Con Totò Onnis e Paolo Sassanelli
regia di Marcello Cotugno
Due amici s'incontrano, di sera, per strada. Parlano del più e del meno, della vita, parlano di niente in realtà e dalle loro chiacchiere traspare il vuoto di un'esistenza mai vissuta, desiderata, sognata, immaginata, ma vissuta mai.
Ma non è una sera come le altre questa. Hanno un appuntamento con qualcuno, un appuntamento che dovrebbe finalmente permettere loro di cambiare vita e realizzare il sogno mai celebrato: abbandonare la mediocre realtà che li circonda, nella quale da sempre sono invischiati, dalla quale mai hanno trovato la forza di uscire.
Due ignavi che si muovono nel limbo della vita, cercando confusamente di afferrarne il senso e che finiscono con il trasformarsi nella metafora di un’umanità cieca e disperata..
Andrej Longo
La tradizione del comico e della spalla vede in Falene l’assunto assurdo realizzarsi in una dimensione concreta. Il comico della situazione scaturisce dai dialoghi veri e quotidiani fattisi tracce di vita mai vissuta. I due personaggi aspettano, come in un archetipo che si può ormai definire moderno, qualcosa che verrà a cambiare la loro inconsistente esistenza fatta di giochi iterativi e cazzeggi . Scandita dal trascorrere inesorabile del tempo.
L’accompagnamento musicale, quasi sempre sobrio e di contrasto, tra un Tom Waits parigino, i Black Heart Procession, Mr Bungle, i sottofondi in stile thriller di Clint Mansell e una chicca di Marianne Faithful, ci accompagna in una bari-l’universo di cui Parigi è diventato il centro. Un centro maivisto pieno di marciapiedi puliti, strade infinite in cui lo sguardo si smarrisce, facili donne e soldi a gò gò.
I due attori, intimi e possenti nella loro umanità tragica, il regista-direttore di orchestra che, nel buio, agita le mani per ricordare lievemente il diminuendo e l’assolo, guidano questo passo a quattro dove l’autore riscrive e riscopre se stesso non abbandonando mai la penna o gli aghi della sua stampante.
Poi, sottesa nell’atmosfera fin dall’inizio, appare finalmente, richiamata da ancestrali grida di appartenenza, la tragedia, a ricordare che la vita scorre, i conti arrivano e Manfredonia, in fondo, non è un brutto posto per andare a mare.
Marcello Cotugno
BIGLIETTI
intero > 12 euro + 2 euro tessera associativa
ridotto (over 65 e under 25)> 10 euro + 2 euro tessera associativa
ridottissimo (fino a 12 anni)> 7 euro
Web:
www.facebook.com/piccolo-te...