Penultimo vernissage per SENSO PLURIMO la rassegna curata da Marinilde Giannandrea giornalista, critica e docente presso il Liceo Artistico di Lecce: giovedì 18 marzo alle ore 19.30 (visitabile fino a lunedì 5 aprile) il box progettato da Rune Ricciardelli ospiterà “Una sola moltitudine” (ingresso libero) personale di Fulvio Tornese, architetto e pittore leccese.
Le forme regolari e semplici, le calde tonalità cromatiche, le figure statiche, il segno definito e vivace, i piani e i volumi spesso inclinati caratterizzano le opere di Fulvio Tornese. Ogni scena, pur nell’ingenuità di linee e segni, è una rappresentazione dei suoi sogni in cui il protagonista incontrastato è l’uomo e il suo io che in un continuo confronto tra mondo interiore ed esteriore cerca di caratterizzare l’identità del suo “essere”, tratteggiato in un omino-gigante che girovaga nello spazio in direzione orizzontale, verticale e obliqua, con indosso un grande e goffo abito. Una figura goffa e imponente inserita in un ambiente surreale molto distante dalla sua intima realtà.
Nell’opera Twister l’omino levita in aria sospinto da un tornado che tutto avvolge e aspira nel suo flusso vorticoso anche ciò che è stabile e fisso. Pure nel dipinto Sempre lì l’omino è una figura-aquilone che plana nello spazio etereo tra instabili elementi urbani.
In Mr Led, invece, è un omino-dirigibile che rientra nel suo pianeta con gli occhi sgranati di stupore. In Siniscalco, al contrario, è un omino-omone che, infagottato in un grande soprabito, è inchiodato nel suo civico dominio su cui regna incontrastato con la bacchetta e con la mano-tentacolo per meglio agguantare.
Ma chi è, cosa attende, cosa cerca l’omino in paltò di Tornese, che vive in un ambiente urbano in cui l’assenza di ogni regola prospettica lo rende sensibilmente ironico, fiabesco e fantastico? Il goffo omino è probabilmente la proiezione di ansie e di desideri, di paure e di illusioni di un essere sicuramente fragile e smilzo, celato nelle sembianze del gigante e a tradire la sua gracilità sono la minuscola testa che schiude esilmente dal bavero, i piccoli piedi e le minute mani inermi che spuntano lungo i fianchi del suo impermeabile. E’ certamente un timoroso omino-testuggine pronto a sottrarsi agli attacchi esterni rincasando nel suo carapace. E di cosa ha paura? Forse della realtà sociale odierna in cui non trova quell’io con il quale confrontarsi? O forse ha paura di quello spazio atopico, così anonimo nel quale l’io si annulla?
La ricerca del suo simile, al quale aggregarsi per formare un gruppo con il quale dirigersi verso la “meta ignota”, è certamente il motivo per cui si aggira in uno spazio irreale così come accade all’omino di Ti-incontrerò che quatto quatto vaga nel vuoto in attesa che le sue braccia-pinne si trasformino in ali per spiccare il volo per incontrare i suoi compagni di viaggio. E la spiegazione è nell’installazione Una sola moltitudine formata da diciotto omini che, come uno stormo solitario, in cerca della riva su cui svernare, vola sospeso in uno spazio etereo, guidato da un istinto primordiale, verso spiagge ancestrali e primigenie su cui riposare. E’ forse questo il reale destino che Tornese liricamente indica con un linguaggio onirico espresso in colori e in simboli che variano da sogno a sogno, da tela a tela.
Ogni opera di Tornese ha un suo tono cromatico che esprime un’atmosfera fiabesca, onirica, ma anche ansiosa, che vagamente rimanda all’arte della nuova figurazione degli anni Ottanta di sapore surrealista.
18 marzo – 5 aprile 2010
Cantieri Teatrali Koreja
Lecce
Info: 0832.242000 – 0832.240752
Web:
www.teatrokoreja.it