PALESTINA……IN ATTESA DELLA PACE
Presentazione del libro di Mahmud Darwish
‘Non ti scusare per quel che hai fatto’
Raccolta di poesie scritta nel 2004 e tradotta nel 2023 per Crocetti ed.
Intervento di Sana Darghmouni, traduttrice e docente di lingua araba, all’Università di Bologna che dialoga con Lucia Cupertino, poeta.
Letture di Rita Darbasani e Lucia Diomede
Pubblicata nel 2004 Non ti scusare per quel che hai fatto è una delle ultime sillogi di Mahmud Darwish, e contiene 47 liriche brevi e sei poesie lunghe che nella parte conclusiva rimodulano in maniera più articolata alcuni dei temi anticipati. Già nell’epigrafe il poeta evoca Una telepatia di menti o una telepatia di destini mettendo a confronto la citazione di Abu Tammam “Né tu, sei tu, né le dimore sono dimore” e quella di Lorca “E ora nemmeno io, sono io, né la dimora è casa mia”. Il luogo, quindi, costituisce un elemento fondamentale in cui l’io poetico viene declinato in una grande varietà di assetti temporali: storici, mitici e del quotidiano che rispecchiano la sua visione dell'umanità in generale e del palestinese in particolare vista la catastrofe, il trauma e l'espatrio a cui quest’ultimo è stato sottoposto nella sua terra e all'estero. L’andamento stesso della raccolta è vivacizzato dal fatto che spesso piccoli gruppi di due o tre liriche aprono un dialogo tra di loro creando accostamenti e incroci, nei quali il luogo chiuso rimanda all'appartenenza, alla nostalgia e alla comunione mentre quello aperto riporta alla dissociazione, ripugnanza e paura dell'ignoto.
Mahmud Darwish, poeta palestinese nato il 13 marzo del 1941 in un villaggio chiamato al-Birwah, situato in Galilea, ma raso al suolo dall’esercito israeliano in seguito all’occupazione del ’48 e quindi scomparso dalla carta da allora. I genitori di Mahmud decisero di rifugiarsi temporaneamente in Libano, per evitare il massacro organizzato ma riuscirono a rientrare in Palestina clandestinamente dopo un anno. Le sue prime opere risalgono agli anni tra il 1966 e il 1970 e daranno un forte nutrimento alla cultura della resistenza. Nel 1970 Darwish conosce un secondo esilio quando decide di abbandonare la Palestina, dopo aver subito umiliazioni, arresti e condanne continue da parte degli israeliani a causa del suo impegno e attivismo, trascorrendo così la sua vita in periodi diversi tra città e capitali sia arabe che europee. In seguito agli accordi di Oslo nel 1993, Darwish ritorna in Palestina e si stabilisce tra Ramallah e Amman fino all’anno della sua morte a Houston nel 2008. Tra le sue opere Una memoria per l'oblio (1987), Meno rose (1986), Undici astri (1992), Murale (2000), Stato d’assedio (2002).
Sinossi libro
Pubblicata nel 2004 Non ti scusare per quel che hai fatto è una delle ultime sillogi di Mahmud Darwish, e contiene 47 liriche brevi e sei poesie lunghe che nella parte conclusiva rimodulano in maniera più articolata alcuni dei temi anticipati. Già nell’epigrafe il poeta evoca Una telepatia di menti o una telepatia di destini mettendo a confronto la citazione di Abu Tammam “Né tu, sei tu, né le dimore sono dimore” e quella di Lorca “E ora nemmeno io, sono io, né la dimora è casa mia”. Il luogo, quindi, costituisce un elemento fondamentale in cui l’io poetico viene declinato in una grande varietà di assetti temporali: storici, mitici e del quotidiano che rispecchiano la sua visione dell'umanità in generale e del palestinese in particolare vista la catastrofe, il trauma e l'espatrio a cui quest’ultimo è stato sottoposto nella sua terra e all'estero. L’andamento stesso della raccolta è vivacizzato dal fatto che spesso piccoli gruppi di due o tre liriche aprono un dialogo tra di loro creando accostamenti e incroci, nei quali il luogo chiuso rimanda all'appartenenza, alla nostalgia e alla comunione mentre quello aperto riporta alla dissociazione, ripugnanza e paura dell'ignoto.
Ingresso libero.
Web:
www.alma-terra.info