"Muddy Waters / The Living Legends of Blues"
Incontri culturali
MARTEDI' 4 APRILE 2023
- Alle 21.00 presso il Circolo Arci "Resilienza" (Viale Giovanni XXIII 201 - 203, Bitonto)
Almanacco del rock. Il 4 Aprile del 1913 nasceva a Rolling Fork (Mississippi, USA) Muddy Waters. In occasione dell'anniversario ci sarà la proiezione del concerto:
"Muddy Waters / The Living Legends of Blues"
Si ricorda oggi il compleanno di Muddy Waters, vero nome McKinley Morganfield, cantautore e chitarrista statunitense, generalmente considerato “il padre del blues di Chicago”. È anche il padre dei musicisti blues Big Bill Morganfield e Mud Morganfield. Considerato uno dei più grandi bluesmen di tutti i tempi, nonché uno degli artisti più influenti del ventesimo secolo, Muddy Waters è stato di grande ispirazione per l’esplosione della musica beat britannica degli anni sessanta e punto di riferimento per gruppi come Rolling Stones e Yardbirds. E’ stato posizionato al 49º posto nella lista dei 100 migliori chitarristi di tutti i tempi stilata dalla rivista Rolling Stone. La sua vita e quella della casa discografica Chess è stata raccontata nel film del 2008 Cadillac Records. Venne soprannominato fin da bambino Muddy Waters (acque fangose) dalla nonna, per via della sua abitudine di sguazzare nel fango in riva al Mississippi. Nonostante guadagnasse qualche centesimo suonando a feste e pic-nic nei dintorni di Clarksdale, lavorava, come la maggior parte dei neri del Sud, come raccoglitore nei campi di cotone dei bianchi. Son Slims, violinista e chitarrista, fu uno dei suoi primi maestri e con lui nel 1942 fece la sua prima registrazione per l’esperto in folklore Alan Lomax. Per un certo periodo gestì un juke joint, una sorta di locale improvvisato dove si praticava il gioco d’azzardo e si poteva ascoltare la musica di un jukebox, o lo stesso Muddy, che si esibiva dal vivo. Le sue prime registrazioni non vennero pubblicate, (uscirono solo decenni dopo), e Muddy Waters decise di andare a cercar fortuna a Chicago, dove il blues stava ormai dilagando. Arrivato nella capitale dell’Illinois, lavorava di giorno come autista e di sera suonava nei bar e in piccoli club. Fece così conoscenza con Sonny Boy Williamson e Tampa Red. Trovò presto un contratto con la casa discografica blues Chess, che in seguito avrebbe acquistato bluesmen come Little Walter, Howlin’ Wolf e Chuck Berry. Inizialmente, i fratelli Leonard e Phil Chess, fondatori dell’omonima casa discografica, non permisero a Muddy di farsi accompagnare dalla propria band nelle registrazioni in studio; difatti, nei primi dischi pubblicati per la Chess Records, è Ernest “Big” Crawford al contrabbasso ad accompagnare Waters alla chitarra elettrica. Dopo qualche anno, Chess cambiò idea e nel settembre del 1953 registrò per la prima volta Muddy Waters e l’intera band. La band, durante tutti gli anni cinquanta, registrò una serie di classici passati alla storia del genere, con l’aiuto del bassista/cantautore Willie Dixon, che per loro compose classici come “Hoochie Coochie Man“, (Numero 8 nella classifica dei singoli R&B più venduti), “I Just Want to Make Love to You” (Numero 4), e “I’m Ready“. Secondo il critico di Rolling Stone Robert Palmer, queste tre canzoni rimangono il cavallo di battaglia della band. Muddy Waters, insieme all’armonicista Little Walter e al bluesman/band leader Howlin’ Wolf, regnò su tutta la scena blues di Chicago dei primi anni cinquanta; la sua band fu riconosciuta da molti come la migliore del periodo. Mentre Little Walter, sebbene nel 1952 iniziò una carriera solista, continuò a collaborare con Waters per tutto il decennio; Muddy sviluppò invece, nei confronti di Howlin’ Wolf, una sorta di rispettosa rivalità. Altri successi della band di Muddy Waters furono “Mannish Boy” e “Sugar Sweet” nel 1955, seguite dalle hit “Trouble No More“, “Forty Days & Forty Nights” e “Don’t Go No Farther” nel 1956. Muddy Waters morì nel sonno il 30 aprile 1983 nella sua casa di Westmont, poche settimane dopo il suo 70º compleanno. Al suo funerale, una folla di musicisti blues e fan rese omaggio a una delle forme d’arte più genuine. Due anni dopo la sua morte, la città di Chicago onorò il suo ricordo rinominando una parte della 43rd Street in “Honorary Muddy Waters Drive”, laddove un tempo egli aveva abitato. A proposito della sua morte, B.B. King dichiarò a Guitar World: “Dovranno passare anni e anni prima che la maggior parte della gente comprenda quanto è stato grandioso per la storia della musica americana”.
Ingresso libero
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Bitonto (Bari)
Resilienza
Viale Giovanni XXIII, 205
ore 21:00
ingresso libero
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