Flavio Albanese “la Leggenda del Grande Inquisitore”
Teatro
Vita notturna
COMPAGNIA DIAGHILEV
Le direzioni del racconto
un progetto sulla narrazione letteraria
AUDITORIUM VALLISA – BARI
dal 14 ottobre all’11 dicembre 2016 | X edizione
in collaborazione con il Comune di Bari Assessorato alle Culture
domenica 30 ottobre h. 20 | lettura
Flavio Albanese
LA LEGGENDA DEL GRANDE INQUISITORE
da “I fratelli Karamazov” di Fëdor Dostoevskij
a cura di Marinella Anaclerio
produzione Compagnia del Sole
…perché sei tornato? No, non rispondere!
Non hai il diritto di aggiungere niente a quello che hai già detto!
Quindici secoli fa hai messo tutto nelle nostre mani…
In questi quindici secoli siamo riusciti con grande fatica a sconfiggere
quella libertà che tu avevi regalato agli uomini
e per la quale hanno tanto sofferto.
Ora che abbiamo conquistato il potere in Tuo nome
quella libertà sono venuti a deporla ai nostri piedi
chiedendoci di gestirla per loro
e ora più che mai si sono convinti di essere liberi.
Non ti permetterò di rovinare tutto! (pausa)….
La leggenda del grande inquisitore è uno dei capitoli più famosi
all’interno del grande romanzo di Fëdor Dostoevskij, I fratelli
Karamazov, pubblicato in Russia nel 1880.
Si tratta di un apologo, un racconto che Ivan Karamazov fa a suo
fratello Alesa Karamazov alla vigilia dell’assassinio del padre e della
sua malattia mentale che lo porterà a vedere e dialogare con un
originalissimo Diavolo.
Il racconto è una delle analisi più lucide sul rapporto fra l’essere
umano e il clero di tutte le religioni. L’essere umano ha sempre avuto
bisogno di un intermediario per relazionarsi al divino e su questo
bisogno si fondano e si distruggono tutte le “chiese”.
Nella Spagna dell’inquisizione, tra i roghi degli eretici, appare un
personaggio misterioso, forse proprio Gesù. La folla lo riconosce e
comincia a chiedergli miracoli, lui resuscita una bambina, dona la
vista ad un cieco, ma il vecchio inquisitore lo fa arrestare e portare in
prigione. La sera i due si incontrano e l’inquisitore, forse in preda ad
un delirio o forse no, gli spiega il motivo per cui lo metterà al rogo.
Con estrema lucidità gli dice che la chiesa ha reso gli uomini felici,
non lui, con la sua libertà. La chiesa e il clero ha completato meglio di lui la sua opera, l’uomo ha bisogno di qualcuno a cui inchinarsi, qualcuno da adorare. Gesù in definitiva ha chiesto all’uomo cose che lui, vile e pauroso, non può dare, l’uomo vuole il pane, non la libertà.
Dostoevskij in questo capitolo esprime la contrapposizione tra libertà e costrizione, tra fede nella vita e negazione di essa. Nella leggenda del grande inquisitore si esprime un forte pessimismo per la condizione umana e anche l’esigenza di una spietata sincerità.
Quando Nietzsche lesse Dostoevskij, l’impressione che ne ricavò fu fortissima. Arrivò a parlare dell’autore russo come di un ‘fratello di sangue’. Come se avesse riconosciuto in lui le sue stesse ossessioni. E forse addirittura qualcosa di più: ossia un certo stile di pensiero, per cui l’idea non è mai un’astrazione, ma sempre e soltanto una realtà incarnata, realtà vivente, realtà fatta persona.
Posto unico non numerato € 10,00.
E' consigliata la prenotazione al 333.1260425
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Bari
Auditorium La Vallisa
Piazza del Ferrarese 4
ore 20:00
ingresso a pagamento
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