Giunge nel vivo SENSO PLURIMO la rassegna curata da Marinilde Giannandrea giornalista, critica e docente presso il Liceo Artistico di Lecce: Cradle mostra-installazione di Giuseppe Teofilo, giovanissimo artista pugliese originario di Monopoli.
Il box progettato da Rune Ricciardelli ospiterà, questa volta, una dimensione onirica, surreale, immaginifica e fiabesca. Cradle, infatti, evoca immagini che oscillano tra illusioni e visioni dell’immaginario infantile dove si sovrappongono emozioni, sentimenti, rievocazioni e miti della propria cultura. Spesso le installazioni di Giuseppe Teofilo prendono corpo da due oggetti associati in uno, il cui duplice senso, combinato in un’unica forma, si riduce ad uno, estendendosi all’immaginario. Due significati, all’origine separati e distinti, che si fondono in uno per esprimere desiderio d’incognito e voglia di sensazioni rasserenanti e cullanti.
In questa installazione l’oggetto privilegiato è un’imbarcazione in simbiosi con un altro oggetto apparentemente incoerente in cui l’associazione non è casuale così come può apparire al primo impatto. Cradle di muove fra la barca-Icaro (con le ali), alla barca-cucchiaio, per giungere alla barca-culla.
La barca è l’usuale mezzo di navigazione per esplorare il mare (metafora dell’ignoto). Dotata di ali la barca non naviga ma vola per esplorare il cielo, l’immenso spazio celeste (metafora dell’incognito). Se invece si associa al cucchiaio diventa contenitore di cibo, mentre se si associa alla culla diventa contenitore di affetti, di profondi ricordi scavati nell’inconscio. In ogni caso l’imbarcazione non perde la sua primaria funzione di veicolo, come nel caso del cucchiaio per il cibo e nel caso della culla per i ricordi passati.
La barca-culla rinvia ad un viaggio nel passato più antico, così remoto da lambire emozioni inconsce collegate alla culla a quelle sensazioni che fanno riaffiorare l’innocente gioia infantile.
E’ in questo mare dilatato, esteso tra i ricordi dello strato più profondo dell’infanzia e l’ignoto futuro, tra il desiderio di perdersi ma nello stesso tempo di ritrovarsi in se stessi, in un’ottica freudiana, in cui il futuro è un continuo ritorno al passato, in una regressione all’inconscio, che consiste uno dei sensi dell’opera di Teofilo.
Da venerdì 29 Gennaio a mercoledì 17 Febbrraio 2010
vernissage ore 19,00
Cantieri Teatrali Koreja
Lecce
Info: 0832/242000
Web:
www.teatrokoreja.it