da sabato 20 a domenica 21 novembre 2021
presentazioni poetiche"dalla Calabria all'Africa"
Cittadinanza attiva
Incontri culturali
Il 20 e 21 novembre ci sara' una nuova edizione della "tattoo circus benefit antirepressivo" per portare la discussione e le pratiche di solidarieta' e sostegno a chi lotta.
(programma completo https://fb.me/e/10vvUqUFC)
Nell’ambito del festival approfondiremo gli argomenti anche dal punto di vista poetico.
https://fb.me/e/1f2P1nnDV
Sabato 20 – ore 18:00
Presentazione
CROCE DI LIBIA – LUDO EDIZIONI
Con ANTONELLA IASCHI e IULA MARZULLI
«Umanità, dove sei?». E’ la domanda (di assai difficile risposta) che la poetessa e scrittrice Antonella Iaschi (emiliana di origine e roccellese d’adozione) si pone. Un pezzo significativo di umanità, a nostro modo di vedere, lo si trova tra le pagine di “Croce di Libia” (2020, Ludo edizioni) scritto a otto mani dalla stessa Antonella Iaschi, dai poeti Idriss Kone (originario del Mali e fuggito dalla Costa d’Avorio per raggiungere la Francia), William Wache, artista e genio multiforme di origine camerunese, e del poeta e scrittore riacese Giuseppe Gervasi.
Ogni rigo del libro trasuda umanità e profondità. Le poesie sono intervallate da scritti pregni di significato, dalla provocatoria lettera che Antonella Iaschi indirizza al sindaco leghista di Finale Emilia (che lo scorso 25 aprile dal palco delle celebrazioni evocò un gerarca fascista del posto), fino alla descrizione della visita compiuta nella famigerata tendopoli di San Ferdinando. Umanità che diventa rabbia e commozione nel racconto di Idriss Kone, cui una banda di delinquenti ivoriani portarono via, in una sola notte, madre, casa e terra che dava da vivere a tutta la famiglia; umanità che si tinge del verde del pensiero ambientalista di William Wache e di azzurro della “Riace che incontra il mare” di Giuseppe Gervasi, che apre la sua sezione con un pensiero sul laboratorio di umanità perduto nel suo paese ma che ama chiosare: «Ho usato il presente nel racconto del passato, la mia speranza per il futuro». E’ un manifesto di umanità, Croce di Libia, il cui titolo prende spunto dall’opera dello scultore Enzo Niutta realizzata con pezzi di una carretta del mare rinvenuti nelle spiagge del nostro Jonio, magistralmente ritratta in copertina da Sabrina Alì.
Domenica 21 ore 18:00
Presentazione
SE MUOIO SPECIE AMAZZATO
Con ANTONELLA IASCHI e VINCENZO CARROZZA
Il poeta Lawrence Ferlinghetti all’inizio degli anni ’50 dichiarava ad una rivista italiana che per i poeti era giunto il momento di smettere di guardare al proprio ombelico.
Bisognava scrivere della Strada.
Per raccontare la Strada bisogna viverla. Da dietro le finestre del proprio salotto si percepiscono le immagini non le migliaia di verità del puzzle umano. Vincenzo Carrozza scrittore e chirurgo di guerra (o viceversa, tanto nulla cambia) la Strada l’ha vissuta, abbandonata, ritrovata. Bisogna averla calpestata per raccontarla, bisogna avere coraggio per raggiungerla nella maturità abbandonando la sicurezza dei piani alti, bisogna amarne l’essenza per descriverla come lui riesce a fare nelle poesie e nei romanzi.
La Strada di Vincenzo Carrozza è popolata di persone e di dolore, di rabbie e di passioni, di ingiustizie e di legalità, di denunce e di rassegnazioni, di odori e di colori.
Vincenzo sarebbe piaciuto a Lawrence e se si fossero conosciuti avrebbero bevuto qualcosa al caffè Trieste, completamente estranei al proprio ombelico, osservando gli altri avventori per coglierne gli attimi e leggerne l’anima.
Carrozza è figlio di Calabria e ne conosce i mali, se ne è andato col coraggio dei migranti, abbandonando gli affetti e tagliando un cordone ombelicale pericoloso, per poi... decidere, con altrettanto coraggio, di portare il bene della propria professione dove le guerre uccidono come le criminalità organizzate.
Il “Mal d’Africa” per Vincenzo medico è più forte di qualsiasi rischio e per Carrozza scrittore è una musa eccezionale. E basta vedere la foto del suo profilo Facebook per carpirne il perchè: un uomo e due bambini scalzi, un Poeta e la Bellezza lungo una strada non facile.
Nulla è per caso e la sua presenza in quei luoghi martirizzati dalle guerre e dal saccheggio occidentale, il suo ricucire brandelli umani destinati a nuove lotte per la sopravvivenza, il suo scrivere, sul piatto della bilancia riscattano portando Amore dove altri (anche poeti, vedi Rimbaud) hanno portato armi e morte in nome degli interessi economici che recidono ovunque la speranza e i suoi Fiori.
La decisione di ristampare “Fiori recisi” in occasione del XV° Festival Ottobre in Poesia 2021 “ Nosce te Ipsum”, integrandolo con gli scritti africani di Vincenzo Carrozza e intitolandolo come la prima poesia che incontrerete leggendo, la capirete da soli ed è legata a quel raccontare la strada suggerito ai poeti dal grande Lawrence Ferlinghetti.
“Raccontare la strada” vuol dire costruire Memoria, senza la quale nessuno di noi può veramente “Conoscere se stesso”
Antonella Iaschi
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da sabato 20 a domenica 21 novembre 2021
Bari
Ex Caserma Liberata
Via Giulio Petroni, 8 C
ore 18:00
ingresso libero
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