A Koreja LE VOLPI
uno spaccato sulla provincia italiana ambiziosa e corrotta
in scena anche Giorgio Colangeli, Nastro d’Argento per La cena di Ettore Scola
20 dicembre 2024
Cantieri Teatrali Koreja - Lecce
Affascinante e ricca di complessità, la provincia italiana è un luogo in apparenza statico e distante dal clamore delle grandi città, ma che, proprio per questo, diventa un teatro privilegiato per osservare le dinamiche umane in tutta la loro autenticità. La provincia non è solo uno spazio geografico, ma un microcosmo in cui si intrecciano storie di ambizione, conflitto e potere.
Da questa premessa prende spunto LE VOLPI, lo spettacolo di Lucia Franchi, Luca Ricci, fondatori della compagnia CapoTrave, in scena ai Cantieri Teatrali Koreja venerdì 20 dicembre alle ore 20.45.
Sul palcoscenico Giorgio Colangeli, uno degli attori più richiesti e amati del cinema d’autore italiano vincitore del Nastro d’Argento nel 1999 per La cena di Ettore Scola; Manuela Mandracchia, una delle interpreti più affermate del teatro italiano, attrice per storici allestimenti di Luca Ronconi, vincitrice di 2 Premi Ubu e Federica Ombrato attrice teatrale e cinematografica diretta, tra gli altri, da registi del calibro di Marco Bellocchio. Scritto a quattro mani, Le Volpi è un testo calibrato e intelligente che esplora la linea d’ombra tra politica e vita privata. O meglio, quel territorio scivoloso dove si fa presto a scambiarsi favori ambigui, a barattare l’interesse pubblico con guadagni personali.
Ma chi sono veramente le volpi? Sono loro, i tre protagonisti, per quanto ciascuno faccia di tutto per negarlo. Sono personaggi presi ciascuno dalle proprie priorità, ciascuno fermo sul proprio punto di vista a discapito del resto, convinto o convinta che per poter raggiungere il proprio obiettivo, ogni carta vada giocata.
Nell’ombra di una sala da pranzo, all’ora del caffè, in un’assolata domenica di agosto, si incontrano due piccoli notabili della politica locale e la figlia di una di loro. Tutto intorno i pensieri volano già al mare e alle vacanze, eppure restano da mettere in ordine alcune faccende che interessano i protagonisti della storia.
Davanti a un vassoio di biscotti vegani, si confessano legittimi appetiti e interessi naturali, si stringono e si sciolgono accordi, si regola la maniera migliore di distribuire favori e concessioni, incarichi di servizio e supposti vantaggi.
Man mano che ci si addentra nel discorso, si inizia a comprendere che, a proprio modo hanno anche delle ragioni valide. Vale per il sindaco che non vuole che venga chiuso un reparto d’ospedale, vale per la dirigente che è restia a intercedere presso la regione tramite canali personali, vale la figlia che vorrebbe ritornare a lavorare alla direzione del museo contemporaneo locale, mettendo a servizio le sue competenze di professionista al contrario dell’attuale dirigente, galoppino e poco preparato. E però, in una logica pesantemente viziata, a fronte di pur giuste motivazioni di partenza, ogni mezzo diventa lecito.
La provincia italiana è la vera protagonista della vicenda, quale microcosmo in cui osservare le dinamiche di potere, che hanno sempre a che fare con i desideri e le ossessioni degli individui. Morbidamente, si scivola dentro un meccanismo autoassolutorio per cui è legittimo riservarsi qualche esiguo tornaconto personale, dopo essersi tanto impegnati nella gestione della cosa pubblica.
La corruzione è proprio questo concedere a se stessi lo spazio di una impercettibile eccezione. Come scrive Leonardo Sciascia nel suo romanzo Todo modo: “i grandi guadagni fanno scomparire i grandi principi e i piccoli fanno scomparire i piccoli fanatismi”.
Web:
www.teatrokoreja.it