20 settembre – Teatro FUSCO | ore 21
OLTRECONFINE
Musica e Musicisti della nuova Europa
Anna Bonitatibus, mezzosoprano
Adele D’Aronzo, pianoforte
programma
Giovanni Paisiello
(Taranto, 1740 – Napoli, 1816)
Les Adieux
Sonata per pianoforte solo
1783-84. Lascia San Pietroburgo alla volta di Napoli, passando per Varsavia e Vienna.
Sarà il compositore più amato da Bonaparte ...
Il mio ben quando verrà
da “La Nina pazza per amore”
1789. Con «Nina, ossia La pazza per amore» Paisiello dà inizio al profondo cambiamento della struttura drammaturgica e musicale
del Melodramma. L’opera – e il suo autore – furono particolarmente ammirati da Beethoven.
Luigi Cherubini
(Firenze, 1760 – Parigi, 1842)
Arbre charmant, qui me rappelle
Romance XI (in prima esecuzione moderna)
1787-88. Si trasferisce a Parigi dove diventerà anche direttore del Conservatorio. Al suo arrivo darà alle stampe «Romances du Roman d’Estelle» sui versi francesi di J. P. C. de Florian. Beethoven lo definì “il maggior compositore drammatico vivente”. Con Bonaparte intratterrà rapporti particolarmente difficili.
Franz Joseph Haydn
(Rohrau, Austria, 1732 – Vienna, 1809)
She never told her love
1790. Alla morte del Principe Esterházy presso il quale aveva prestato servizio per trent’anni, riceve un prestigioso invito per dirigere a Londra. Qui comporrà, tra l’altro, anche alcuni Songs su testi di poeti inglesi.
Ludwig van Beethoven
(Bonn, 1770 – Vienna, 1827)
Nel giardino solingo (Adelaide)
1792. Lascia Bonn, definitivamente, per Vienna. Del monumentale Maestro, ampio è il corpus delle composizioni dedicate alla voce; la più celebre, «Adelaide», del ’97, conosciuta in tutta Europa, anche grazie alla pubblicazione nel 1803 in traduzione italiana. Condivise (solo) i primi ideali che mossero Bonaparte.
Jan Ladislav Dussek
(Čáslav, Cechia, 1760 – Saint-Germain-en-Laye, 1812)
L’adieu
Rondò per pianoforte
Pianista e compositore boemo. Dopo essere stato in Russia, Olanda e Germania ed essersi esibito a Parigi e a Milano, visse a Londra per un periodo, fino al 1799; contribuì allo sviluppo della meccanica del pianoforte.
Girolamo Crescentini
(Urbania, 1762 – Napoli, 1846)
Ombra adorata aspetta
da “Giulietta e Romeo”
1796, Teatro alla Scala. Niccolò Zingarelli, compone per lui e Giuseppina Grassini «Giulietta e Romeo» all’interno della quale lo stesso Crescentini inserirà una sua composizione che lo rese celebre e tra gli artisti favoriti di Bonaparte. Fu anche maestro della Grassini e di Isabella Colbran.
Peter von Winter
(Mannheim, 1754 – Monaco di Baviera, 1825)
Paga fui, fui lieta un dì
da “Il ratto di Proserpina” (in prima esecuzione moderna)
1804-05. Il compositore bavarese scriverà tre opere per Londra e su libretti di Da Ponte; il celebre poeta si era trasferito nella capitale britannica dopo aver lasciato Vienna. Compreso nei tre titoli anche «Il ratto di Proserpina», interpretato con enorme successo dalla Grassini.
Isabella Colbran
(Madrid, 1784 – Bologna, 1845)
Quel cor che mi prometti
Mi lagnerò tacendo
1804. Lasciata Madrid alle spalle esordisce a Parigi; canterà anche per Bonaparte in un concerto privato. Pubblica nella capitale francese le sue composizioni per Voce e Pianoforte. La Prima Donna assoluta proseguirà per Milano, Bologna e, soprattutto, Napoli, dove incontrerà il futuro marito, Gioachino Rossini.
Gaspare Spontini
(Maiolati, 1774 – 1851)
Ô des infortunés déesse
1803. Giunge a Parigi; nel 1805 è nominato compositeur particulier de la chambre de S.M l’imperatrice. Del 1807 la sua opera più celebre, «La Vestale»; riceve i più alti onori alla corte di Bonaparte.
Ferdinando Paër
(Parma, 1771 – Parigi, 1839)
Io d’amore, oh Dio mi moro
da Douze Ariettes italiennes (in prima esecuzione moderna)
1806. Bonaparte assiste, a Dresda, alla rappresentazione di una sua opera e lo invita a prendere il posto di Spontini, nel 1812 come direttore del Théâtre-Italien a Parigi. Compone 55 opere e molta musica vocale da camera.
Muzio Clementi
(Roma, 1752 – Evasham, R.U., 1832)
Monferrina n. 6
Allegro dalle Dodici Monferrine per Pianoforte, op. 49
Il primo di numerosi viaggi lo porterà da Roma all’Inghilterra ancora adolescente. Nel pieno dell’epopea napoleonica e delle vicende belliche è presente in tutto il continente europeo come concertista, compositore, didatta. Il “Padre del Pianoforte” fu editore di Beethoven a Londra; fondò la Philarmonic Society con lo scopo di promuovere la produzione musicale contemporanea.
Franz Schubert
(Vienna, 1797 – 1828)
Wanderers Nachtlied
Dell’inizio degli anni ’20 del secolo il «Canto del viandante notturno» sui celebri versi di Johann Wolfgang von Goethe – poeta caro a Bonaparte – composti già nel 1780. Il Wanderer, la figura che incarna il Romanticismo tedesco, sarà ripetutamente posto in musica dal compositore austriaco.
Gioachino Rossini
(Pesaro, 1792 – Passy, Parigi, 1868)
Infelice ch’io son beltà crudele
1821. Già dal 1812 il nuovo astro del melodramma italiano ed europeo. È a Venezia, Milano, Bologna, Napoli, Vienna, Londra, e poi Parigi dove assume l’incarico come direttore del Théatre-Italien dopo Paër. Sarà dedito, nell’arco della sua parabola artistica, anche alle composizioni di fogli d’album e musica vocale da camera. Resterà nella capitale francese per il resto della sua vita.
Web:
www.giovannipaisiellofestiv...