Il Sonno (Perdute lettere)
Teatri e auditorium
Il Gruppo IDIOTECREATURESALVE presenta:
Il sonno (Perdute lettere)
drammaturgia: Giulio Nocera e Carolina Spanevello
regia e coreografia: Giulio Nocera
aiuto regia: Ludovica Battista e Domenico Antonino
con Ilaria Lillo e Francesco Cucci
riprese video: Daniela Baldassarre
costumi: Paola di Giulio e Licia Pansini
musiche a cura di Francesco Amoruso e Giulio Nocera
In scena sono due personaggi, forse stereotipi contaminati, a-formi e fluidi o forse spiragli in cui intravedere un’Umanità intera al suo risveglio, lungo un attimo e un’eternità, che si offre allo spettatore in forma di residui di personalità ammaccate.
Giacomo e Candida sono Eroi d’una mitologia che tenta di salvare il mondo contemporaneo dalla sua stessa triste condizione e al contempo nulla più che un uomo e una donna difettosi, con mani, piedi e lingua ben conficcati in esso, nella sua terra, nella sua materia.
La loro storia, pur risucchiata in un vortice d’azioni impercettibili, si nutre di battaglie crude, lotte e antinomie continue, evidenze della fatica necessaria di vivere vite consacrate alla Ricerca dei Quel Senso che sfida il cupo Vuoto di domande; con occhi incavati nelle proprie profondità combattono contro se stessi tra sonno e veglia, poesia e prosa, scena e vita mentre il loro codice è sfatto, disfatto, decomposto. Sono queste le perdute Lettere, al contempo rovina e rinascita per due giovani finalmente liberi di fraintendersi e omettersi in insanabili corto circuiti tra segno e senso: non possono che viaggiare paralleli e separati da uno schermo di computer nel loro individualismo, germe generazionale, in cui inspiegabile, controverso, perverso si costruisce un quasi-amore sospeso nel tempo e nello spazio.
Ma Giacomo e Candida non si accontentano di questo. Li attraversa piuttosto come lama fluida un’intuizione filosofica tanto antica quanto inevitabilmente ribelle: una possibilità che sfida il futuro di un mondo ostinato e miope, affonda i suoi artigli nelle convinzioni più profonde di una società, la nostra, a metà tra il lume imperante della tecnica e la notte stellata del fideismo: che l’uomo possa non esser macchina e soprattutto possa non esser spiegato come tale? Sarà per loro dolorosa la scoperta ed estrema la soluzione amputata e protetta all’interno di una sacca d’irrealtà. Con le loro tesi liberamente assunte e buffamente indimostrate si inchinano al mondo e gli sorridono sornioni.
Lo spettatore è chiamato ad abbandonarsi alle loro verità a volte dogmatiche e a seguirli, ma non per questo è esentato dal dovere di tentare risposte soddisfacenti da dare a se stesso e idealmente a chi riceverà il suo testimone storico. Esso è ben consapevole del suo posto in scena: è nel mondo, accanto al Coriurgo, che, scaltro e acuto osservatore, si trova finalmente Egli stesso chiuso in un loculo oscuro, quasi a doversi difendere dalla furia pacata di Giacomo e Candida che danzano e viaggiano senza più limiti di spazio e sotto il ticchettare originale di un nuovo Tempo Beffardo, che si prende gioco della Frenesia e della sua intrinseca assurdità.
È un’assalto ai muri della fortezza dove tristi dimorano la Bellezza del pensiero, la Poesia, la Magia del saper creare… Quasi scomparse nella banalità delle forme.
Ed eccoli Giacomo e Candida: Creature idiote, ma infine salve.
Giovedì 15 Aprile 2010
Ore 21.00
La Taverna nuova del Maltese
VIA NICOLAI 22
INGRESSO LIBERO
Bari
Info: 334 8797103