GRUPPO TEATRO MODULOESSE (Giovinazzo)
Una serata a Passy in casa Rossini
soggetto di Adriano Cirillo
testo e regia di Franco Martini
nei panni di Rossini: Franco Martini
musicisti ospiti:
Adriano Cirillo (pianista), Rocco Cianciotta (pianista),
Luca de Falco (violoncellista), Giuseppe Naviglio (baritono)
È un omaggio affettuoso e 'leggero' a Gioacchino Rossini in occasione del 56esimo anniversario 'olimpico' della sua nascita, avvenuta l'ultimo giorno di febbraio del 1792, anno bisestile (una delle tante bizzarrie che costellano la biografia del grande Pesarese), e dei duecento anni del “Barbiere”.
Lo spettacolo, già abbozzato dal Maestro Adriano Cirillo nel 2012 per il Teatro Bacchus di Besançon, intende rico- struire una di quelle soirées che si svolgevano (solitamente
di venerdì) nella casa parigina del compositore e alle quali tutti i più importanti artisti (e non solo musicisti) dell'epoca ambiva- no essere invitati, per rendere onore a quella leggenda vivente che era Gioacchino Rossini, considerato all'epoca, quasi concordemente, il più grande musicista di tutti i tempi.
Il Maestro, che aveva repentinamente quanto misteriosamente smesso di comporre per il teatro nel 1829 e aveva già trascorso molti anni in Francia, visse l'ultimo decennio a Passy presso Parigi, in compagnia della sua seconda moglie, la bellissima Madame Olympe Pelissier, una donna che altrettanto incredi- bilmente aveva di colpo abbandonato il bel mondo, di cui era stata una corteggiata protagonista, per dedicarsi anima e corpo all'assistenza di un uomo di malferma salute e un po' ipocondriaco, se non peggio.
Nella sua accogliente dimora parigina, Rossini e i suoi rinomati ospiti, di varie nazionalità, commentavano i fatti del giorno e le tendenze artistiche del momento, oltre a fare, ovviamente, della buona musica, con esecuzioni di brani composti dagli ospiti o dallo stesso padrone di casa (che non si negava certo alla Musica, seppure frammentariamente e 'giocosamente', neanche nel buen retiro francese). Le serate si concludevano poi intorno a una tavola su cui venivano servite anche le invenzioni culinarie del Maestro, ormai celebre anche come raffinatissimo gourmet: nell'anima del grande compositore la gastronomia aveva preso il posto dell'Opera!
Una nota sul testo. A parte il 'colore' e l'humor, i contenuti (fatti e parole) dello spettacolo sono pressoché tutti autentici, nel senso che provengono da fonti documentarie, con trascri- zioni talvolta letterali (giudizi di contemporanei, lettere di Rossini o di amici, scritti autobiografici, un testamento…).
Web:
www.moduloesse.altervista.org/