Chiavi di Lettura
Rivoluzione Estetica
Claude Debussy (1862 / 1918)
a 100 anni dalla morte
Terzo appuntamento
Giovedì 17 maggio 2018 ore 20.30
Debussy e la materia sonora
lmmaginazione degli elementi naturali nella musica di Debussy
Lecture con musica dal vivo di Galliano Ciliberti
storico, musicologo, docente di Storia della Musica per la Scuola di Didattica del Conservatorio Statale di Musica Nino Rota Monopoli.
Con Domenico Di Leo e Anna Palasciano, pianoforte
Il "suono" di Debussy è fatto di aria, di venti leggeri o impetuosi, di profumi che vagano trasportati dai venti, di di acque ferme o in movimento, di luce.
La musica di Debussy si rivolge ai sensi e li chiama tutti insieme a partecipare, secondo i principi della sinestesia, all'atto dell'ascolto.
Nei nostri primi due appuntamenti abbiamo incontrato due valenti studiose italiane, Enrica Lisciani-Petrini, per una riflessione sulla modernità di Debussy, e Annalisa Caputo, con la quale abbiamo indagato in particolare gli speciali rapporti della musica di Debussy con il silenzio.
Proseguiamo con un musicologo del valore di
Galliano Ciliberti, con il quale indagheremo un altro aspetto di grande fascino della musica debussiana, il ruolo dell’ispirazione degli elementi naturali nella musica del genio francese.
Come di consueto la lecture sarà accompagnata dalla musica eseguita dal vivo, con il Maestro Domenico Di Leo e Anna Palasciano.
Dopo questo appuntamento torneremo a occuparci di Debussy a ottobre: il 19, con la celebre storica dell'antichità Eva Cantarella e il 25, ancora con Galliano Ciliberti.
Galliano Ciliberti
Docente di Storia della Musica per Didattica della musica presso il Conservatorio Statale di Musica Nino Rota di Monopoli.· Laureato nel 1986 in Storia della Musica con 110/110 e lode all’Universita di Perugia, Facolta di Lettere e Filosofia.
Nel 1996 ha conseguito il Doctorat en Musicologie ≪avec la plus grande distinction≫ all’Université de Liege, Faculté de Philosophie et Lettres.
Nel 2012 ha conseguito il Diplome de Post-Doctorat en Sciences Historiques et Philologiques (Histoire de la Musique et Musicologie) all’Ecole Pratique des Hautes Etudes, Paris.
Ha conseguito l’abilitazione per professore di II fascia nel settore disciplinare 10/C1 (Teatro, Musica, Cinema, Televisione e media audiovisivi).
Ha condotto ricerche per Comitato Nazionale per le Scienze storiche, filosofiche e filologiche del Consiglio Nazionale delle Ricerche [Censimento e repertorio delle fonti musicali umbre dal XIII al XV secolo: monodie mensurali e polifonie, I], 1988; [Censimento e repertorio delle fonti musicali umbre dal XIII al XV secolo: monodie mensurali e polifonie, II], 1989; [La cappella musicale della Basilica di San Francesco d’Assisi (Sacro Convento) dalla sua fondazione (sec. XIII) al 1800, I], 1990M [La cappella musicale della Basilica di San Francesco d’Assisi (Sacro Convento) dalla sua fondazione (sec. XIII) al 1800, II], 1991; Contratto di ricerca attribuito dal Comitato Nazionale per le Scienze storiche, filosofiche e filologiche del Consiglio Nazionale delle Ricerche [La cappella musicale della Basilica di San Francesco d’Assisi (Sacro Convento) dalla sua fondazione (sec. XIII) al 1800, III], 1992; [Censimento e repertorio delle fonti di musica sacra (manoscritti e stampe) in Umbria (XVI secolo), I], 1994; [Censimento e repertorio delle fonti di musica sacra (manoscritti e stampe) in Umbria (XVI secolo), II], 1995; [Censimento e repertorio delle fonti di musica sacra (manoscritti e stampe) in Umbria (XVI secolo), III], 1996.
