I fiati e la loro evoluzione in mostra
Incontri culturali
Domenica 19 maggio a Matino, presso la scuderie del palazzo dei Marchesi del Tufo, si terrà una particolarissima mostra di antichi strumenti a fiato provenienti dalla Collezione Spada.
Gli strumenti a fiato rappresentano uno dei più ricchi e affascinanti patrimoni culturali dell’umanità: lo studio della loro evoluzione strutturale e timbrica, dei contesti d’uso in cui sono utilizzati e delle tecniche esecutive rappresenta una fonte insostituibile per la comprensione della vita dell’uomo e dei mutamenti che la hanno caratterizzata.
In questa mostra viene esposta una piccolissima parte dei fiati della Collezione Spada scelti in modo da rappresentare un particolare modo di coglierne l’evoluzione.
Nella prestigiosa cornice delle scuderie del palazzo sono esposti tre flauti per dimostrare i diversi materiali di costruzione: vi è un flauto l’avorio inglese del settecento, uno senese in legno di bosso ed uno in metallo con meccanica Briccialdi.
I vari contesti d’uso sono esplicitati nella famiglia degli oboe: un uso popolare è testimoniato dalla bombarda mentre quello colto è dato dall’oboe d’orchestra, il corno inglese curvo ne propone il momento di transizione.
I clarinetti propongono una visione sulla notevole estensione di questa famiglia (dal clarinetto piccolo in La bem al clarinetto contrabbasso in Si bem) e sono qui rappresentati da un clarinetto piccolo in Mi bem, da un clarinetto in La e da un corno di bassetto in Fa.
L’evoluzione della meccanica è sintetizzata dai due strumenti della famiglia dei fagotti: una semplicissima dulciana ed un fagotto a sedici chiavi e sette fori.
Il serpentone è l’anello di congiunzione tra i legni d’orchestra e gli ottoni, la sua famiglia, quella dei cornetti, è infatti costituita da strumenti in legno cavo che si suonano con un bocchino a tazza come quello degli ottoni.
Per la famiglia dei corni è stato scelto un rothcorno, strumento ideato da Ferdinando Roth per sostituire il corno d’armonia nelle bande, in quanto presentava minori difficoltà di emissione.
Attualmente le famiglie di trombe e tromboni presentano macchine con solo due tipi di meccaniche: pistoni tipo Perinèt e valvole rotanti. La fantasia dei costruttori aveva portato alla ideazione di numerose varianti alcune delle quali qui esposte.
Tra le trombe è visibile un ophicleide, strumento grave delle trombe a chiavi, una cornopea con pistoni tipo Stöelzel, una cornetta con due set di ritorte per cambiare tonalità, una cornetta tedesca con meccanica a valvole rotanti tipo bavarese, i flicorni sono rappresentati da un saxhorn contralto con meccanica berlinese ed infine due tromboni, uno con meccanica viennese ed uno americano, con meccanica SARV, costruito nel 1875 nel primo centenario della rivoluzione americana.
Pur con i notevoli limiti legati all’esiguità dei pezzi esposti, questa mostra si rivolge ad un pubblico ampio e diversificato, rappresentato soprattutto da visitatori non necessariamente esperti, per mostrargli l’estrema ricchezza e complessità del mondo degli strumenti a fiato, stimolandone la curiosità e l’interesse.
Domenica 19 maggio
Dalle ore 9.00 per tutta la giornata
presso la scuderie del palazzo dei Marchesi del Tufo
Matino (Lecce)