L'Unità d'Italia: un'annessione senza dichiarare guerra
A scuola ci hanno insegnato ad amare Vittorio Emanuele II e gli altri padri della patria per cui, sapere adesso che il re era un gagliardo sciupafemmine, baldanzoso e smargiasso, che Camillo Benso era un ricco figlio di papà con il vizio del gioco e che sperperava danaro dello Stato e così via, si resta basiti, no?
Il quadro è dei peggiori e non si può non pensare che l'unità d'Italia, nonostante siano passati circa 150 anni, non c'è e forse non ci sarà mai; e comunque, se c'è, forse è fondata su una montagna di menzogne.
Molti storici in epoca moderna hanno fatto luce sugli eventi che hanno caratterizzato l'unità d'Italia dimostrando, con certezza, che la cultura "ufficiale", fin dai primi anni dell'unità, ha steso un velo pietoso sulle vicende risorgimentali e sul loro reale evolversi.
Tutte le forme d'influenza sulla pubblica opinione sembra quasi che siano state messe in opera per impedire che la sconfitta dei Borboni o la rivolta del popolo meridionale si colorasse di toni positivi.
Si cercò, per esempio, di rendere patetica e ridicola la figura di Francesco II di Borbone - il "Franceschiello" della vulgata – arrivando alla volgarità di far fare dei fotomontaggi della Regina Maria Sofia in pose pornografiche, che furono spediti a tutti i governi d'Europa e a Francesco II stesso, il quale, figlio di una "santa" e allevato dai preti, con ogni probabilità non aveva mai visto sua moglie nuda nemmeno dal vivo. Risultò, in seguito, che i fotomontaggi erano stati eseguiti da una coppia di fotografi di dubbia fama, tali Diotallevi, che confessarono di aver agito su commissione del Comitato Nazionale;
Soprattutto si minimizzò l'entità della ribellione che infiammava tutto il l'ex Regno di Napoli, riducendolo a "volgare brigantaggio", come si legge nei giornali dell'epoca (giornali, peraltro, pubblicati solo al nord in quanto la libertà di stampa fu abolita al sud fino al 31 dicembre 1865). Nasce così la leggenda risorgimentale della "cattiveria" dei Borboni contrapposta alla "bontà" dei piemontesi e dei Savoia che riempirà le pagine dei libri scolastici.
Le popolazioni del Sud sono state dipinte come primitive, barbare, invasate di religione, analfabete; i partigiani che difendevano il proprio paese invaso, venivano fatti passare per briganti che scannavano e decapitavano i soldati piemontesi.
Eppure pochi anni prima quelle persone appartenevano ad un Regno florido, uno dei primi d'Europa, al quale nell’Esposizione Internazionale di Parigi del 1856 fu assegnato il premio per il terzo Paese al mondo come sviluppo industriale (I° in Italia);
Un regno dove vi fu:
• Primo ponte sospeso in ferro in Italia (sul Fiume Garigliano);
• Prima ferrovia e prima stazione in Italia (tratto Napoli-Portici);
• Prima illuminazione a gas di città;
• Primo telegrafo elettrico;
• Prima rete di fari con sistema lenticolare;
• La più grande industria metalmeccanica in Italia, quella di Pietrarsa;
• L’arsenale di Napoli aveva il primo bacino di carenaggio in muratura in Italia;
• Primo telegrafo sottomarino dell’Europa continentale.
• Primo esperimento di Illuminazione Elettrica in Italia a Capodimonte;
• Primo Sismografo Elettromagnetico nel mondo costruito da Luigi Palmieri;
• Prima Locomotiva a Vapore costruita in Italia a Pietrarsa
• Prima flotta mercantile in Italia (terza nel mondo);
• Prima compagnia di navigazione del Mediterraneo;
• Prima flotta italiana giunta in America e nel Pacifico;
• Prima nave a vapore del Mediterraneo;
• Prima istituzione del sistema pensionistico in Italia (con ritenute del 2% sugli stipendi);
• Minor numero di tasse fra tutti gli Stati italiani.
• La più grande Industria Navale d'Italia per numero di operai (Castellammare di Stabia, 2000 operai);
• La più alta quotazione di rendita dei titoli di Stato (120 alla Borsa di Parigi);
• Rendita dello Stato quotata alla Borsa di Parigi al 12%;
• Minor tasso di sconto (5%);
• Prima Nave da guerra a vapore d'Italia (pirofregata "Ercole"), varata a Castellammare;
• Prima Nave da crociera in Europa ("Francesco I");
• Primo Piroscafo nel Mediterraneo per l'America (il "Sicilia", 26 giorni impiegati);
• Prima nave ad elica ("Monarca") in Italia varata a Castellammare;
• Prima città d'Italia per numero di Tipografie (113 solo a Napoli);
• Primo Stato Italiano in Europa, per produzione di Guanti (700.000 dozzine di paia ogni anno);
• Primo Premio Internazionale per la Produzione di Pasta (Mostra Industriale di Parigi);
• Primo Premio Internazionale per la Lavorazione di Coralli (Mostra Industriale di Parigi);
Improvvisamente diventiamo barbari ed incivili, quindi in nome della civiltà potevamo essere decapitati o incarcerati:
5212 condanne a morte, 6564 arresti, 54 paesi rasi al suolo, 1 milione di morti.
Queste le cifre della repressione consumata all'indomani dell'Unità d'Italia dai Savoia. La prima pulizia etnica della modernità occidentale operata sulle popolazioni meridionali dettata dalla Legge Pica, promulgata dal governo Minghetti del 15 agosto 1863 "… per la repressione del brigantaggio nel Meridione".
Legge Pica:
" Art.1: Fino al 31 dicembre nelle province infestate dal brigantaggio, e che tali saranno dichiarate con decreto reale, i componenti comitiva, o banda armata composta almeno di tre persone, la quale vada scorrendo le pubbliche strade o le campagne per commettere crimini o delitti, ed i loro complici, saranno giudicati dai tribunali militari;
Art.2: I colpevoli del reato di brigantaggio, i quali armata mano oppongono resistenza alla forza pubblica, saranno puniti con la fucilazione;
Art.3: Sarà accordata a coloro che si sono già costituiti, o si costituiranno volontariamente nel termine di un mese dalla pubblicazione della presente legge, la diminuzione da uno a tre gradi di pena;
Art.4: Il Governo avrà inoltre facoltà di assegnare, per un tempo non maggiore di un anno, un domicilio coatto agli oziosi, ai vagabondi, alle persone sospette, secondo la designazione del Codice Penale, nonché ai manutengoli e camorristi;
Art.5: In aumento dell'articolo 95 del bilancio approvato per 1863 è aperto al Ministero dell'Interno il credito di un milione di lire per sopperire alle spese di repressione del brigantaggio. (Fonte: Atti parlamentari. Camera dei Deputati)
Questa legge istituiva, sotto l'egida savoiarda, tribunali di guerra per il Sud ed i soldati ebbero carta bianca: le fucilazioni, anche di vecchi, donne e bambini, divennero cosa ordinaria e non straordinaria.
Restano da chiarire le motivazioni che hanno indotto gli ambienti accademici del Regno d'Italia prima, del periodo fascista e della Repubblica poi, a mantenere fin quasi ai giorni nostri, una versione dei fatti così lontana dalla verità, e a glissare su di un genocidio la cui portata è mitigata solo dalla fuga e dall'emigrazione forzata, nell'inesorabile comandamento di destino: "O briganti, o emigranti".
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