I Suoni della Devozione Rassegna musicale internazionale nelle chiese di Brindisi XVIII edizione
Concerti
Paràule
Testi e musiche dell’ Alta Murgia dal repertorio Uaragniaun
Una tra le più belle voci del Sud, quella di Maria Moramarco, figlia naturale degli antichi cantori e cantatrici delle Murge che hanno tramandato la tradizione orale della Puglia nello spettacolo Paràule.
Vorrei dirvi, passarvi, consegnarvi
“ i paràule “ dei canti della Murgia
quelle che per generazioni sono sopravvissute
sulle ali della parole orale con la leggerezza
tipica di questo codice che si lascia sempre
dietro qualche perdita, perché non ha
l’ impalcatura e il suggello della scrittura.
Il forziere di queste parole è stato il canto.
Maria Moramarco
C’è da sempre un misterioso rapporto espressivo tra la parola e il canto che solo poche sensibilità rendono “emozioni”. Oggi che la “parola” non è purtroppo ancora, patrimonio di tutti, nascosto o meglio derubato quotidianamente al mondo intero dall’egoismo del tempo, affascina scoprire, ascoltare, chi le sa interpretare estirpandole dal silenzio del passato o dai sussurri della memoria. Maria Moramarco è una di queste figure che da sempre ha saputo dare corpo ai tanti stati d’animo raccolti nelle Paràule che la cultura colta della semplicità, ha accatastato con attenzione nel tempo. Maria è riuscita a ricreare con quelle “parole” raccolte intorno ai ricordi, sui muretti a secco della fede, dalle voci dure della terra, una nuova essenza vocale che solo una carezza sa regalare. Si sono “ricreati” così i canti, le ballate, gli stornelli, le preghiere le ninnananne che tutti abbiamo imparato a conoscere attraverso le produzioni dei Uaragniaun. Meticolosa ricercatrice, eternamente riconoscente nei confronti delle fonti orali delle sue Paràule è riuscita con costanza e passione che dura da quasi quarant’anni a ricreare attorno ai suoi canti il sapore rinnovato del godere di una storia, quella contadina e popolare, ancora lucida e fresca che affascina e sorprende a volte turba, a volte fa sussultare ma quasi sempre finisce per far sognare chiunque l’ascolti. Rileggere il canto popolare attraverso il testo scritto può sembrare un percorso parziale e riduttivo ma, in realtà è uno degli elementi fondamentali per la sua virtuosa comprensione, magari più profonda ed attuale di quanto chiunque possa immaginare, una “gioiosa” sfida interpretativa. La parola che si fa ritmo, preghiera, pianto, luna, cielo, terra, sangue, carne, sudore, che disegna in maniera distinta il percorso impegnativo e profondo dell’interpretazione, nel canto, la si può definire solo inventandosi un nuovo organo sensoriale: “il soffio dell’anima”. Ho avuto la fortuna, forse unica, durante i tantissimi anni di profonda amicizia che mi legano a Maria ed ai Uaragniaun, di aver vissuto direttamente a tanti piccoli miracoli vocali, ad uno di quei “soffi d’anima” che ho citato, alle prime note, le prime impostazioni musicali, ai primi accordi che hanno dato corpo ai tanti brani raccolti nella versione testuale in questo volume e per la prima volta presentati in forma integrale. Sono convinto che questa raccolta di testi o meglio di Paràule – così come li chiama Maria – apre un piccolo scrigno ideale sulla cultura popolare della nostra Murgia, che ha bisogno, soprattutto oggi, di una vera cultura “nuova”. Bisogna crederci, facendoci guardare dentro ma sopratutto guardando oltre, fra le sponde dei mari e dei mondi aperti. Paràule può essere – e spero lo sia anche per tutti coloro che sfoglieranno questo “libro” – una delle tante finestre “nuove” da cui seguire fiduciosi e liberi… le parole del nostro futuro.
da Permette una parola? di Michele Micunco
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Brindisi
Chiesa della Santissima Addolorata o della Pietà Via Indipendenza
ore 20:30
ingresso libero
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