36° Festival della Valle d'Itria
Gaetano Donizetti
GIANNI DI PARIGI
Melodramma in due atti di Felice Romani
Versione Teatro alla Scala 1839
Revisione sui materiali autografi di Anders Wiklund
Proprietà Fondazione Donizetti di Bergamo
Con Gianni di Parigi il Festival torna alla sua più consolidata tradizione, quella del repertorio belcantistico ottocentesco. Titolo ingiustamente poco noto e dalla genesi piuttosto complessa, ha avuto in tempi moderni un’unica ripresa, al festival donizettiano di Bergamo nel 1988, ma grazie a un potenziale meccanismo teatrale che alterna scene di irresistibile comicità a pagine di autentico virtuosismo vocale, ha i numeri per ambire a rientrare nel circuitio delle opere più amate dal grande pubblico.
Verso gli anni ’30 dell’800, all’indomani del successo di Anna Bolena (1831-32), Donizetti, cominciò a valutare la possibilità di catturare l’attenzione del pubblico francese con la complicità di un suo compaesano già famoso a Parigi: Giovanni Battista Rubino. Offrì pertanto a quest’ultimo un libretto che Felice Romani aveva tradotto in francese, Gianni di Parigi appunto. Il libretto originale era di C.G. d’Aucourt de Saint-Just e la musica di F.A. Boieldieu, e l’opera fu rappresentata con successo a Parigi nel 1812. La genesi del libretto per Donizetti fu comunque complessa e causa di confusione. Donizetti inviò al partitura a Rubini, il quale per motivi sconosciuti non la sottopose all’attenzione dei teatri parigini e lo stesso Donizetti se ne rammaricò. L’opera fu comunque rappresentata alla Scala nel 1839. Gianni di Parigi offre un tassello non trascurabile nella ricostruzione del percorso artistico del compositore bergamasco. La qualifica di melodramma comico non rende giustizia alla natura vera dell’opera, che al pari della più celebre Elisir d’amore, mescola e contamina con disinvoltura momenti comici e atteggiamenti sentimentali. Gianni di Parigi, pur conformandosi ai meccanismi dell’opera rossiniana, reca in sé, le prime avvisaglie di un processo di tendenziale romanticizzazione del teatro comico e di crescente umanizzazione dei personaggi. Comunque, per tutto il primo atto, prevalgono il senso dell’umorismo e il ritmo dell’azione, caratterizzanti psicologicamente i tre personaggi principali: Gianni, il Gran Siniscalco e la Principessa di Navarra. All’apertura del secondo atto, la comicità raggiunge momenti esilaranti con il duetto di bassi, giocato sul contrasto stilistico tra il nobile Siniscalco e l’oste Pedrigo. Ma non appena i due protagonisti iniziano a confessare, l’azione vira verso l’affettuoso e il tenero. Tutto ciò si riflette sulla componente musicale: finché si ride, Donizetti utilizza al maniera rossiniana, ma questa cede il passo al bellinismo tenero ed estatico dei momenti di effusione lirica e sentimentale.
Cinquantaquattro anni in due contano il direttore d’orchestra e il regista, Giacomo Sagripanti e Federico Grazzini. Il maestro Sagripanti, tra i più promettenti talenti direttoriali di oggi, invitato finalista al prossimo concorso internazionale di Cadaques, si è perfezionato sotto la guida di Donato Renzetti, Antonello Allemandi, Renato Palumbo, Gianandrea Noseda, Jorma Panula e Tamas Pal, negli ultimi due anni si è distinto alla Scuola dell’Opera Italiana del Teatro Comunale di Bologna; ha già diretto, tra le altre in Italia e all’estero, le orchestre del Teatro di San Carlo di Napoli e del Teatro Verdi di Trieste.
Federico Grazzini, diplomato alla Scuola Paolo Grassi di Milano, si è distinto in produzioni di prosa di particolare interesse, affermandosi rapidamente per la fantasia e l’abilità nell’imprimere ritmo all’azione teatrale, come in occasione della recente produzione AsLiCo di Opera Domani, un “Haensel e Gretel” di grande successo. Le scene hanno il tratto cinematografico di Tiziano Santi, che ha disegnato le linee di un albergo decò di rara eleganza, mentre i costumi escono dalla fantasia di Valeria Bettella.
La Principessa di Navarra: Ekaterina Lekhina
Il Gran Siniscalco: Roberto De Candia
Gianni di Parigi: Ivan Magrì
Oliviero: Paola Gardina
Pedrigo: Andrea Porta
Lorezza: Eleonora Buratto
Maestro concertatore e direttore d’orchestra: Giacomo Sagripanti
Regia: Federico Grazzini
Scene: Tiziano Santi
Costumi: Valeria Bettella
Orchestra Internazionale d’Italia
Coro Slovacco di Bratislava
1a e 2a recita:
Platea/Stalls euro 30,00 - Tribuna/Gallery euro 14,00
Replica: martedì 20 luglio
ore 21.00
Palazzo Ducale
Martina Franca (Taranto)
Info: 080.4805 100 (dal lunedì al venerdì, ore 10.00-13.00)
Web:
www.festivaldellavalleditri...