Domenica 7 maggio alle 11 sempre al Convitto Palmieri appuntamento con l'incontro "La lingua nel pallone o storia di una lingua speciale" con i linguisti Marcello Aprile e Rocco Luigi Nichil, entrambi docenti dell'Università del Salento. Alle 12 alla Libreria Liberrima la lezione magistrale "Le tante lingue del Web: convivenza tra parola scritta, parola detta e altri linguaggi nell’infosfera" di Massimo Palermo, ordinario di Linguistica italiana all'Università per stranieri di Siena. Dalle 21 (ingresso libero fino a esaurimento posti), infine, il Teatro Paisiello ospiterà il concerto finale con Raiz & Radicanto. Il cantante napoletano, voce e frontman degli Almamegretta, accompagnato alla chitarra da Giuseppe De Trizio e alla fisarmonica da Giovanni Chiapparino, proporrà infatti Musica Immaginaria Mediterranea. Un concerto nuovo, potente e raffinato al tempo stesso, in cui l'universo sonoro di voci che si intrecciano a ritmi cadenzati, gli echi delle corde, delle pelli e dei papiri, scivolano come rivoli di un racconto che sembra non avere mai fine. Brani d'autore di Raiz e degli Almamegretta riletti con ritmicità ed eleganza in una chiave destrutturata e riportata in filigrana alla propria essenza: la dimensione del viaggio. Cantighe sefardite, salmi, canzone napoletana, fado portoghese, ritmi nordafricani, mediorientali, asiatici: lingue e linguaggi che si inseguono, una "democrazia del pentagramma", il mediterraneo come una realtà panregionale, senza frontiere.
Stupore è una parola ambigua, che indica un’esperienza umana universale che, al contempo, è in relazione con la mentalità e la sensibilità collettiva di un’epoca. Stupore è una sensazione che segue un evento inusuale, l’effetto di meraviglia che può condurci a un risveglio, ma anche lo stordimento che segue la rottura della quotidianità, in seguito al quale trovare un nuovo orientamento risulta difficile. Nello stupore la grecità classica vide l’origine della conoscenza filosofica, esso accompagna l’esperienza artistica e religiosa, ma può anche essere segno di passività, il risultato di un atteggiamento che non nota le costanti del mondo circostante, e perciò si lascia sbalordire. Oggi avendo l’essere umano ricondotto gran parte del mondo a spiegazione razionale, non ci si stupisce più di ciò che avrebbe colpito, disorientandoli o meravigliandoli, uomini e donne d'altri tempi. Eppure, ci diciamo e ci sentiamo di frequente smarriti e sorpresi, mentre, per lo più con indifferenza, veniamo colpiti da una costante produzione di informazioni e impulsi audiovisivi. Vale forse la pena, allora, soffermarsi su cosa ci stupisce o ci dovrebbe stupire, e perché. Lo stupore è un’esperienza fondamentale, che mette in discussione le nostre categorie abituali e fa fiorire la curiosità.
Web:
www.festivaltreccanidellali...