Sarà presentato venerdì 4 giugno alle ore 20 nella piazzetta Carducci (Biblioteca Bernardini) di Lecce il nuovo libro di Walter Spennato dal titolo “Piccole storie finite male” (Besa editrice), nell’ambito della rassegna EXTRA-CONVITTO organizzata dal Fondo Verri di Lecce.
“Piccole storie finite male” chiude la quadrilogia dedicata agli omicidi commessi con la penna per “futili” motivi. Infatti, nel discorso finale l’autore promette che cambierà, che non ammazzerà più nessuno. Giura che metterà la pistola a posto, che la riporrà per sempre in un cassetto. Ma la penna no! Continuerà a usarla. È una promessa? No. È un avvertimento.
“Allora perché uccido? – si chiede l’autore, per poi rispondere prontamente – Potrei dare un milione di risposte, tutte false! La verità è che sono cattivo, ma questo cambierà. Io cambierò. È l’ultima volta che ammazzo una persona: metto la pistola a posto, vado avanti, rigo dritto, scelgo la vita: già adesso non vedo l’ora!”
“Piccole storie finite male” è un libro da leggere come un disco, racconti brevi che si susseguono come le tracce musicali su un vinile o una vecchia musicassetta: è l’originalissimo esperimento di Spennato che disposte i suoi 60 racconti (tracce) sui due lati del libro: 30 nel lato A e 30 nel lato B. L’autore non si dimentica di riportare la durata di lettura del libro: questo libro si legge in 30 minuti e 26 secondi, scrive.
L’autore inoltre conserva un’impostazione scrittoria simile alle opere precedenti – una specie di marchio di fabbrica, un prosieguo reale, non ideale delle opere precedenti – in cui prosa e poesia si mescolano, tra una citazione decisamente palese di Shining di Stanley Kubrick e un omaggio alla poesia del conterraneo Salvatore Toma.
Per Spennato, la forma si fa contenuto. In una galleria di disumanità contemporanea, il killer resta il solo elemento umano di una narrazione succinta, cinica e ritmata.
Al lettore sfugge un sorriso, ma dietro la satira c’è la verità triste, pura e semplice di una quotidianità fatta di violenza, di tiggì grondanti sangue, della banalità del male che spesso si consuma tra le quattro mura di casa e a cui diamo il nome, abusato e consunto, di violenza domestica. E intanto Spennato non manca di fornire al lettore statistiche di approfondimento, citare Primo Levi o approfittare per puntare l’attenzione del lettore su argomenti importanti e d’attualità come il fine vita. Perché fornire tutti gli strumenti per comprendere la realtà non è certo un crimine, ma il più grande atto d’amore che si può fare verso chi legge.
Walter Spennato è dottore di ricerca in Sociologia dei fenomeni culturali e dei processi normativi presso l’Università degli Studi di Urbino. Dal 2016 è coordinatore della Casa per la Vita “Artemide” di Racale, che accogli pazienti con “disturbi della mente”.
Ha pubblicato tre raccolte di racconti: Sex Noir (Il Raggio Verde, 2006), Piccoli omicidi del cazzo (Besa editrice, 2008), Quanto mi dai se ti uccido? (Besa editrice, 2013).
Dal libro “Quanto mi dai se ti uccido?” è nata una pièce teatrale nel 2014, scritta insieme all’attore Ippolito Chiarello, dal titolo Psycho Killer, come la celebre canzone dei Talking Heads.
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