Nel contesto della rassegna di eventi culturali “Fingerbooks – aperitivi con l’autore”, venerdì 14 ottobre Onofrio Pagone presenta a Torre Belvedere di Rutigliano il suo ultimo lavoro “Io non ho sbagliato” per i tipi della Giraldi Editore.
Del libro, una storia vera narrata in prima persona fra amore e giustizia che attanaglino una giovane donna rumena a Bari, parleranno insieme allo scrittore il Magistrato Lilli Arbore e il giornalista Gianni Capotorto. Mentre l’attrice Masha Valentino interpreterà stralci del testo. Ad introdurre e moderare la serata sarà Paola Borracci, responsabile del Presidio del Libro di Rutigliano.
L’appuntamento è fissato per le 19,00 in Contrada Belvedere 2 a Rutigliano (info 347.5059535) quando sarà servito l’aperitivo offerto dalla casa, a seguire incontro con l’autore.
“FingerBooks, aperitivi con l’autore” è ideata da Paola Borracci e Fabrizio Stagnani e si fregia di un logo di eccellenza creato ad hoc dal vignettista Nico Pillinini.
Torre Belvedere - caffè artistico letterario, museo etnografico, b&b e ristorante per eventi - dal 2002 è luogo di incontri , riflessioni e degustazioni. Dal gennaio 2011 è la sede ufficiale della locale sezione dell’Associazione Nazionale “Presidi del Libro”.
L’autore
Onofrio Pagone (Bari, 1960), giornalista. Per quasi quindici anni all’Agenzia Ansa, è stato anche inviato di guerra in Somalia e poi in Albania. Dal 2000 lavora a Bari per “La Gazzetta del Mezzogiorno”. Nel ’98 è stato conferito al Quirinale il “Premio Saint Vincent di Giornalismo” per i suoi servizi sull’esodo di profughi albanesi lungo le coste pugliesi; nel 2006 è stato segnalato come cronista dell’anno al “Premio Michele Campione”, bandito dall’Ordine regionale dei giornalisti di Puglia. Il suo libro di racconti “Per un giorno” (Progedit) nel 2010 ha vinto il premio “Migliore opera prima” al festival nazionale “Il libro possibile” di Polignano a Mare.
Il libro
A diciassette anni tutto appare bello. Gli occhi nelle nuvole, un “albero della vita” in riva al lago, dove rifugiarsi quando si sente il bisogno di ritagliarsi uno “spazio per due”. Dimenticarsi di tutto, persino del proprio nome perché si è solamente “Amore”. E proprio sotto questo albero ha inizio la storia di una giovane rumena e quella di una nuova vita in grembo. La protagonista, quando scopre di essere incinta, si ritrova sola. Gheorghe, il suo fidanzato, fugge via, lasciandole in mano solo una busta con pochi soldi. Cosa fare? La prospettiva di una nuova felicità si chiama Italia. In un paese vicino a Bari vive la madre della ragazza. Lei desidera solo raggiungerla. La mamma avrebbe capito, l’avrebbe protetta, l’avrebbe aiutata a crescere quel bambino. Con il suo bagaglio di speranze e una grande ostinazione, contro il volere di tutti, la giovane cerca un contatto per lasciare clandestinamente la Romania e arrivare a Bari. Ma la strada è tutta in salita e segnata da colpi di scena: da violenze, da carezze. La protagonista, infatti, si ritrova in un tir in mezzo a tanti altri uomini e donne, “clandestini per legge, non per la felicità”.
Infine, l’arrivo a Bari e l’inizio di altre vicissitudini. Sua madre, d’intesa con un prete e alcune associazioni religiose, la tradisce e fa in modo che il bambino, subito dopo il parto, sia immediatamente avviato all’adozione. Passano anni di angoscia e solitudine alla ricerca del figlio, tra case famiglia e tribunali, infine una decisione coraggiosa che le permetterà di scoprire realmente se stessa e di iniziare una nuova vita.
«Il mare di Bari è un’altra cosa: è quell’orizzonte che traccia una promessa e appare lontano come una linea eterna su cui scrivere i desideri e affidarli al cielo»
Web:
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