Prendi Locorotondo, uno dei Borghi più belli d’Italia, con le sue case dai muri bianchi e gli spioventi a cummerse, e uniscici alcuni dei migliori rappresentanti della scena jazz italiana contemporanea. Mettici l’estate, con la sua frizzantezza. E aggiungici un mix di atmosfere, sensazioni, suoni...
Tutto questo è MUSICA in FESTIVAL, rassegna dedicata alla musica jazz, nel cuore del centro storico di Locorotondo, organizzata in collaborazione con l’Associazione Amici della Musica “Francesco Acquaviva” e con l’Associazione “Radica” e con il patrocinio del Comune di Locorotondo, sotto la direzione artistica di Giovanni Angelini.
Si ringraziano: BCC Locorotondo – Digita – Grafica Meridionale.
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Gabriele Mirabassi (clarinetto)
Nando Di Modugno (chitarra classica)
Pierluigi Balducci (basso acustico)
I tre musicisti compiono un viaggio evocativo e suggestivo dal Mediterraneo all’America del Sud, su una rotta in cui si intersecano jazz, folklore e echi della tradizione classica. Spiccata è la componente melodica del loro repertorio e forte è il legame con l’identità italiana e mediterranea. Il trio ‘scava nel territorio di origine, e nelle sue melodie ancestrali’ e insieme sa mirabilmente fondere queste ultime ad un’America latina popolata di italiani nomadi e migranti, lì approdati e in un perenne “senso forse vano di sospensione”. Ogni concerto di questo trio diviene un’esperienza coinvolgente, capace di trasmettere l’emozione e il pathos che nascono dal ‘sentire’ il profondo ed ancestrale significato della Musica, come arma della comunità per sconfiggere il buio di ogni solitudine individuale.
Dopo il primo lavoro del 2015, “Amori sospesi” (Dodicilune Ed333), la critica ha evidenziato la particolarità di questo organico dalla vocazione cameristica, in cui il “canto d’ebano” del clarinetto e le corde della chitarra classica e dell’ancor più inusuale basso classico, sembrano uniti in una profonda intimità. Lo spirito del nuovo disco, “Tabacco e caffè” (2021), è ben illustrato dalle parole di Gabriele Mirabassi. «Tabacco e caffè: c’è chi li chiama vizi, e sicuramente una parte di ragione ce l’ha, ma più di tutto sono modi di stare insieme. In Italia poi, veri fondamenti della cultura nazionale. Posso offrirti un caffè? Ci vediamo per un caffè? Così si prendono appuntamenti e si ricevono ospiti da noi», racconta Mirabassi. «Eppure quella tazzina contiene un pezzo di mondo. Partito dall'Africa il caffè ha costruito nazioni in Asia e in Sud America. La città di San Paolo del Brasile senza di esso sarebbe un paesino, e non la megalopoli di oltre 20 milioni di abitanti che è oggi. Il caffè è un compagno quotidiano, un segno di pace, di amicizia, l'odore del risveglio in tutte le nostre case, eppure è anche un selvaggio indigeno delle foreste tropicali, che abbiamo trasformato in simbolo stesso di accoglienza e convivio!», prosegue. «Il tabacco invece ce lo hanno regalato direttamente i nativi americani, eppure anch'esso, soprattutto sotto forma di sigaro toscano (mia grande debolezza e passione) si è lasciato trasformare in un pezzo di storia nostrana. Entrambi invitano alla ritualità, alla socialità, fino alla meditazione. La musica che condividiamo qui con Pierluigi e Nando è nata nella cordialità delle cucine delle nostre case, appunto tra un caffè e un sigaro, raccontando e suonando mondi lontani ed esotici, trasformandoli in rifugio casalingo e in amicizia. Tabacco e caffè, moka sul fuoco, volute di fumo, essenze selvagge, profumo, esotico, domestico» (Gabriele Mirabassi).
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