ARMANDO SPATARO, il magistrato e il suo impegno nella Società Civile
Cittadinanza attiva
Incontri culturali
Armando Spataro e il suo impegno nella Società Civile. Una carriera da magistrato, però, fuori dai palazzi di giustizia, c’è sempre stato il suo impegno nella Società Civile, a denunciare iniziative politiche lesive del potere giurisdizionale e della democrazia.
“Tengo a dire, però, che il mio impegno nella società civile è iniziato molto tardi, quando ero magistrato già da vari anni. Durante la mia giovinezza a Taranto, infatti, il mio impegno assorbente, quasi maniacale, era quello dello sport. Tra l’altro, oltre che per sostenere esami, frequentavo saltuariamente l’ambiente universitario e dunque rimasi anche lontano dai movimenti studenteschi di quegli anni.
Ma proprio nel pieno degli “anni di piombo” si manifestò per la prima volta un mio impegno civile che era insieme un impegno da magistrato e da cittadino: ciò avvenne quando, con tutti i colleghi che si occupavano di quella materia (non più di 25/30), sentimmo il dovere di uscire dai palazzi di giustizia per discutere di legalità in scuole e università, in circoli di quartiere, nelle fabbriche, in sedi di associazioni culturali, di pensionati ed ovunque fosse possibile: allora per diffondere la conoscenza della perversa ideologia terroristica, negli anni seguenti – ed ancora oggi – contro la logica mafiosa, la corruzione, nonché a difesa dei principi costituzionali e del principio di solidarietà.
Fino alla metà degli anni ‘80 comunque, non ebbi il tempo e la possibilità di riflettere approfonditamente sui rapporti tra società e mafia: iniziai a farlo in “Società Civile”, un circolo nato grazie alla spinta di Nando Dalla Chiesa. Accettai con entusiasmo di partecipare a quell’avventura. Fui allora socio fondatore di “Società Civile”, nel Dicembre del 1985, insieme a tante persone di qualità, con cui trascorsi anni i primi anni ricchi di speranze del mio impegno extraprofessionale.
“Società Civile” fu da quel momento anche la denominazione di quella parte della società italiana che voleva far sentire la sua voce al di fuori dei partiti, ma non necessariamente contro di essi. Era il 1985, ed entrai anche, con Gherardo Colombo, a far parte del primo direttivo del circolo di Nando: un deciso e visibile passo verso la futura collocazione nel novero delle pericolose «toghe rosse». Tuttora, il mio perdurante impegno è quello di contribuire a far comprendere ai cittadini non informati che, come disse Rodotà "la solidarietà non è un sentimento, ma un diritto, ed – aggiungo io - anche un dovere che impone a tutti di non voltarsi dall’altra parte".
Incontro Pubblico, organizzato dalla Associazione Culturale"Il Borgo di Taranto" e dal Dipartimento Jonico Scienze Giuridiche ed Economiche dell’Università di Bari Aldo Moro., Sabato 28 Maggio, Ore 10,15 - Aula Magna, Dipartimento Jonico Università di Bari Aldo Moro, via Duomo 259 - Taranto
Intervengono:
- Armando Spataro, Magistrato, già Procuratore della Repubblica di Torino.
- Riccardo Pagano, Direttore del Dipartimento Jonico Università degli Studi di Bari Aldo Moro
- Paolo Stefanì, Docente di Diritto Interculturale del Corso di Laurea in Scienze Giuridiche dell'immigrazione, presso il Dipartimento Jonico della Università di Bari Aldo Moro
- Leonardo Palmisano, Sociologo delle Migrazioni, Etnografo, Presidente Radici Future Produzioni
- Enzo Pilò, Volontario, Presidente Associazione di Promozione Sociale "Babele"
Moderatrice:
- Marina Luzzi, Direttrice "Radio Cittadella"
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Taranto
Dipartimento Jonico dell'Università degli Studi "Aldo Moro"
Via Duomo 259
ore 10:15
ingresso libero
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