Piano Zones - Antoni O’ Breskey, Opening Act: Aisha Devi
Classica e Lirica
Concerti
PIANO ZONES
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11 Novembre
Auditorium Vallisa
ANTONI O’ BRESKEY
opening act Aisha Devi
Antonio Breschi, meglio noto come Antòni O'Breskey, è un compositore, pianista e scrittore toscano, che da tempo si divide tra l'Italia e l'Irlanda. Breschi è noto al grande pubblico per il suo originale linguaggio musicale, conosciuto come celtic piano che coniuga musica classica, jazz e world music con la tradizione irlandese. Diplomato al Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze è stato il primo a introdurre il pianoforte nella musica irlandese e nel flamenco, ottenendo un unico e inconfondibile stile pianistico dalle cui sperimentazioni sono scaturite nuove forme musicali che hanno rinnovato la musica jazz e il minimalismo. A riprova di tutto questo, nel 2005 Breschi ha ricevuto un tributo al teatro National Concert Hall di Dublino per il grande contributo che ha dato alla cultura irlandese e al flamenco.
Breschi ha composto un’incredibile varietà di melodie unendo con il suo Nomadic Piano le musiche del mondo e gli artisti più rappresentativi del genere, come Antonio Carmona (Ketama), José Seves (Inti-Illimani), Ronnie Drew (Dubliners) e tantissimi altri: tutti partecipano nei suoi oltre 30 album, riuniti nella collana Nomadic Piano Collection.
Le composizioni classiche di Breschi per piano, cello e oboe sono state eseguite nei più prestigiosi teatri del mondo, e insieme alla sua World Music sono diventate famose colonne sonore per il cinema, la televisione, il teatro e la danza (al suo attivo collaborazioni in Italia con Folco Quilici, Ermanno Olmi, Franco Piavoli, Giorgio Albertazzi e il Balletto di Sicilia).
Nel 2010 il suo lavoro è stato celebrato in Italia, a Firenze, con il Nomadico Piano World Festival, evento che ha visto, tra gli altri, la partecipazione dello storico gruppo cileno Inti Illimani, e la performance di Antoni O’ in duo con Davide Viterbo.
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Aïsha Devi Enz cavalca l’onda sottile dell’underground elettronico europeo dal 2004, quando il suo stile apparve fin dall'inizio volutamente asettico, asciutto, mutante. Cresciuta sulle rive del lago Lemàno in Svizzera, Devi ha intrapreso la propria carriera musicale senza mai perdere di vista le proprie origini nepalesi. Ne scaturisce un esaltante album nel 2011, “Dust Collision”, nel quale il suono s’infittisce di elementi terzi, mentre il battito assume maggiore vigore e centralità. Devi fonda la Danse Noire, label privata da cui ricamare in totale armonia con il proprio io la nuova veste produttiva. Così, dopo alcuni file digitali di rodaggio, è l’Ep che raccoglie il binomio “Hakken Dub”/”Throat Dub” del 2014 a fornire i primi significativi sintomi dell’avvenuta mutazione. Mantra vocali e droni sacri segnalano l’immersione spirituale della Devi in un cenobio musicale assoluto. È in un'ottica quasi da philosophia perennis che si pone però la trascendenza di Devi, con l'obiettivo dichiarato di riconnettere l'ascoltatore con il moto primario del suo divenire, inteso in una unitarietà completa di materia e atman che porta a comun denominatore la fisica occidentale e i Veda. Non sorprende, in questo senso, la varietà disinvolta con cui i riferimenti si sovrappongono e convivono tra i quarantasei minuti dell'album, dai culti avesto-vedici ai moti quantistici. Il veicolo necessario a tutto ciò è una musica "primigena", reminiscente, in senso strutturale, dello sciamanesimo nepalo-tibetano e dei rituali Bön, ma anche del canto gregoriano, delle scale mediorientali e della rave culture.
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Bari
Auditorium La Vallisa
Piazza del Ferrarese 4
ore 21:30
ingresso a pagamento
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