Il Festival si snoderà attraverso una programmazione, come da tradizione, che prevede concerti che propongono l'armonizzazione di più discipline dello spettacolo dal vivo, in particolar modo con innesti teatrali come accade nelle produzioni originali (prime assolute) a cura di
Radicanto: "Passa la storia", "Stere Mia" e "Shocante" attraverso la voce narrante della cantante e attrice Maria Giaquinto, allieva del grande maestro del teatro italiano, Orazio Costa. Ritroviamo il teatro anche nelle produzioni ospitate a cura della “
Compagnia il Naufragar mè Dolce”, "Storie di donne", spettacolo di teatro-canzone, omaggio alla tradizione culturale e popolare italiana in chiave femminile attraverso un affascinante viaggio epico e sonoro, a cura dell' attrice-cantante romana Chiara Casarico, interprete anche dello spettacolo-concerto "Canta e Cunta": riedizione dello spettacolo dedicato alla grande voce di Rosa Balistrieri, cantastorie siciliana. Lo spettacolo ha vinto il noto Premio del Pubblico al XV Festival “Voci dell’Anima” di Rimini.
Troviamo l'istinto del teatro e la danza anche nella produzione "
Nina Balla" a cura dell'A.C. Manigold di Lecce: la musica e la voce di Claudio Prima, accompagnato dal Progetto Se.Me, raccontano con musiche e testi inediti, le avventure di Nina, ragazza di origine albanese cresciuta in Italia, con una storia personale che la lega, in nuce, con la sua terra d’origine e con la danza, una storia che è impressa nel suo nome e la spingerà a cambiare il suo destino. Una storia moderna, eppure senza tempo, che intreccia le sue pieghe più intime con le musiche originali che la sostengono e le fanno da cornice, in uno spettacolo appassionante che trascina e commuove. Una storia che appartiene archetipicamente a tutte le donne del Sud, fiere e sinuose, come il mare che le accomuna. Claudio Prima scrive le musiche di questo spettacolo e si sperimenta nella scrittura e nella messa in scena di un racconto inedito, elaborando una forma di concerto nel quale il racconto penetra le trame musicali, plasmandone la forma per sostenere la parola detta, che a tratti si trasforma in canto. La regia è affidata a Marcelo Bulgarelli, noto attore e regista brasiliano già vincitore di importanti riconoscimenti (Premio Funarte 2007, Premio Açorianos 2010) e massimo esperto di biomeccanica teatrale in Brasile.
Ancora afflati teatrali nel concerto a cura dell' Ass. Cult.
Uaragniaun, ispirato al libro e al Il film di Michele Vicenti “Storie di Pietra” che racconta il legame con la pietra, il tempo legato ad essa e il modo in cui la interpretano. L’alta Murgia è un territorio strano, è stato definito “la meno italiana delle regioni italiane” per il suo lato apparentemente desertico. In molti lo esplorano per scoprire il senso di libertà che si prova guardandolo dall’alto delle sue colline, il piacere dello scorrere del tempo come in un’epoca remota e primordiale in cui tutto è ancora incontaminato o quasi. Un paesaggio aspro, non accogliente e silenzioso, spigoloso, difficile da raccontare, che non parla o parla attraverso il silenzio, i suoi rumori. Per questo a parlare sarà la passione che anima i protagonisti e che costituisce un modo di vivere quel rapporto profondo con la pietra che è parte della nostra storia.
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