Domenica 28 febbraio 2010
Nella cenere, ispirato alla storia di Cenerentola
Teatri e auditorium
Nella cenere
liberamente ispirato a "Cenerentola"
di Giovanna Facciolo
La fiaba più diffusa nel mondo. Per “favole&TAmburi”, rassegna di teatro ragazzi e per famiglie realizzata dal Teatro Crest nell’ambito del progetto “Teatri Abitati: una rete del contemporaneo”, domenica 28 febbraio 2010, alle ore 18, al teatro TaTÀ di Taranto, in via Grazia Deledda, Nella cenere, liberamente ispirato a “Cenerentola”, drammaturgia e regia Giovanna Facciolo, con Adele Amato de Serpis, Valentina Carbonara, Cristina Messere, scene Roberto Crea, costumi Elena Cavaliere e Stefania Virguti, luci Paco Summonte, produzione I Teatrini (Napoli).
Cenerentola vive tra cenere e polvere, dorme arrotolata nel pentolone del focolare, e lì sogna. Sogna di andare al ballo, di uscire da quell’inferno dove ha perso tutto: la madre, l’amore del padre, la spensieratezza e l’agio in cui viveva, persino il nome. Sogna di riscattarsi da quella cenere che cosparge la sua esistenza, dalla sua condizione di sfruttata e dimenticata, da quelle terribili sorellastre che la costringono a sottostare ad ogni loro volere, secondo le regole del sempiterno bullismo, che come in ogni epoca, ruba ciò che non ha, sfruttandolo e umiliandolo. E Cenerentola è tutto quello che le sorelle non hanno: è sensibile, paziente, piena di grazia, nonostante tutto quello che deve sopportare. Una grazia che viene dal cuore, che è la sua bellezza, la sua forza. Ed è tra la cenere in cui vive che, con l’aiuto della madre-fata, riafferra le sue radici, la sua identità sepolta, il filo per tessere il proprio destino, per crescere. Cenerentola risorge dalle sue ceneri, è proprio il caso di dire: dal pentolone nascerà una magnifica carrozza e dalle ragnatele un bellissimo vestito. Cenerentola andrà al ballo: per lei ricomincia una nuova vita che le renderà giustizia, dove sarà amata, stimata, apprezzata.
Esistono infinite versioni della fiaba di “Cenerentola”, la più antica sembra essere quella cinese. Questa ricchezza è stata stimolo di suggestioni che hanno contribuito molto alla traduzione drammaturgica e registica di Giovanna Facciolo.
Ingresso unico adulti e bambini 5 euro. Prenotazione consigliata ai numeri 099.4725780 - 366.3473430.
Domenica 28 febbraio 2010
ore 18.00
via Grazia Deledda quartiere Tamburi
TaTÀ
Taranto