Ernesto Bazan presenta BazanCuba
Incontri culturali
Ci sono voluti solamente 14 anni di vita e fotografia a Cuba, e poi due intensi anni di editing, messa in pagina e finalmente tutte le fasi di stampa per dare alla luce il nuovo libro di Ernesto Bazan intitolato semplicemente Cuba.
Approdato sull'isola per la prima volta, quasi per caso, nell'autunno del 1992, Bazan ha intrapreso una love story durata quattordici anni. Per le strade dell’Avana ha ritrovato la sua infanzia siciliana perduta e inconsciamente cercata invano durante molti viaggi in giro per il mondo.
“Per tanti anni Cuba l'avevo fortemente desiderata come si desidera una donna che incontri e non riesci più a togliertela dalla testa. Sono quasi certo d’esserci vissuto in un'altra vita” ha scritto nelle pagine del suo diario.
E lì ha trovato la sua compagna di vita Sissy e da questa unione sono nati i loro gemelli Pietro e Stefano.
Il libro contiene stralci del suo diario, provini, riflessioni e citazioni di vari autori che riassumono la filosofia di vita e di lavoro del fotografo.
Uno degli aspetti più straordinari di questo libro, stampato su una bellissima carta opaca utilizzando degli inchiostri appositamente creati per la stampa, è stata la partecipazione corale di oltre 40 dei suo studenti (Bazan da oltre otto anni si dedica esclusivamente ad impartire i suoi workshop in America Latina, a New York e nella sua Sicilia natale) nella cernita delle fotografie, la sequenza e il lay-out del libro.
Ma l'aiuto dei suoi fedeli alunni non s'è limitato solamente a questa prima fase, Bazan è infatti risuscito ad autoprodurre la pubblicazione del suo lavoro grazie alla grande generosità dei suoi discepoli che hanno preacquistato copie dell'edizione limitata del libro contenente una stampa originale firmata e numerata dell’autore.
L'essere riuscito a mantenere il totale controllo di ogni singola fase della produzione ha permesso al fotografo di raccontare la sua storia in maniera personale e intima, mantenendo la piena sovranità e indipendenza di tutti i contenuti.
Il libro coniuga magistralmente un approccio reportagistico in cui Bazan cerca di cogliere la quintessenza del vivere quotidiano fotografando gente sconosciuta, incontrata per qualche secondo per le strade dell'isola assieme ad un approccio più intimo e personale nelle foto che ritraggono vari momenti nella vita della sua famiglia e dei suoi cari amici contadini con cui ha condiviso lunghi periodi di tempo nelle indimenticabili campagne cubane reminiscenti della terra natia.
Essere un artista significa non enumerare e contare, ma maturare come l’albero che non forza la sua linfa, e si erge sereno durante gli acquazzoni primaverili, senza preoccuparsi che poi l’estate non verrà. Viene. Ma viene solo per coloro che sono pazienti, che stanno lì come se l’eternità giacesse davanti a loro, così incurantemente silenziosa e vasta.
Martedì 27 aprile
alle ore 20.00
Foyer del teatro Politeama
Lecce