di una generazione e sottrarla alla egemonia dell’apparire!
Raccontare la musica attraverso le parole e i filmati.
E’ l’obiettivo di questa nuova attività intrapresa dall’associazione Energheia.
Nel merito si cerca di narrare un genere musicale, un gruppo storico della musica nazionale e internazionale, attraverso la proiezione di filmati e video sul periodo preso in esame. Un vero e proprio viaggio nella storia della società, dei suoi costumi e delle fasi politiche del mondo. Un confronto con le diverse generazioni.
E' un evento organizzato da l'associazione Rimescola e la Libreria del teatro.
ingresso libero
La terza serata, "Il Punk_Gli inni, le verità e gli equivoci di un genere rivoluzionario!"
Non credete alla leggenda che il punk sia stato inventato a Londra, più o meno a metà anni ‘70, da quattro teppistelli chiamati Sex Pistols.
Johnny Rotten e compagni, con la guida del loro astuto manager Malcolm McLaren, ne sono stati di sicuro i principali promotori, ma il fenomeno affondava le radici negli Stati Uniti e in particolare a New York, nella scena underground sviluppatasi già nella prima metà del decennio in club più o meno malfamati come il CBGB’s e il Max’s Kansas City: una scena che si ispirava idealmente a gruppi storici come i Velvet Underground di Lou Reed, gli Stooges di Iggy Pop, i New York Dolls e gli MC5, intrecciando rock’n’roll di strada, poesia maudit, avanguardia, spunti pop e assortite trasgressioni.
Se Oltreatlantico il punk non incontrò i favori del grande pubblico, in Gran Bretagna accadde l’opposto: soprattutto nel ‘77, i suoi esponenti godettero delle attenzioni della stampa e della BBC, ottenendo spesso riscontri nelle classifiche di vendita. I vestiti strappati, il trucco grottesco, i capelli irti, le spille da balia nelle guance o le catene ostentate a mo’ di gioielli, ma anche il ballare scagliandosi gli uni addosso agli altri (il pogo) e lo sputare verso i musicisti in segno di apprezzamento (il gobbing), turbarono i benpensanti e colpirono tanti giovani e giovanissimi affamati di novità e/o stanchi della depressione sociale di quegli anni. E tutti, teenager proletari e studenti d’arte, non ebbero remore a farsi coinvolgere dai nuovi eroi che non si curavano della tecnica strumentale e non si ponevano su un piedistallo, suonando una musica cruda, energica e fragorosa nella quale si innestavano parole di disillusione e rabbia più urlate che cantate.
Anche se il suo impeto rivoluzionario fu presto fagocitato dal Sistema, con conseguente caduta nel cliché, il punk costrinse il rock a una brusca sterzata. La sua attitudine e il suo messaggio iconoclasta attecchirono con modalità diverse un po’ ovunque, scuotendo l’ambiente e mettendone in seria discussione i dogmi: l’urgenza espressiva divenne più rilevante degli aspetti formali, la notevole presenza femminile impartì duri colpi al machismo, la nascita di un’infinità di piccole etichette incrinò il semi-monopolio delle multinazionali. Si trattò di una cesura netta, e non a caso ogni studioso della materia vede il punk come uno spartiacque, con un “prima” e un “dopo”.
Ingresso libero
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Bitonto (Bari)
Circolo ARCI "Resilienza" - Viale Giovanni XXIII n°201\203 Bitonto
ore 21:00
ingresso libero
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