Da martedì 9 a sabato 13 dicembre, la diciannovesima edizione del Lecce Film Fest torna ad accendere gli schermi con i film indipendenti più interessanti del panorama internazionale. Per cinque giorni il
Convitto Palmieri di Lecce sarà luogo d’incontro con un cinema senza confini, sorprendente, intenso, ironico e sincero che, fuori dalle piattaforme digitali e dalle sale commerciali, ci svela le realtà invisibili di “geografie esistenziali”. Un cinema indipendente di qualità, sganciato dalle regole di mercato, che parla senza filtri alla mente e al cuore dello spettatore. Ventisette cortometraggi e sei lungometraggi, vincitori di premi prestigiosi, in anteprima assoluta o per la prima volta a Lecce, si contenderanno il titolo di “Miglior Film 2025”, spaziando tra i generi più vari: dalla fiction ai documentari d’autore, dalle animazioni ai video sperimentali.
La mappatura del nostro presente si definisce attraverso i temi trattati nei film:
il dialogo tra generazioni (
Back in baby arms,
C’è da comprare il latte,
My week with Maisy,
Nachtgesichter,
Idillio all’inferno),
le dinamiche tra maschile e femminile (
Il re del panino,
Burul,
Ce qui appartient a Cesar,
Frantumi),
il rapporto tra l’artista e le sue creazioni (
Playing God,
Vite d’artista,
La notte della luna fertile,
Deep in my heart is a song,
L’occhio della gallina,
Discesa libera,
Una faccia da cinema,
Wild hive),
le avventure emozionali dell’adolescenza (
Happy snaps,
L’anossia,
Such a lovely day,
Two for the road),
i maestri del recente passato (
Berlinguer. A love story,
Quale allegria,
Un giorno in più,
Italo Svevo. Scrivere nascosto a Trieste),
i conflitti di ogni tempo (
Sniper Alley. To my brother,
L’estate che verrà) e
le inquietudini verso un futuro distopico (
Disturbia,
Padre,
Pinocchio reborn,
Ryan can’t read,
Un cane miagola un gatto abbaia). Oltre ai consueti
incontri con i registi e i cast presenti, si affiancheranno alle proiezioni la performance di danza contemporanea
Femelle con la coreografia di
Annamaria De Filippi, un incontro musicale con il Collettivo Uhuru, l’action painting di
Mariella Rinaldi e
Federico Marino Mercuri, il cinema collettivo di
Claudia Mollese e la fotografia sperimentale di
Cosimo Savina che presenterà la mostra
Essere umano.
Il Festival è organizzato dal
Cineclub Fiori di Fuoco, in collaborazione con
Unione Italiana Circoli del Cinema,
Biblioteca Bernardini e
Polo Biblio-Museale di Lecce, patrocinato dal
Ministero della Cultura e dalla
Provincia di Lecce e diretto da
Nicola Neto e
Ornella Striani.
Ingresso giornaliero: € 5,00. Informazioni: 348.7667033 - www.leccefilmfest.it.
Il programma:
Martedì 9 dicembre
Il LFF19 si apre, alle ore 17.00, con l’inaugurazione della mostra fotografica
Essere umano di
Cosimo Savina. Nato a Veglie (Le) nel 1955, Savina, fotografo ostinatamente analogico dal 1977, ha insegnato all’Istituto di Cinematografia “Fellini” di Torino ed è promotore delle Danze Sacre di Gurdjieff; tema dominante di tutta la sua opera è la leggerezza che si esprime nella ricerca dell’armonia tra luci e ombre. Alle 17.30 prende il via il concorso filmico con i cortometraggi
Burul del regista kirghiso Adilet Karzhoev che giunge a Lecce dopo aver raccolto premi in tutto il mondo,
La notte della luna fertile di Agostino Gambino e
L’anossia di Zeno Castaldi, in anteprima mondiale, i divertenti
Una faccia da cinema di Alberto Salvucci e
Ryan can’t read di Rhys Chapman, lo sperimentale
Frantumi di Mattia Biondi e il documentario
Vite d’artista - Trasfigurazioni di Raffaele Gemma che indaga sugli artisti contemporanei che operano nel Salento. Alle ore 21.00, chiude le proiezioni il lungometraggio
Berlinguer. A love story di Pierpaolo Farina, un delicato ritratto dell’indimenticato leader del Partito Comunista.
