Lino Conte in ’U muerte abbevesciùte
Teatri e auditorium
Nuovo appuntamento con la rassegna “Signori su il sipario – Lino Conte 40 anni di palcoscenico” organizzata dall’associazione culturale Nuove Idee. Dopo il successo con lo spettacolo musicale “Se potessi avere 1000 lire al mese”, il quarto e penultimo appuntamento della kermesse, propone la prima in assoluta della nuova commedia di Lino Conte "’U muerte abbevesciùte”, in scena sempre la compagnia tarantina I Fliaci. Ancora una volta l’autore nella scrittura scenica, notoriamente ironica e comica, ha trattato temi sociali di grande attualità: i valori della famiglia, il rispetto e l’affetto per gli anziani, lo scandalo che ruota intorno ai funerali e soprattutto nel cimitero, la speculazione che spesso, l’uomo, non rinuncia a fare nemmeno d’innanzi ad un defunto. Inoltre, in questa divertentissima storia che vede protagonista la famiglia Capozza, parallelamente, l’autore denuncia un altro scandalo, quello dei talent show, tutto quello che c’è dietro ad alcuni di queste organizzazioni: speculazioni degli organizzatori, delusioni e illusioni dei giovani aspiranti. Insomma una commedia che pur nello stile comico è ricca di contenuti.
Questa in sintesi la storia. Emanuele Capozza è morto, mentre in casa moglie, figli e parenti piangono il loro caro, qualcuno intorno cerca di approfittare della situazione. Chi? Un venditore di casse da morto che nemmeno conosce il defunto e che tra un espediente e l’altro riesce a conoscere e sapere tutto di lui e quando è ben informato si presenta innanzi al capezzale del morto cominciando a piangere fingendosi amico, insomma il classico chiangiamuerte con lo scopo di vendere la cassa da morto e gli “affini”. Poi, c’è un altro personaggio, ‘u pruecamuerte, che attraverso altri espedienti, entra in casa e cerca di vendere il “posto” buono per il morto. Un posto con marmo di prima scelta, luminaria speciale e soprattutto, personale addetto ai lavori, “ attento e scrupoloso” altrimenti “v’arronzene”, sostiene l’imbroglione, aggiungendo: “per questo è molto importante che vi mettiate in mani esperte, sicure e “oneste”se volete far fare bella figura al morto”.
Intanto, il giovane Salvatore Capozza, figlio di Emanuele, vince le selezioni per un concorso canoro di nuovi talenti. Tanti sono stati i sacrifici per partecipare e lunga è stata l’attesa per conoscerne i risultati e quando la telefonata arriva, la speranza del giovane è frantumata per la morte del padre, tra l’altro ancora in casa in attesa del funerale e a malincuore decide di non partecipare. La madre, però, consapevole dei sacrifici e della speranza che il figlio aveva posto per questo concorso gli dice di partecipare perché avrebbe fatto piacere anche al papà. Il giovane, però, non sa cosa fare, anche perché le “malelingue” danno adito a pettegolezzi, specialmente da parte della comarella Teresa … “Come? Papà à muerte e tu ve cande?”.... Poi ci si mette anche nonno Pasquale che, considerata l’età, non ragiona più molto bene e ne combina di tutti i colori. Insomma, la storia si intreccia e divertirà il pubblico con imprevedibili colpi di scena.
Giovedì 8 aprile
Ingresso 20.30 sipario 21.15
Teatro Orfeo
Taranto
Prevendita Via Argentina 26 - Infoline 0997323472 - 3484556166