Il sabato letterario - presentazione del libro Sudapest
Teatri e auditorium
Incontri culturali
Primo appuntamento con "il sabato letterario" del Train De Vie: incontro in cui terremo la presentazione del libro "Sudapest" di Irene Leo, che verrà svolta con l''ausilio di una voce narrante accompagnato da un musicista che suonerà delle melodie stabilite con l''autrice.
Inoltre sarà possibile la degustazione di thè, infusi, dolci e altro; il tutto per creare un momento nel quale è possibile coniugare la vita frenetica di ogni giorno con il gusto per la discussione e la condivisione dell''amore per la letteratura.
Evento creato in collaborazione con il Circolo arci "Train de Vie", la "libreria del teatro" e ass. "Giosef Puglia"
La scrittura ha un immenso potere che fa viaggiare nel tempo e nello spazio, ha la facoltà di rievocare mondi e infinti universi paralleli dove le storie si intrecciano, colmano vuoti, si ricostruiscono senza posa sino a creare quella che è una possibile versione dei fatti. Raccontare il Sud dopo Salvatore Toma, Claudia Ruggeri, Vittorio Bodini e Antonio Leonardo Verri, risulta impresa ardua dal momento che la riscrittura dei luoghi, di questi luoghi, di un Salento ormai mitico e spesso inutilmente mitizzato all'ombra di ulivi, del morso del ragno che estasi e ritmo produce più del volo di S. Giuseppe da Copertino, e del morboso barocco, terribile e obliquo, è affare che rientra nella possibilità. E una tra le tante chiavi di lettura più psichica che cosmica di questo "Sud del Sud del mondo", risulta essere quella di Irene Leo, poetessa dal grande respiro e dall'immensa generosità nel ritmo e nella resa immaginifica della scrittura e del suo performare semantico. Conosco da tempo Irene Leo e ho sempre associato il suo incedere nel mondo dei versi come una speranza, che ha fame di vita, inappagabile, inavvertita nel trascorrere del Tempo che ormai di divora se stesso nello slegarsi dei fatti, delle cose, delle storie che narrano di amori, solitudini, e occasioni mancate.
Un tempo che fa i conti con il precariato esistenziale, che è liquido e vischioso, immateriale abisso dell'incertezza senza alcun argine e margine, mappa di un mondo che nella deriva degli sradicamenti affettivi crede di essere nel giusto. Questo è Sudapest di Irene Leo edito dalla Besa editrice, e che poi parli di una storia d'amore o più nuances dell'Amore si capisce che è un pre/testo, l'anticamera di una pesante melanconia che accarezza il cuore e di lui si beffa, che fa sorridere in maniera amara e crea solo disillusione. "I giorni qui portano sulle nocche i calli e le ferite di civiltà deserte, cugine di un'era grande che rivedi negli occhi e nelle curve generose, vere opere d'arte oltre le architetture d'azzardo mesciate a terra e sudore. Sono ricco. Ho qui con me sacchi interi di dignità in foglie ed olive e mani consunte che urlano e gemono nelle ore del giorno. Le osservo, me le guardo, le nascondo" questo dice Rodolfo - maschera principe su un palco dove la vita viene recitata con amarezza e un senso di deriva fortissimo in questo Sudapest -presentandosi. Non è un poemetto, il ritmo è quello della prosa poetica non tanto selvaggia, ma costruita oltre l'essere un mestierante della parola. Chi si avvicina a questo lavoro deve essere avvertito: potremmo dire "hic locus terribilis est" proprio come all'ingresso della piccola chiesa di Rennes les Chateaux. Già perché il lavoro di Irene Leo ci fa capire come sacro e profano sono ancora in lotta nelle nostre vite e spesso la scelta non può chiudersi su un oggetto ben definito, perché perennemente in bilico.
Sabato 20 Febbraio 2010
alle ore 19.30
Presso il Circolo Arci "Train de Vie" via Carducci angolo via Labini
Bitonto