«La storia non smetterà mai di insegnarci il futuro». È questo il motto che da 27 anni accompagna l'attività dei Radicanto, la storica band barese che prosegue nella sua attività di composizione e ricerca con il nuovo Tour 2023 che segue la scalata nelle classifiche mondiale dell’omonimo cd intitolato "Alle Radici del Canto". Il tour è sostenuto dal contributo di Puglia Sounds, e nasce dalla voglia di esplorare la musica del Mediterraneo attraverso la forma “canzone”, ripensandola in chiave d’autore e acustica.
«L’indagine culturale, filosofica e storiografica», spiega il fondatore del gruppo Giuseppe De Trizio, «ci ha portato a immaginare il nuovo tour come il compimento della nostra musica, un’opera di ricerca, rielaborazione e scrittura della musica tradizionale pugliese in chiave d’autore. Il lavoro rappresenta un compendio acustico e poetico, che affianca la riproposta dei brani folk alla scrittura originale di nuove composizioni». Il nuovo "Alle Radici del Canto" riecheggia dunque la principale caratteristica dei Radicanto, un percorso diacronico attraverso i tòpoi della tradizione viva pugliese e del Mediterraneo, pennellando canzone d’autore, suoni acustici e digressioni narrative. Si tratta di sguardi d’autore che superano ogni confine, storie non ufficiali, voci assolate, luoghi dell’anima, itinerari sonori.
OPERAZIONE FINANZIATA A VALERE SU FSC 2014-2020 “AZIONI DI VALORIZZAZIONE DELLA CULTURA E DELLA CREATIVITA’ TERRITORIALE - TURISMO”
Le canzoni sono antiche melodie e canzone d’autore con afflati rock, pop e jazz, che trovano la forma della ballata e della canzone, scelte come vettori per raccontare le memorie di una terra che diventa frontiera ad ogni approdo. Questo viaggio musicale si propone di riportare alla luce suoni e storie di terra e di mare, attraverso la ricerca e la rielaborazione del patrimonio della tradizione popolare che da essi deriva. Canti d’acqua e canti rurali, di stagioni che si alternano in un incessante dialogo con la vita di uomini e donne che si muovono sui bordi, sui confini, in un tempo in cui la produzione culturale è l’unico antidoto alla discordia e alla guerra.
«Alla “caccia alle streghe”», afferma la band, «noi intendiamo opporre l’insegnamento di Gustav Mahler: "coltivare la tradizione vuol dire alimentare un fuoco e non venerare le ceneri"». La struttura principale delle composizioni viaggia tra folk, rock, jazz, canzone d’autore ed fortemente incentrata sulla vocalità e sui timbri sia delle percussioni che degli strumenti a corda, mantice, fiati e plettri.
Al canto della splendida voce di e
Maria Giaquinto, si uniscono le armonie affidate alle chitarre di Giuseppe De Trizio e le parti tematiche dei timbri di
Adolfo La Volpe (chitarra elettrica e bouzouki), i sassofoni di
Claudio Carboni e le percussioni come il cajon e i timbri dei tamburi a cornice suonati da
Francesco De Palma.
Il risultato è una performance musicale d'impatto, votata al ritmo, alla melodia e alla memoria, con i suoi momenti d'autore che riecheggiano fra le note e che prendono forma nella poetica ruvida dei suoi cantori. È difficile non partecipare emotivamente a questa riappropriazione della nostra memoria, ricollocata nel contesto moderno e quindi, di ancora più immediata fruizione.
I Radicanto, nel loro percorso artistico vantano collaborazioni con alcuni tra i massimi esponenti della musica di tradizione, di quella antica, ma anche d'autore e jazz, sia in contesti cinematografici che in quelli live e discografici (Teresa De Sio, Raiz, Lucilla Galeazzi, Roberto Saviano).
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