Sabato 25 e domenica 26 febbraio
nell'Auditorium Zona Santi - Spazio BlaBlaBla a Trepuzzi con quattro repliche di
"Hamelin", spettacolo ispirato alla fiaba
"Il pifferaio magico" dei
Fratelli Grimm, prodotto da
Factory Compagnia Transadriatica e
Fondazione Sipario Toscana con il sostegno di
Segni new generations festival, prosegue
"Ci vuole un fiore - Famiglie a teatro". La rassegna fa parte del più articolato progetto
Teatri del nord Salento, promosso da
Factory in collaborazione con
BlaBlaBla con il sostegno della
Regione Puglia che coinvolge le amministrazioni comunali di
Trepuzzi, Campi Salentina, Novoli, Guagnano e Leverano.
Hamelin è un viaggio immersivo nella fiaba, un rito che bambini e adulti possono compiere su piani e punti di vista differenti. Sul palco
Fabio Tinella con drammaturgia e regia di
Tonio De Nitto, dramaturg
Riccardo Spagnulo, musiche originali di
Paolo Coletta, voiceover di
Sara Bevilacqua, burattini di
Michela Marrazzi, scene di
Iole Cilento, costumi di
Lapi Lou e luci di
Davide Arsenio. Età consigliata dai 5 anni.
LO SPETTACOLO
La storia del pifferaio di
Hamelin è ancora avvolta nel mistero. Hamelin è il nome di una cittadina al nord della Germania dove leggenda e realtà si sono fuse centinaia di anni fa, dove diverse ipotesi non hanno mai risolto il mistero della sparizione di 130 bambini, come riportato nella targa affissa sulla cosiddetta casa dell’accalappia topi. Un fatto di cronaca traslato via via in fiaba, nella tradizione orale prima e nella raccolta “Saghe germaniche” dei Fratelli Grimm poi. Ad Hamelin vige ancora il divieto assoluto di suonare musica nella via Senzatamburi, dove anche i cortei in festa che vi arrivano cessano immediatamente ogni suono. Ma cosa è successo ai bambini di Hamelin? Dove finisce la realtà e dove inizia la finzione? Lo spettacolo proverà a raccontare e ripercorrere l’origine di questo mistero giocando su diversi piani che adulti e bambini potranno seguire attraverso un punto di vista diverso utilizzando un apposito dispositivo che porta i corpi di chi guarda a entrare nella scena in maniera interattiva. In cosa possa può consistere oggi la libertà restituita dal pifferaio? Il pifferaio come artista porta una visione diversa da quella degli adulti, in cui c’è spazio per la sorpresa e per il rapimento della bellezza (cose che appartengono all’infanzia). È una figura che cambia di segno, perché il suo rapimento attraverso la musica è uno strappare i bambini ai divieti, alle restrizioni e alla troppa protezione che non li fa crescere. Allo stesso tempo questo personaggio che col suo carretto sembra un reperto dell’antico teatro viaggiante, innesca una profonda riflessione sul ruolo dell’artista nella società oggi.
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