Raffaella Tiziana in Rita
Teatri e auditorium
Mercoledì 26 maggio, alle ore 22.30, ritorna sul palcoscenico del Caffè Letterario di Lecce Raffaella Tiziana Giancipoli, con la piéce RITA. La Giancipoli è stata l’artista teatrale che ha ricevuto i maggiori apprezzamenti nell’ambito del calendario Quante storie per un caffè 2009/2010, rassegna organizzata dal locale di Via Paladini 46 insieme a Nasca Teatri di Terra, che seleziona gli attori e musicisti, e a Improvvisart, cooperativa che cura i dj set.
Lo spettacolo ‘Rita’, di e con Raffaella Tiziana Giancipoli, è prodotto in collaborazione con Associazione Tra il Dire e il Fare e Compagnia La Luna Nel Letto e finalista del Premio Scenario 2007. La storia di 'Rita', che la Giancipoli, racconta di una donna che per lunghi anni seppellisce la sua adolescenza.
Seppellisce i ricordi belli accanto a quelli più tristi. Poi un giorno il passato bussa alla porta e senza aspettare d'essere invitato invade il presente. E questa volta Rita non chiude le porte, non fugge, non dimentica. Si siede tra la polvere dei ricordi e li ripercorre come se li vivesse in quell'esatto istante.Ed ecco che passato e presente si affacciano sulle sue labbra e si rincorrono in un continuo gioco di alternanza. Fino a mescolarsi, talvolta. E chi guarda e ascolta, a tratti non sa più che età abbia la donna che gli sta di fronte. Ma l'età anagrafica diventa un particolare senza storia, quando ciò che conta è la storia in sé. Ricostruirla. Rimpastare un passato che qualcuno ha sbriciolato, attraversando il bianco e il nero della sua esistenza. Lo spettacolo inizia proprio come una fotografia in bianco e nero che a un certo punto si anima. Ed ecco che Rita chiude gli occhi e ricorda o forse sogna: una vita diversa, l’amore, il cuore che batte forte, le fughe nonostante i controlli, le mani morbide di lui. La paura di essere amata e alla fine lasciarsi andare. Ma solo ad occhi chiusi può lasciarsi andare al volo. Abbandonarsi. Abbandonarsi ai ricordi rimasti impigliati in un capello bianco, tra i solchi delle mani rugose, in una piega dell’abito buono. Fino a cadere più giù della Rita che ha sempre conosciuto, davanti alla porta dei suoi incubi. Incubi di fronte ai quali non ci si può più nascondere. Aprire gli occhi diventa necessario e doloroso. E in alcuni momenti quel dolore è ancora così vivo, che Rita non ha altro modo di dirlo se non nella lingua madre del suo corpo. A tratti le mani, la bocca, i piedi, tutto parla in dialetto. La lingua della terra che l'ha generata. E allora finalmente può aprire gli occhi e guardare in faccia il passato, quello vero. Occhi negli occhi. (testo di Raffaella T. Giancipoli)
Mercoledì 26 maggio
alle ore 22.30
Caffè Letterario
Lecce
Info:
0832 242351 (numero attivo dopo le ore 19.00)