COMP. INSTABILE NAPOLINSCENA (Taranto)
Ditegli sempre di sì
di Eduardo De Filippo
regia di Ascanio Cimmino
INTERPRETI
Virginia Cimmino, Bettina Calcagno, Mimmo Macrì, Ascanio Cimmino, Antonio La Gioia, Francesco D'Andria, Simona Lezzi, Sergio Tersigni, Andrea Mancini, Paola Langella, Margherita Buono, Roberto Grande, Achille Zizzi
Appena uscito dal manicomio, Michele Murri torna a casa. Convinto di aver riconquistato le piene facoltà mentali e pieno di buone intenzioni, si lascia prendere dalla vita di relazione che ruota intorno a lui. Ben presto però si perde in un vivere quotidiano le cui logiche non collimano con la limpidezza e la linearità del suo pensiero. La sua inadegua- tezza alla vita “normale” si manifesta attraverso la tendenza a prendere sempre alla lettera tutto ciò che gli viene detto, a semplificare, creando una spirale di tragico-
mici equivoci che seminano lo scompiglio. Di fronte a una realtà complicata e contraddittoria, il povero Michele cerca, a suo modo, di mettere a posto le cose, di ristabilire un ordine. Alla fine, dovrà amaramente concludere – pirandellianamente
– che “la pazzia va ricercata nella condizione stessa che assume l'umanità, di voler ragionare a qualunque costo”.
Tra le più divertenti e “filosofiche” delle commedie di Eduardo, anche questa “Ditegli sempre di sì” unisce umorismo grottesco e lucida riflessione, proprio nel solco del Pirandellismo trionfante nei primi decenni del '900. Eduardo non cerca però soluzioni, non propone alternative, ben conscio del fatto che la pazzia scaturisce proprio dalla pervicace volontà di compren- dere le trame intricate della vita, e che le persone “normali” sono invece quelle che rinunciano a priori a porsi problemi, che si lasciano vivere nella più inattaccabile irrazionalità.
“NAPOLINSCENA” nasce cinque anni fa quale costola teatrale dell'associazione culturale “d'Eduardo”, per iniziativa di tre amici attori, che dopo aver maturato una grande dimestichezza col teatro napoletano (e con la sua lingua ), militando in altre compagnie, decidono di consacrare la nuova formazione al nume di Eduardo e la chiamano scaramanticamente “instabile”. I tre (la verve attoriale di Francesco D'andria, la mente creativa di Ascanio Cimmino, la forza organizzativa di Mimmo Macrì) catturano ben presto numerosi altri devoti eduardiani (la Puglia ne è ricca) e cominciano a proporsi prepotentemente sulla scena regionale e nazionale. A Giovinazzo sono attesi quest'anno a confermare competenze, estro e rigore già dimostrati nella scorsa edizione di questa Rassegna con unaltro classico eduardiano, “Uomo e galantuomo".
Web:
www.moduloesse.altervista.org/