Domenica 26 ottobre, dalle 18 alle 20,
nella sede di Domus Artist Residency, in Via Arco Cadura 15 a Galatina, ritorna l’appuntamento di fine mese che mette in centro l’incontro con artisti internazionali e comunità, nell’ambito del programma di residenze d’artista In Residence.
Questo ottobre si potrà scoprire e conoscere il lavori di due giovani artiste tra Grecia e Berlino, che hanno condotto le proprie ricerche tra antropologia e performance. Ingresso libero.
Afrοditi Anastopoulou è un'artista visiva e performer greca. Ha studiato alla Scuola di Arti Visive e Applicate dell'Università Aristotele (2017) e ha conseguito un master in Costume Design presso l'Accademia Reale di Belle Arti di Anversa (2019). Attraverso una pratica diversificata che include performance, arte tessile e installazioni, cerca di esprimere temi complessi legati all'identità femminile e alle rappresentazioni di genere nella cultura occidentale.
"Questo lavoro fa parte della mia ricerca in corso su come il linguaggio modella la percezione della femminilità e della sessualità, concentrandomi sulle espressioni e sui modi di dire mediterranei. Durante il mio periodo alla Domus, ho esplorato detti che collegano le donne all'animalità o al desiderio, evidenziando un crossover culturale tra greco e italiano, come “to mouni sernei karavi” (“la fica tira la barca”) e “Tira più un pelo di fica che un carro di buoi” (“un pelo di fica tira più di un carro di buoi”). Studio anche il tarantismo come atto di resistenza, esplorandone il potenziale performativo e simbolico. Queste espressioni e questi rituali influenzano il linguaggio visivo e la drammaturgia di una futura performance, dove saranno trasformati in azioni. Le maschere lavorate a mano danno forma fisica a questi detti, recuperandone il potere simbolico. Le maschere a forma di vulva diventano sia oggetti che strumenti performativi - atti di umorismo, resistenza e riparazione - trasformando il linguaggio in uno spazio di empowerment e ridefinizione giocosa.”
Madzia Zalewa è un'artista con sede a Berlino che lavora all'intersezione tra etnografia multispecie, folklore e conservazione degli alimenti. Esplora questi temi reimmaginando i rituali in relazione alla natura, spinta dalla convinzione che i rituali e le tradizioni abbiano il potere di facilitare la guarigione e la resistenza della comunità.
La sua pratica è influenzata dal suo background nella scenografia, in particolare quando si tratta di creare installazioni interattive su larga scala e sculture effimere. Nel suo lavoro, incorpora spesso segni e simboli tratti dalla cultura pop, dalla mitologia e dalle fiabe dell'infanzia, stimolando i ricordi e invitando lo spettatore a partecipare a un'esperienza partecipativa.
“Durante l'open studio presenterò tre dipinti in fase di realizzazione insieme alla ricerca sui biomateriali attualmente in corso e agli schizzi ispirati al mestiere di orologiaio di mio nonno. Le opere esplorano le connessioni tra tempo, trasformazione e materialità. Successivamente completerò le installazioni nel laboratorio di falegnameria di mio nonno, dove ho intenzione di combinare la lavorazione tradizionale del legno con biomateriali auto-sviluppati quali agar, tè e scoby per creare cornici e strutture simili a bozzoli che racchiudono le forme presenti nei miei dipinti”.
Info
https://www.domus-artistresidency.co
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Web:
www.domus-artistresidency.com/