Le nuvole
Teatri e auditorium
È visionaria e ironica la lettura che Antonio Latella offre del classico di Aristofane «Le nuvole», spettacolo atteso in esclusiva regionale al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi martedì 13 e mercoledì 14 aprile, alle ore 20.30, per una doppia rappresentazione che lunedì 12, alle ore 18, verrà preceduta da un incontro introduttivo a Palazzo Granafei-Nervegna con il professor Antonio Lamantea.
Tra le figure di spicco della nuova scena teatrale italiana, Latella mette in scena un cabaret trascendente (presentato con grande successo al Festival dei due Mondi di Spoleto la scorsa estate) nel quale i quattro interpreti (Annibale Pavone, Marco Cacciola, Massimiliano Speziani e Maurizio Rippa) abitano un teatrino nel teatro sulle musiche del gruppo rock Oasis.
Vestiti rigorosamente di nero, con scarponi da clown, maschere, tutù e piume di struzzo, i quattro attori scendono sul ring per affrontare la lotta nella quale si compie la morale di Aristofane. L’autore racconta di come Strepsiade abbia deciso di farsi dare lezioni di sofistica da Socrate per respingere i creditori del figlio Fidippide. Socrate lo accoglie sotto l’auspicio delle Nuvole, le nuove dee dei sofisti che il geniale regista napoletano trasforma in scheletri sospesi e parlanti. Quelle stesse Nuvole che suggeriscono a Strepsiade di mandare a scuola il figlio. Il quale impara molto bene come tenere lontani i creditori. Ma, poi, con la stessa dialettica spiega al padre che è per il suo bene se ha deciso, dopo il tirocinio, di prenderlo a bastonate in una scena nella quale Latella, facendo apparire tre scimpanzé, rievoca la sequenza cult di «2001. Odissea nello spazio» di Kubrick, per raccontarci con una straordinaria forza espressiva la regressione dell’uomo ad animale feroce.
Quando «Le nuvole» vengono rappresentate per la prima volta nel 423 avanti Cristo, Aristofane è un giovane commediografo ma già affermato. E con questa nuova opera - oggi la più rappresentata commedia dell’antichità con «Gli Uccelli», «Lisistrata» e «Le rane» - coglie forse il suo successo più importante. Aristofane si propone di analizzare l’intellettuale e la sua influenza sulla società. E affida il ruolo del protagonista a un vecchio contadino costretto a cercare una salvezza in Socrate e nei suoi discepoli in seguito ai debiti contratti dal figlio. Aristofane, che viveva, il suo presente come decadenza dell’età d’oro di Atene e contestava sia la politica della supremazia ad ogni costo, sia la filosofia e la poesia che si erano allontanate dalla tradizione per ricercare nuovi metodi e linguaggi, rappresenta il grande filosofo come un vecchio buffo, maestro di disonestà intellettuale. E l’involontario protagonismo di Socrate diventa il motore dell’ilarità che quest’opera suscita ancora oggi negli spettatori. Aristofane si fa beffe dei sofisti e delle nuove filosofie, viste come sistemi di ragionamento nei quali ciò che conta non è più la difesa dei valori e della giustizia, ma l’abilità dell’eloquio, il saper rigirare le parole a proprio vantaggio, anche quando si ha torto marcio. Propensione molto diffusa nella contemporaneità. Quanto basta per considerare «Le nuvole» uno spettacolo di straordinaria attualità.
Martedì 13 e Mercoledì 14 aprile
ore 20.30
Nuovo Teatro Verdi
Brindisi