Gli è stato attribuito un Assegno di ricerca (Il mecenatismo musicale a Roma nel XVI secolo) dal Dipartimento di Scienze Musicologiche e Paleografico-Filologiche, Universita di Pavia, sede di Cremona, 1999-2001. Dal 1995 al 2008 è stato Direttore della rivista «Esercizi Arte Musica Spettacolo».
E’ stato Vincitore del Premio Bertini Calosso (edizione 1998/2000). E’ stato professore a contratto di Drammaturgia musicale, Storia della musica medievale e rinascimentale e Metodologia dell’educazione musicale all’ Università degli Studi di Perugia (Istituto di Storia dell’arte medioevale e moderna, Dipartimento di Lingue e letterature moderne e comparate, Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione).
Ha svolto attività di ricerca presso atenei e istituti di ricerca esteri o sovranazionali:
Meraviglioso e immaginario nella musica del Trecento (UFR de Musicologie de l'Université Paris IV-Sorbonne, 1996); La musica a San Luigi dei Francesi a Roma: nuove prospettive di ricerca (École Pratique des Hautes Études, Paris, 2010); Liturgia e musica a Parigi tra il XVII e XVIII secolo (Centre de Musique Baroque de Versailles 2013); Soggiorno di studio e conferenza presso il Conservatoire “Marietta Alboni” di Parigi sulla cantante Marietta Alboni (2016). E’ autore delle seguenti pubblicazioni: Antonio Maria Abbatini e la musica del suo tempo (1595-1679). Documenti per una ricostruzione bio-bibliografica, Perugia, Regione dell’Umbria, 1986 («Quaderni dellaRegione dell’Umbria. Serie Studi Musicali»; Catalogo delle composizioni musicali di Francesco Morlacchi (1784-1841), Firenze, Olschki, 1987; Produzione, consumo e diffusione della musica in Italia nel tardo medioevo, Perugia, Centro di Studi Musicali in Umbria, 1989.Orvieto; Una cattedrale e la sua musica (1450-160), Firenze, Olschki; Musica e musicisti nella cattedrale di San Lorenzo a Perugia (XIV-XVIII secolo), Firenze, Olschki, 1991; Musica e liturgia nelle chiese e conventi dell’Umbria (secoli X-XV) con un Atlante-Repertorio dei più antichi monumenti musicali umbri, Perugia, Cattedra di Storia della Musica dell’Università di Perugia-Centro di Studi Musicali in Umbria, 1994: Il Teatro degli Accademici Illuminati di Città di Castello, Firenze, Olschki, 1995; Musica e società in Umbria tra Medioevo e Rinascimento, Turnhout, Brepols, 1998; Luigi Mancinelli (1848 – 1921). Immagini e documenti, Perugia, Quattroemme 1998; Frammenti musicali del Trecento nell’incunabolo Inv.15755 N. F. della Biblioteca del Dottorato dell’Università degli Studi di Perugia, Firenze, Olschki, 2004; «Qu’une plus belle nüit ne pouvoit précéder le beau iour». Musica e cerimonie nelle istituzioni religiose francesi a Roma nel Seicento, Perugia, Aguaplano, 2016.
Ha scritto e pubblicato oltre 150 saggi in riviste specialistiche, atti di convegni, cataloghi, enciclopedie.
Ha redatto note per progetti discografici e recensioni.
Ha partecipato come organizzatore e/o relatore a convegni di carattere scientifico in Italia o all'estero, spesso come ospite di prestigiose istituzioni culturali universitarie e del mondo della cultura musicale e della ricerca.
Domenico Di Leo
Per Domenico Di Leo suonare, insegnare, divulgare, organizzare nuovi modi di proporre la musica al pubblico, sono tutti aspetti ugualmente importanti e inscindibili dell’esperienza artistica.
