Dopo il tutto esaurito del concerto inaugurale "Divertissement", la rassegna “I concerti del Conservatorio” promossa dal Tito Schipa di Lecce prosegue martedì 4 aprile alle 20:
30 con il Concerto di Pasqua nella Chiesa di Sant’Antonio a Fulgenzio a Lecce. L’Orchestra d’archi del Laboratorio di Musica da camera del Conservatorio diretta dal Maestro Francesco Muolo con le voci di Adriana Damato (soprano) e Serena Scarinzi (mezzosoprano) proporrà un repertorio di musiche sacre di Giovanni Battista Pergolesi. Francesco Sabato, Antonella Defrenza, Isabella Benone, Eleonora Bruno, Naida Ingrosso, Anna Laura Leone, Irene Rizzo, Elisabetta Scardino (primi violini), Federico Puglielli, Claudia Argentiero, Chiara Fiorito, Giulia Pellegrino, Alessia Rausa, Chiara Sticchi (secondi violini), Marcello Baldassarre e Michela Caloro (viole), Rosa Andriulli, Tiziana Di Giuseppe, Gabriele Farina e Laner Xiao (violoncelli) e Leonardo Presicci e Pierpaolo Polo (contrabbassi) eseguiranno il Salve Regina e lo Stabat Mater.
Il compositore, organista e violinista italiano, uno dei maggiori musicisti italiani dell'epoca barocca, parallelamente all’attività operistica fu nella sua pur breve vita (morì nel 1736 a solo 26 anni) un fecondo e ammirato compositore di musica sacra. Negli ultimi anni della sua vita va sicuramente collocata la composizione dell’antifona mariana Salve Regina per quartetto d’archi soprano e mezzo soprano, nella quale si intravede la fede e la chiara scrittura contrappuntista che fanno di questa composizione una elevata preghiera alla Vergine Maria. Ma la sua arte di compositore sacro è strettamente legata allo Stabat Mater, senza subbio la composizione più eseguita in assoluto che lo ha reso celebre in tutto il mondo. Pergolesi ricevette l’incarico di scrivere lo Stabat mater dai Cavalieri della Vergine dei dolori della Confraternita di San Luigi al Palazzo nel 1734 per i riti liturgici della settimana santa. Questa composizione aveva un compito di grande e rilevante importanza. Doveva sostituire lo Stabat mater di un altro grande compositore barocco italiano: Alessandro Scarlatti risalente al 1724. Il periodo della scrittura compositiva non fu benevolo con Pergolesi perché proprio in quel periodo le sue condizione di salute, già precarie, venivano sempre di più ad essere compromesse. Pertanto il compositore non aveva ne il tempo e ne le forze per riposarsi o di pensare di rimettersi in salute perché la composizione dello Stabat doveva essere terminata, “…e anche in fretta”, come ebbe a dire al suo maestro Francesco Feo. Secondo una tradizione Pergolesi completò lo Stabat il giorno della sua morte avvenuta il 16 marzo 1736 nel convento dei Cappuccini di Pozzuoli dove era ospitato. La composizione esprime in modo mirabile il connubio stretto tra il testo e la musica in una alternanza di brani solistici e duetti tra le due voci dove notiamo tutta la maestria del nostro compositore, questo lavoro risulta essere una sintesi mirabile tra il teatro d’opera e la musica sacra, infatti sono alternate arie che riportano alla mente la scena d’opera e brani di schietto carattere religioso che sfociano nello struggente duetto finale e nel fugato dell’ Amen.
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