Galleria “
54Arte Contemporanea”,
inaugurazione della mostra
LA SINDROME DI WANDERLUST e il viaggiatore da fermo
dal venerdì 28 aprile, con la direzione artistica del prof. Valente, fino al 20 maggio
MOLFETTA – Le visioni del mondo proposte da
Gaetano Fracassio, sono legate a racconti minimi, a piccole storie che riguardano il vissuto degli uomini, di coloro che decidono di intraprendere un viaggio, costretti a spostarsi, per ragioni politiche o religiose, contro la propria volontà dalla propria terra, sradicati dagli affetti più intimi, indotti a estenuanti migrazioni.
Questo focalizzarsi sul grande tema della contemporaneità, in una "moderna Odissea", e sulle poche e misere cose che compongono il bagaglio di questi poveri esuli, non deve distogliere dal filtro che Gaetano pone nel guardare questa odierna migrazione.
La sua narrazione è sempre alimentata da sapienza e perizia pittorica, le sue opere e le sue installazioni sono frutto di una riflessione sui pochi e modesti oggetti che compongono la valigia del profugo. Contrariamente a una presentazione "Tout court" di frammenti e oggetti freddi e asettici, Fracassio articola nei suoi lavori una narrazione ed una attenta rappresentazione di elementi simbolici pieni di significato. E così le valigie del viaggiatore diventano, con la sua arte e raffigurazione dei veri materiali teatrali, dei sottili meccanismi visivi, quasi mimetici alla realtà.
Inaugurazione della mostra questa sera, ore 19:00,
galleria “54arte contemporanea", Molfetta, via Baccarini 54.
Espelorazioni intorno al mondo immaginario di
Gaetano Fracassio.
Le visioni del mondo proposte da Gaetano Fracassio, sono legate a racconti minimi, a piccole storie che riguardano il vissuto degli uomini, di coloro che decidono di intraprendere un viaggio, costretti a spostarsi, per ragioni politiche o religiose, contro la propria volontà dalla propria terra, sradicati dagli affetti più intimi, indotti a estenuanti migrazioni.
Questo focalizzarsi sul grande tema della contemporaneità, in una "moderna Odissea", e sulle poche e misere cose che compongono il bagaglio di questi poveri esuli, non deve distogliere dal filtro che Gaetano pone nel guardare questa odierna migrazione. La sua narrazione è sempre alimentata da sapienza e perizia pittorica, le sue opere e le sue installazioni sono frutto di una riflessione sui pochi e modesti oggetti che compongono la valigia del profugo. Contrariamente a una presentazione "Tout court" di frammenti e oggetti freddi e asettici, Fracassio articola nei suoi lavori una narrazione ed una attenta rappresentazione di elementi simbolici pieni di significato.
Potremmo dire che nel suo lavoro la cronaca dei fatti diventa densa narrazione poetica, carica di significati simbolici e polisemantici. Fracassio è passato da una serie di piccoli lavori su tela, pervasi da racconti di viaggi minimali, dove emerge la passione per il segno e i materiali umili, a delle installazioni più ariose e complesse, presenti in questa esposizione, composte di ricercati bagagli e infiniti segreti nascosti dove il nostro occhio è portato a indagare. Dalla difficile condizione umana del profugo e del rifugiato, queste installazioni si presentano come vero e proprio scrigno di ricordi e di segreti intimi, pieni di memoria. In ogni singolo elemento la composizione assume delle forme e dei colori che alimentano la nostra fantasia.
Gli elementi o presunte valigie del viaggiatore sono così dei veri materiali teatrali, dei sottili meccanismi visivi, quasi mimetici alla realtà, ma che da essa si dissociano; ci accorgiamo con una attenta visione che sono materiali poveri e probabilmente scarti, abilmente manipolati nel gioco dell'arte dal maestro Fracassio e magnificamente sublimati per grandi racconti, che riportano l'arte al continuo gioco dei rimandi, alle continue connessioni del labirinto e alle infinite libertà interpretative dell’opera. In questa mostra, Fracassio riporta all'attenzione dei visitatori il "Vaso di Pandora", che contiene al suo interno innumerevoli citazioni artistiche e letterarie millenarie, e propone alla nostra visione un’arte dalle infinite interpretazioni della realtà e riflessioni sulle difficoltà e sulle contraddizioni legate alla migrazione contemporanea.
Web:
arte54.it