Dopo anni di docenza al Conservatorio Niccolò Piccinni di Bari nel 1998 è stato vincitore di cattedra al concorso nazionale per titoli ed esami di Musica da Camera. Da allora insegna al Conservatorio Nino Rota di Monopoli: in anni di intensa attività didattica ha contribuito in modo rilevante alla formazione e maturazione artistica di generazioni di strumentisti, tra cui affermati concertisti e prime parti in grandi orchestre nazionali e internazionali.
La qualità e la rilevanza del suo lavoro didattico sono state riconosciute in contesti qualificati da autorevoli addetti ai lavori e hanno dato un significativo apporto all’elevata reputazione di cui il Conservatorio pugliese gode in ambito nazionale e internazionale. Ciò è sempre andato di pari passo con una ricerca musicale a tutto campo sui repertori, sull’interpretazione, sulle diverse forme ed esperienze del fare musica, con un’apertura culturale alimentata sin dagli anni di formazione anche dai paralleli studi artistici e dalla spontanea curiosità per le diverse forme della creatività umana e del sapere.
Diplomato con lode al Conservatorio Piccinni di Bari - sotto la guida di Pierluigi Camicia - vincitore di una lunga serie di concorsi nazionali e internazionali, Domenico Di Leo ha ampliato e arricchito la sua formazione grazie gli insegnamenti di solisti, cameristi, strumentisti, cantanti, docenti come Konstantin e Svetlana Bogino, Joaquin Achucarro, Alexander Lonquich, Bruno Canino, Alain Planès, Georgij Chugajev, Vladimir Ogarkov, Paul von Schilavsky, Pavel Vernikov, Anatole Liebermann, Karine Georgian, Vito Paternoster, Antonio Florio, Vincenzo Mariozzi, Romeo Tudorache, Maria Coronada Herrera, Bianca Maria Casoni e alle molteplici collaborazioni con strumentisti, cantanti e direttori d’orchestra italiani e stranieri, di fama e meno noti.
In questo lungo percorso l’influenza della tradizione musicale russa ha avuto un ruolo significativo ma Domenico Di Leo ha imparato e continua ad apprendere da musicisti diversi e di ogni ambito, e non sente di appartiene a nessuna “scuola” o a nessuna ortodossia, rivendicando il diritto-dovere della libertà intellettuale.
La lunga esperienza concertistica in Italia e in diversi paesi europei come pianista solista e camerista, concertatore e direttore di ensemble strumentali e vocali lo ha condotto a maturare un personale, inconfondibile stile interpretativo che fonde il rigore intellettuale e la profonda conoscenza del testo e della prassi con la spontaneità e la forza emotiva.
Il suo vasto repertorio solistico e cameristico, in continuo allargamento, va da Bach alla musica contemporanea. Riconosciuto come autorevole interprete, tra gli altri, di autori come Schubert, Chopin, Schumann, Skrjabin, Debussy, Ravel si impegna con passione nella riscoperta di autori e autrici meritevoli: giovanissimo è stato tra i primi, più convinti sostenitori in Italia della musica di Satie e dedica parte del suo lavoro a compositori come Koechlin e Decaux, Schulhoff e Alkan (di quest’ultimo è uno tra i pochi specialisti italiani), Fanny Mendelssohn, fino al pugliese Niccolò Van Westerhout.
Di Leo ha realizzato trascrizioni e arrangiamenti pianistici e strumentali, registrato per etichette come Stradivarius e Sarx, scritto saggi di argomento analitico-musicologico. Ha condotto esperienze didattiche d’avanguardia, rivolte a giovani e giovanissimi.
Ha curato la direzione artistica, in Italia e in Francia, di iniziative concertistiche innovative. Animato dalla forte convinzione che la musica di qualità possa essere compresa e apprezzata da tutti e non restare appannaggio di pochi eletti, ormai da diversi anni conduce un fortunato ciclo di appuntamenti, Chiavi di Lettura (circa cinquanta appuntamenti realizzati al Conservatorio Nino Rota attirando un grande numero di appassionati) e altri progetti dedicati alla divulgazione e all’incontro tra la musica le arti e la cultura, tra i musicisti e il pubblico.
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