Spazi in memoria | Radici di e con Antonio Anzilotti De Nitto
Cittadinanza attiva
Teatro
RADICI
di e con Antonio Anzilotti De Nitto
Cosa vediamo di un albero?
Il tronco, i rami, le foglie, i fiori e, se arriva ad esprimersi pienamente, i frutti.
Tutto quello che vediamo di un albero è il risultato dello sviluppo delle sue radici e da quanto esse siano ben radicate nel terreno, alle volte, talmente forti da emergere ed essere visibili in superficie.
Per salvare un albero da una terra morente lo si estrae insieme alle sue radici, se lo si vuole uccidere si separano tronco e radici, tagliandolo di netto.
Quello che resta sarà il segno di una vita non espressa.
Una vita tagliata è come un albero che non ha potuto esprimersi pienamente.
Una vita che viene spezzata sfuma e si perde nel tempo ma le sue radici, proprio come quelle di un albero, restano nella terra e sono storia.
È quanto accade in RADICI, dove storie sepolte e quasi dimenticate sono capaci di riemergere e provocare i loro effetti ancora oggi grazie alla forza vitale che le spinge fuori dal terreno. Una forza vitale che deriva soprattutto dal loro essere diverse dalle altre, ed è proprio la “diversità” la tematica che viene affrontata nell'opera.
Per raccontarla viene utilizzato un punto di vista estremo, tipico di un periodo storico in cui la diversità è stata oggetto di ghettizzazione, deportazione e sterminio. Nei campi di concentramento nazisti la stella di Davide (due triangoli gialli sovrapposti) è stata il simbolo e lo stigma, per eccellenza, della diversità, intesa come inferiorità. Ogni sua colore rappresentava una determinata categoria di persone: giallo per gli ebrei, marrone per gli zingari, rosa per gli omosessuali, blu per gli emigrati, nero per gli asociali (tra cui vagabondi, etilisti, malati di mente, prostitute, lesbiche, ecc), rosso per i prigionieri politici, verde per i criminali, viola per i testimoni di Geova e ancor prima l'operazione T4, attraverso la quale venivano uccisi soggetti adulti e bambini con disabilità e disordini psichici. Allo stesso modo anche qui si declinerà la diversità attraverso una serie di monologhi che si susseguiranno offrendo ogni volta un punto di vista differente, e portando alla luce storie spesso dimenticate dello sterminio.
Un'opera che ha un intento divulgativo rispetto ad un passato che fatica a passare e che vuole recuperare storie ormai dimenticate ma ancora capaci di generare una riflessione su quanto è accaduto e quanto accade. Cercando, in ultima analisi, di trovare connessioni con il razzismo presente e svelare l’umano nei suoi aspetti più comuni e sostanziali come la paura, la rabbia, l’amore, il coraggio, le speranze, i desideri, la famiglia, l'amicizia, i legami…
PREMI
2019 – Calabria Teatro Festival – Premio del Pubblico
2019 – Finalista Roma Fringe Festival – Menzione Speciale della Stampa:
“Per meriti storici e culturali”
“Spazi in memoria” è un ciclo di 4 incontri per ricordare a modo nostro, attraverso l’arte, cioè che è stato, i protagonisti e le storie dell’Olocausto.
⚡️ PROSSIMI APPUNTAMENTI
🔸 ven 2 feb | "Spazi in memoria" - LA CASA ROSSA | incontro a cura di Carlo Palmisano + concerto "2x6" di e con Mauro Francioso e Vincenzo Vitti
🔸 sab 3 feb | "Spazi in memoria" - RAM | concerto di e con Alessandro Vignola "Neurorbital" e Mirko Lodedo
🔸 dom 4 feb | "Spazi in memoria" - ZHORAN | spettacolo teatrale di e con Giuseppe Ciciriello e Piero Santoro
📅 giovedì 1 febbraio
👉 apertura porte ore 20.30 - inizio spettacolo ore 21.30
⚡️ingresso 3€ - tessera 2023/24 obbligatoria
posti limitati - consigliata la prenotazione
‼️ L’ingresso a Retroscena è consentito solo ai tesserati Casarmonica/Retroscena
Il contributo della tessera annuale e di 10€ e ti permetterà di partecipare a tutte le iniziative organizzate da Casarmonica e a Retroscena: incontri, concerti, workshop, tornei, cineforum, laboratori e tanto altro
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Ceglie Messapica (Brindisi)
Retroscena
via Beato Angelico, Ceglie Messapica
ore 21
ingresso riservato ai soci
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