Vincenzo Deluci
VianDante: percorsi interiori tradotti in musica
Imperdibile, una notte in cui esploderanno le note di “VianDante”, del Maestro fasanese Vincenzo Deluci, al Giugrà.
"VIANDANTE" CON IL M° VINCENZO DE LUCI CON LA VOCE NARRANTE DI DANIELE ROTONDO
È la novità' dell'estate pugliese. Un affermato musicista pugliese e
un giornalista televisivo, insieme, in un progetto sul racconto di una
vita che si trasforma in rinascita alla vita. Si tratta di Vincenzo
Deluci e Daniele Rotondo. Il 9 agosto, al Giugra', contrada Pascarosa,
Ostuni, l'inedita accoppiata porterà' in scena “VianDante
Paradiso-Inferno A/R", opera musicale composta dal Maestro Deluci sui
testi della Divina Commedia. Per Rotondo, giornalista del tg2, e' un
vero e proprio debutto. "Un atto di coraggio, un nuovo modo di
comunicare una vicenda umana forte e toccante come quella di
Vincenzo", ha dichiarato Daniele Rotondo. Prima della performance
musicale, Deluci racconterà la sua storia personale, la sua disabilità
e la grande passione per "Titina", la sua adorata tromba.
Chi è Deluci, l’artista, e chi il VianDante? Sfaccettature della stessa persona. Accade a volte, infatti, che il percorso di vita dell'artista porti alla catarsi, ricalcando una sorta di percorso iniziatico – morte, purificazione, rinascita - tanto da evocare quanto descritto da Dante nella Commedia: Vincenzo Deluci, classe '74, fasanese, trombettista jazz, curriculum e collaborazioni internazionali, entrato nella selva oscura a 30 anni. Nel pieno della sua attività artistica, trascinato con violenza in un vero e proprio inferno dove ogni speme si perde: è bastato un atto di pirateria stradale per indurlo a scendere nelle profondità della sua coscienza fino a rinascere ad una nuova vita. Dall'incidente, che lo ha portato alla totale inabilità motoria in poi, è questo il senso del suo lavoro: un impegno musicalmente sconvolgente, frutto di un incredibile rivolgimento interiore, uno scardinamento radicale di modalità operative ed espressive. Un’altra musica. La multimedialità ha preso il posto del suo strumento, la tromba, che Vincenzo non ha mai abbandonato, comunque, e che ha addirittura adattato alle sue limitatissime possibilità di movimento. Di grande aiuto in questo sentiero è stato il programma regionale SAX –B, che dispone di contributi per l'acquisto di strumenti informatici per soggetti con gravi disabilità.
Non che il Deluci che abbiamo conosciuto fino a pochi anni fa non fosse un grande artista, anzi. E' stato ed è tutt'ora un fenomeno ricco di genialità, ma come spesso accade ai profeti, non è stato granché considerato in patria. L'élite culturale locale, dall'alto del suo trono, a causa della rarefazione atmosferica che si gode a certe altezze, non ha potuto riconoscere la sua grazia. Ma Vincenzo, con tanta umiltà e con grande fede, ha proseguito il suo cammino senza voltarsi indietro, rispondendo al monito dantesco.
E' così, dopo tanto dolore, il Maestro Deluci, oggi, declina la profonda esperienza del viandante in un pregevole progetto musicale. Un lavoro incredibile - per chi ha avuto il privilegio di ascoltarne un’anticipazione – una sorta di Carmina Burana contemporaneo: il compimento del passaggio dal jazz al jazz sinfonico.
Web:
www.giugra.it/eventi/item/1...