Teatro dei Luoghi Festival: Compagnia di danza Mòra con Claudia Castellucci
Danza e balletto
Teatro
Penultimo appuntamento per il TEATRO DEI LUOGHI nel Parco Archeologico di Rudiae appuntamento internazionale con CLAUDIA CASTELLUCCI
in scena la Compagnia di danza Mòra, su Canti Znamenny della tradizione russa eseguiti dal vivo dal Coro In Sacris di Sofia, Bulgaria
Parco Archeologico di Rudiae (Le)
Sarà il Parco Archeologico di Rudiae al tramonto, ad ospitare il penultimo appuntamento del TEATRO DEI LUOGHI FESTIVAL INTERNAZIONALE 2023. Un luogo in cui il tempo sembra essersi fermato, dove gli spettatori potranno sentirsi parte di una connessione eterna tra passato e presente.
Ospite d’eccezione sarà CLAUDIA CASTELLUCCI, drammaturga, coreografa e didatta, co-fondatrice con Romeo Castellucci e con Chiara e Paolo Guidi della Societas Raffaello Sanzio - dal 2006 solo Societas.
Venerdì 28 luglio alle ore 19.00, in scena nell’anfiteatro, tra i resti dell’antica città di Lecce, LA NUOVA ABITUDINE un appuntamento internazionale con danza della Compagnia Mòra su Canti Znamenny della tradizione russa eseguiti dal vivo dal Coro In Sacris di Sofia, Bulgaria, con le coreografie della stessa Castellucci. Un evento straordinario che porterà il pubblico in un viaggio emozionante nel cuore dell'arte teatrale e dell'esplorazione dell'anima umana.
Figura di spicco nel mondo delle arti performative, vincitrice del Leone d’Argento nel 2020 per la Sezione Danza, l’artista cesenate accompagnerà gli spettatori in un cammino introspettivo attraverso un linguaggio poetico e simbolico, l'uso del corpo come strumento di espressione e come mezzo per indagare i misteri dell'esistenza, in una mescolanza di teatro, danza, musica e arti visive.
“Entriamo da spettatori nell’humus delle regioni europee settentrionali; un humus rivolto a oriente; un humus russo. Ciò che avviciniamo è il canto Znamenny, un antico canto liturgico ortodosso, di impronta greca, che si fonde con la tradizione rurale della musica russa. In questo contesto ci situiamo concretamente, con la tecnica di una danza intuitiva; con una conoscenza corporale primitiva; con la tecnica di una assimilazione che vuole mantenersi spettatrice, con discrezione e riguardo. Una nuova Abitudine, un abito nuovo. Avremo riguardo di una musica che è entrata a far parte della vita concreta delle persone al punto da farsi liturgia. Soprattutto lo avremo nell’utilizzare questa musica come basamento di una danza che cammina e che impara il movimento dai moti del fumo e dagli assalti spirituali della notte. Quando l’assalto contro le condizioni più alienanti dell’esistenza è condannato a essere vano nel luogo dove esse vigono, è decisivo fuoriuscire dalla loro sfera d’azione, dal momento che dal loro interno sono in grado di assorbire ogni opposizione. L’abbandono spaziale di simili luoghi è la ‘nuova abitudine’, che aspira a conferire alla propria esistenza lineamenti radicalmente mutati. Cambiare posto, andare in altri spazi, è questa anche l’ottica di un’atmosfera metafisica che orienta ora la nostra danza, cui partecipano anche alcuni Cantori del Coro di musica Aeterna di San Pietroburgo. Danzatori e Cantori abitano insieme sul palco, a coronamento di una lunga preparazione nel cuore di questa secolare tradizione corale dell’Europa Orientale”.
La radice bizantina del canto Znamenny (знамёна, segni), che fiorisce in ambito slavo, fa parte di quello stesso fondamento che ha potuto concepire l’Europa come un’unità, tra Oriente e Occidente. Nella storia, inoltre, questo canto sutura l’Europa a Est, nel suo percorso che dal Mar Nero si spinge su, sino al Mar Baltico: Bulgaria, Ucraina e Russia sono le terre dove tuttora soffia il canto Znamenny, su cui la danza è stata costruita. Questa storia profonda, conclusasi con la separazione netta, in ambito cristiano, tra due prospettive teologiche ed estetiche, riemerge in forma drammatica e attuale con un’altra gravissima divisione determinata dalla guerra della Russia contro l’Ucraina.
La danza pone come arte e ripropone come pratica, un linguaggio diverso sia dalle armi sia dalle parole e agisce, come è suo solito, secondo il parametro della musica, la cui universalità in termini di conoscenza è qualcosa che appartiene alla psiche umana e non alla retorica.
Rispetto al canto corale della tradizione ortodossa più nota, il canto Znamenny è avvolto da una veste semplice, assai lontana dalla pompa della liturgia slava. A causa del suo essenziale equilibrio esso appare modesto, dando a questo aggettivo tutto il suo significato originale, la cui radice è la stessa della parola ‘misura’.
La Compagnia Mòra (il nome è ispirato alla dicitura di Agostino nel suo De Musica, a indicare la più piccola pausa) ha soggiornato a San Pietroburgo, il principale Centro Studi dei Canti Znamenny, presso la sede di MusicAeterna, un’Orchestra diretta dal greco Teodor Currentzis dove La nuova Abitudine vede la sua genesi e la prima esecuzione, ad Ottobre del 2021.
Dopo lo scoppio della guerra non è stato più possibile proporre questa danza, sia per l’estrema difficoltà dei Cantanti di uscire dalla Russia che per il rifiuto generalizzato, che si incontra nei confronti di artisti e opere d’arte di nazionalità russa.
Attualmente la danza è accompagnata dal Coro maschile bulgaro In Sacris di Sofia.
VISITE GUIDATE AL PARCO RUDIAE: un'ora prima dello spettacolo sarà possibile effettuare una visita guidata nel Parco Archeologico di Rudiae a cura degli archeologi di A.R.Va srl Ingresso €6 (spettacolo escluso) Prenotazione visita +39 3495907685
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Lecce
Parco Archeologico di Rudiae
Lecce,Via A. Mazzotta
ore 19:00
ingresso a pagamento
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