Natale e Teatro Zemrude, per la direzione artistica di Daniela Diurisi e Agostino Aresu, presentano per Spazio Natale l'appuntamento dedicato al brunch questa volta in chiave contemporanea, ospite il giovane
Alberto Nardelli, fisarmonica Bayan,
Spazio Natale, Piazza Garibaldi,17 San Cesario di Lecce - ore 11.30
Ingresso libero, è possibile prenotare un tavolo per il brunch.
Info: spazionatale@natalepasticceria.it - 0832/202462.
SPAZIO NATALE vuole essere luogo trasversale dove tutti possano sentirsi accolti, trova la sua identità fra calici, aperitivi, una raffinata arte della pasticceria e l’incontro con la cultura in tutte le forme che in questo luogo trovano la loro “casa”.
La Caffetteria Natale diviene di volta in volta spazio concerti, piccolo teatro, salotto letterario, piccolo cinema rendendo possibile un connubio di attività con una programmazione variegata, caratterizzate da un’atmosfera informale, ma nello stesso tempo di intimità e ascolto.
Alberto Nardelli, 19 anni, frequenta il primo anno del triennio al Conservatorio ‘Tito Schipa’ di Lecce con il M^ Germano Scurti. Vincitore di numerosi concorsi nazionali e internazionali di musica classica, nel 2015 si esibisce con l'orchestra ICO di Lecce per il concerto sinfonico di Shostakovich. La sua combinazione di talento, musicalità e presenza scenica entusiasma il pubblico che lo ascolta. Ha partecipato a diversi festival nel Salento quali: “Magliano ti amo”, “il Sallentino Festival”, e tanti altri.
Ottiene il 4° posto al prestigioso concorso mondiale ‘Trophee mondial de l’accordeon’ tenutosi in Francia nel 2017. Ha seguito inoltre corsi di perfezionamento con i maestri di fama internazionale: Vasovic, Feniuk, Maric, Pitocco, Pietrodarchi e Miele. Attualmente è in preparazione per affrontare i diversi concorsi più prestigiosi internazionali e mondiali per fisarmonica.
Un concerto di fisarmonica “Bayan” è un evento più unico che raro, soprattutto se usciamo dal campo del folklore per addentrarci non tanto nel “classico” quanto nel “nuovo musicale”. “Nuovo” che singolarmente sembra combaciare con l’offerta timbrico sonora dello strumento, paragonabile solo a quella dell’organo o a quella delle più sofisticate apparecchiature elettriche.
Alberto Nardelli il “nuovo” lo va cercando anche al di fuori della culla dell’Occidente, in Finlandia, in Ucraina e in Russia. È tramontato il monopolio delle avanguardie storiche e anche in confini di genere tra classicità e sperimentalismo, neofolklore e consumo si vanno cancellando, non da ultimo ad opera di uno strumento emergente come la fisarmonica - nel caso specifico di Alberto Nardelli, del Bayan - transculturale per vocazione.
Il Bayan è uno strumento nuovo, un tipo particolare di fisarmonica che è nato appena un secolo fa, e non ha ancora acquisito, nel dominio della musica d’arte, una compiuta e riconoscibile identità. Non è necessariamente un male, anzi: uno dei vantaggi è che non si è ancora cristallizzato, intorno allo strumento, quell’insieme di gesti, pratiche, atteggiamenti che in altri casi, a volte, condizionano sia la scrittura che l’interpretazione. Uno strumento che tuttavia ha avuto uno sviluppo straordinario nell’ultimi tre-quattro decenni, dal punto di vista organologico, in termini di qualità e quantità di opere scritte, una intensificazione della letteratura specifica, non più trascritta da altri strumenti, è una crescita nei valori esecutivi tecnico-strumentali formidabile. Ma proprio per la brevità dello sviluppo non si sono ancora sedimentate, come gli altri strumenti, particolari, autorevoli, significative, tradizioni interpretative. È uno strumento che appunto desta sorpresa nello stesso tempo familiarità. La sua origine, fortemente radicata nella tradizione popolare e suoi sviluppi negli ultimi decenni nella musica colta contemporanea vanno proprio a definire questo suo carattere duplice: essere uno strumento predisposto all’inedito e al tradizionale allo stesso tempo, una marcatura che lo rende inconfondibile. La sua forza evocativa in sostanza sembra in grado di produrre negli ascoltatori stimoli percettivi e immaginative immediati e intelligibili, anche a fronte della musica più ostica dal punto di vista dell’ascolto.
Web:
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