Mercoledì 10 dicembre
Dalle ore 17.30, otto cortometraggi tutti da scoprire, tra sentimenti (
Il re del panino di Giordano Toreti,
Happy snaps della regista e scrittrice inglese Tyro Heath,
Ce qui appartient a Cesar della francese Violette Gitton), ironia (
My week with Maisy di Mika Simmons,
Un cane miagola, un gatto abbaia di Alessandro Prato, con Loretta Goggi) e paure (l’animazione bulgara
Disturbia di Mira Yankova,
Padre di Michele Gallone, interpretato da Filippo Timi,
Mascagni’s Symphony - Idillio all’inferno dei fratelli Vivarini). Alle ore 20.00, l’incontro con il
Collettivo Uhuru (Luca Longo, Federico Falco, Edoardo Celi), giovani compositori e arrangiatori uniti dalla passione per il jazz e dall’obiettivo di creare connessioni tra i musicisti locali, e, in chiusura il lungometraggio
Quale allegria di Francesco Frisari, originalissimo ricordo di Lucio Dalla con immagini inedite del cantautore bolognese.
Giovedì 11 dicembre
Tra i cortometraggi in programma dalle ore 17.30, l’austriaco
Nachtgesichter di Martin Winter e Stefan Langthaler, candidato al Premio Oscar, i nostalgici
L’estate che verrà di Mauro Lodi,
Such a lovely day di Simon Woods,
Deep in my heart is a song di Jonathan Pickett e
C’è da comprare il latte di Pierfrancesco Bigazzi, con Alessandro Benvenuti, gli spassosi
Back in baby’s arms di Jackson Giuricich e
Pinocchio reborn di Matteo Cirillo e il video sperimentale
Wild hive della coreografa statunitense Robin Bisio. Alle ore 20.00, la performance di
action painting di
Mariella Rinaldi e
Federico Marino Mercuri e, alle ore 21.00, la proiezione del lungometraggio
Discesa libera di Sandro Torella, intelligente commedia sul tema della disabilità.
Venerdì 12 dicembre
La quarta giornata del Festival è interamente dedicata ai lungometraggi: alle 17.30 il documentario
Italo Svevo, scrivere nascosto a Trieste di Alessandro Melazzini, sulla figura di uno dei più importanti scrittori della letteratura italiana e, a seguire,
Sniper Alley - To my brother di Cristiana Lucia Grilli e Francesco Toscani, un film in memoria delle vittime del conflitto che insanguinò Sarajevo negli Anni 90, ma che riecheggia, con amara attualità, le crudeltà, le morti innocenti e l’insensatezza di ogni guerra.
Sabato 13 dicembre
La giornata finale si apre alle ore 17.30 con quattro cortometraggi: la suggestiva animazione
Playing God di Matteo Burani, il documentario sperimentale
Ch la recchia di Diego Monfredini e le fiction
Two for the road, pluripremiato film irlandese di Lochlainn McKenna, e
Un giorno in più che Fabio Bagnasco, collaboratore di Franco Battiato, ha dedicato al grande amico scomparso. A seguire, il lungometraggio
L’occhio della gallina, autoritratto di Antonietta De Lillo, che racconta le inaudite vicissitudini della regista de Il resto di niente. Prima della premiazione, prevista per le ore 21.30, spazio tutto al femminile: alle ore 20.00, la performance di danza contemporanea
Femelle con le compagnie
Oro e
Atto su coreografia di
Annamaria De Filippi e, alle 20.30, l’incontro con la regista salentina
Claudia Mollese che presenterà il suo cinema collettivo con l’inedito
Fimmene, ancora fimmene! e l’anteprima nazionale di
La night au frioul.
Web:
www.leccefilmfest.it